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Raduno delle Harley Davidson agli archivi: le riflessioni di un commerciante

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da un lettore


Da commercante (la mia non è una critica politica) a conclusione Raduno delle Harley Davidson sento di dover fare alcune riflessioni critiche affinchè in futuro possano essere presi dei correttivi.

Critico la scelta di organizzare un evento in contrasto con importanti problemi di attualità. Viviamo un tempo in cui dovremmo essere tutti sensibili al tema dell’inquinamento ed alla sostenibilità ambientale e riempiamo una piccola cittadina di un numero infinito di motociclette che non hanno come priorità l’attenzione alle emissioni di gas nocivi…Lottiamo per contrastare il problema della guida in stato di ebbrezza e tolleriamo che orde di bikers scorrazzino impunemente dopo aver bevuto (questo è stato sotto gli occhi di tutti). Anche sul frastuono quasi ininterrotto ci sarebbe da dire, ma l’inquinamento acustico non è ancora un tema sentito che meriterebbe invece molta più attenzione!

C'è stata poi una grande disparità di opportunità tra operatori commerciali, alcuni sono stati “premiati” significativamente dalla manifestazione e ad altri è stato impedito del tutto di lavorare. E’ sacrosanto che una città a vocazione turistica debba organizzare eventi che portino soldi e visibilità, ma ogni scelta deve essere valutata ed eventualmente gestita attentamente. Questo raduno ha mosso un numero di partecipanti e di mezzi sproporzionato alla dimensione della nostra città e questo ha comportato che, per consentire di svolgerla, si sia lasciato che il lavoro di molte attività soprattutto nel centro venisse azzerato completamente. Anche il Summer Jamboree, manifestazione senigalliese per eccellenza, favorisce alcuni e penalizza altri ma non in modo così radicale. Era facilissimo da immaginare che chiudere ermeticamente la città avrebbe desertificato il centro nelle mattine e nei pomeggi, quanto meno del giovedì e venerdì. Senza considerare che i protagonisti della manifestazione spendono in pezzi di ricambio per customizzare le moto, nei loro caratteristici giubbotti di pelle, nei caschi, negli stivali e in tutti i gadget che sono stati venduti da ambulanti che si muovono insieme all’evento, senza lasciare nulla alle attività locali…

Si sarebbe potuto organizzare l'evento individuando anche altri spazi (abbiamo chilometri di lungomare a Nord ed a Sud) che potevano essere utilizzati per decongestionare un po’ la città in modo da non dover per forza imporre limitazioni che hanno reso completamente inaccessibili tantissime attività del centro. Auspico che in futuro possa esserci maggior attenzione a questo aspetto non secondario.



Questo è un articolo pubblicato il 09-06-2024 alle 17:27 sul giornale del 10 giugno 2024 - 23348 letture






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