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comunicato stampa

Barocci (Pd): "La destra e il problema dei tre ponti"

3' di lettura
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Da Massimo Barocci 
Segretario PD Senigallia


massimo barocci

La destra proprio non riesce a fare pace con i ponti; forse è proprio il concetto di ponte che la mette in imbarazzo; collegare, unire, stabilire contatti non sono nelle corde della destra, che piuttosto preferisce erigere muri per dividere e allontanare.

Lasciamo perdere la vergognosa insistenza per un ponte sullo stretto di Messina, pensiamo alla nostra città. Abbiamo un ponte che è stato demolito troppo presto, un altro che dovrebbe essere demolito e un altro ancora che poteva essere sistemato con poco ma ancora nulla è stato fatto. Tra amministrazione comunale e regionale, e tutti gli organismi coinvolti, regna l’incertezza, come se ci trovassimo ancora nei primi giorni dell’alluvione. Intanto cittadini e attività economiche attendono, fino a quando? Qual è il limite di tolleranza della città al pressapochismo, alla insensibilità, al dilettantismo che dimostra la destra che governa a tutti i livelli? Forse qualcuno tra i nostri governanti non ci fa più caso, o pensa che oramai siamo tutti assuefatti alla situazione.

Seguire l’intervista del sindaco Olivetti a Vera TV quando si riferisce all’abitudine che oramai i cittadini di Senigallia hanno consolidato per i disagi derivanti dalle conseguenze dell’alluvione, è tragicamente illuminante. Ci troviamo dopo due anni in una immutata situazione di emergenza come se questa fosse diventata la regola del vivere cittadino. Veniamo privati di una qualsiasi prospettiva di soluzione entro un periodo di tempo definito.

Problema n. 1: il ponte 2 giugno, degli Angeli. Non si sa se dovrà essere demolito o modificato; ci mettono i martinetti, lo fanno levatoio? Sospeso come un ponte tibetano? E’ ancora presto per deciderlo!!

Problema n. 2: il ponte Garibaldi, anzi l’ex ponte Garibaldi. Non si sa come dovrà essere fatto; lo chiamano già il ponte della Brugola per l’orribile ipotesi progettuale che è stata proposta; nessuna attenzione alla splendida prospettiva architettonica che il centro ci offre, nessuna attenzione al flusso del traffico cittadino e alle esigenze di mobilità di residenti e attività economiche; piuttosto si pensa di calare nel centro storico della città un manufatto tipo svincolo autostradale pur di fare comunque qualcosa.

Problema n. 3: il ponte del Vallone: in questo caso si vive una situazione al limite del ridicolo, quanto è triste tornare a parlarne! Poche migliaia di euro avrebbero immediatamente risolto il problema della comunicazione tra due comunità già pochi mesi dopo l’alluvione; siamo ancora nella fase della scoperta di fastidiosi tubi del metano, bizzarramente fissati (chissà da chi?!) al ponte, e di quante altre nuove difficoltà e ostacoli.

Tutta la catena di comando è in mano alla destra, hanno i soldi e i ci sono provvedimenti legislativi che consentono di spendere quei soldi velocemente ed efficacemente, ma ci troviamo come due anni fa. Continuano a fare ipotesi, congetture, proclami, e intanto la città aspetta; tanto oramai noi senigalliesi “siamo abituati a questo” e ai turisti che arriveranno doneremo per il secondo anno consecutivo l'immagine di una città ancora ferita che aspetta decisioni e soluzioni che non arrivano.



massimo barocci

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-04-2024 alle 11:31 sul giornale del 15 aprile 2024 - 1330 letture






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