x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA > ATTUALITA'
articolo

Cesanella in lutto per la scomparsa di Diego Mencaroni, la parrocchia si stringe alla famiglia con una preghiera

3' di lettura
26304

di Sara Santini
senigallia@vivere.it


Una preghiera martedì alle 21.30 nella Cesanella per stringersi alla famiglia di Diego Mencaroni, scomparso a soli 18 anni dopo un incidente in sella al suo scooter.

Il dolore è una bestia sorda e cieca: non ascolta e non guarda in faccia a nessuno. Ma la speranza cristiana ci ricorda che il dolore non è l'ultima parola, ma la risurrezione, si legge sulla pagina social dell'Unità Pastorale Buon Samaritano.

Una tragedia che ha lasciato senza parole l'intera città. A seguito dell'incidente di sabato mattina all'alba in tanti hanno sperato fino all'ultimo che Diego potesse farcela, poi lunedì l'annuncio che ha posto fine ad ogni speranza.

E sui social si rincorrono i ricordi di quanti lo conoscevano.

“La società Audax 1970 Sant'Angelo si stringe attorno alla famiglia e a tutti gli amici di Diego Mencaroni - si legge su Facebook - giovane tifoso senigalliese che a soli 18 anni ha perso la vita in un terribile incidente stradale. Quando si perde la vita così giovani non ci sono molte parole da dire se non frasi retoriche, quindi preferiamo salutarti con un pensiero e una preghiera. Ciao Diego riposa in pace”.

Tra i ricordi anche quello del dirigente scolastico del Corinaldesi Padovano, Simone Ceresoni, scuola che il 18enne frequentava e che avrebbe presto lasciato dopo l'esame di Maturità.
"Sono arrivato a dirigere l'Istituto di Istruzione Superiore Corinaldesi Padovano con la sicurezza di incontrare la vita...l'adolescenza...la profonda leggerezza e l'enorme responsabilità di vedere 1500 ragazze e ragazzi tutti i giorni e continuare a crescere e formarsi insieme a loro tra enormi fragilità e grandi gioie - scrive Ceresoni -Ti conoscevo da tanto tempo...e con la tua intelligenza non mi hai mai messo in difficoltà passando daIl'informale:"Ciao Simo" - quando eri sul vialetto di casa ad aspettare mio figlio tuo amico - al formalissimo: "Buongiorno Preside"- nel corridoio di scuola.

Questo anno scolastico che abbiamo vissuto è stato scandito da tappe, che come perle di una collana, hanno segnato i momenti di commiato tra noi e tra te e la scuola.

Ricordo di averti salutato con affetto sia l'ultimo giorno di scuola per festeggiare il suono dell'ultima campanella, sia quando ti ho incontrato allo stadio di Castellamare di Stabia, che avevi raggiunto con un viaggio avventuroso con i tuoi amici per partecipare alla promozione dello Juve Stabia.

E poi la cena di classe di fine anno a cui mi avete invitato. Sono stato molto in dubbio se partecipare o meno, ho deciso di fare un passaggio per un breve saluto...sarei dovuto stare poco...tra poesie e imitazioni mi sono fermato più a lungo per celebrare insieme l'estate, la maturità da affrontare, la vostra vita e la nostra scuola...è stato un sogno...mi avete offerto, tra le altre, la mia imitazione...stupefatto ho creduto di trovarmi di fronte al mio clone.

Sabato mattina il sogno è finito... l'incubo ha preso campo...

La scuola farà la sua parte nel ricordarti come il ragazzo che sei stato: altruista, discreto e misurato e nel sostenere tra gli alunni, gli amici, i docenti e il personale scolastico quanti oggi piangono senza possibile consolazione...

Mi stringo alla tua mamma, nostra docente, al tuo papà, ai tuoi fratelli, a tutti i tuoi parenti e ai tanti amici con un sentimento di profondo dolore, ma anche avendo bene in mente la dolcezza dello studente, che ho avuto la fortuna di incontrare.

E anche ora, come sempre è stato quando ti incrociavo, il mio saluto è: "Ciao grande Menca!" ".



Questo è un articolo pubblicato il 11-06-2024 alle 10:36 sul giornale del 12 giugno 2024 - 26304 letture






qrcode