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intervista

Andrea Spizzica, uno dei primi allenatori di Jannik Sinner e vincitore del torneo Messersì al Ponte Rosso: ‘’Vedere Jannik giocare sempre meglio è strepitoso. Di Senigallia conservo bellissimi ricordi’’

4' di lettura
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di Edoardo Diamantini
edoardo@vivere.news


Vivere Senigallia prosegue gli incontri con i protagonisti del mondo sportivo. Questa volta abbiamo incontrato Andrea Spizzica, ex numero 327 del ranking ATP, uno dei primi allenatori del tennista Jannik Sinner e vincitore del torneo Messersì al Ponte Rosso a Senigallia nel 1994. Ci racconta aneddoti con un ricordo rivolto alla nostra città.

Quando e come nasce la tua passione per il tennis?

Nasce quando ero piccolo, i miei genitori giocavano da amatori e io andavo con loro. Ho questo ricordo dei miei genitori che giocavano tra di loro e ci giocavo anche io. Poi la mia passione è stata alimentata dai vari eventi della vita. Con i miei ci siamo trasferiti più volte in diverse città e ogni volta trovavo sempre un circolo migliore che mi aiutava e supportava fino ad arrivare a Roma al Parioli, dove praticamente sono cresciuto e per il quale ho vinto 10 titoli italiani.

Qual è l’episodio più bello legato a questa disciplina che ricordi con maggior piacere?

Di episodi belli ne ho tanti, non saprei indicarne uno in particolare, ho bellissimi ricordi: potrebbe essere la prima partita vinta, il primo punto ATP, o il primo campionato italiano; sicuramente ho bei ricordi nei campionati italiani insieme a Vincenzo Santopadre, anche nei campionati under vinti per il Tennis Club Parioli. Ho un bellissimo ricordo anche di quando ho giocato a Roma al Foro Italico.

Sei stato tra i vincitori dell’ex torneo Messersì che si teneva presso i campi del Ponte Rosso, allora teatro di prestigiose competizioni che annoverava tra i suoi partecipanti giocatori di livello internazionale. Che ricordi hai di quel torneo? Come ti sei trovato nella nostra città?

Conservo un bellissimo ricordo di Senigallia, era ed è un posto bellissimo frequentato anche dopo il torneo da quando l’ho conosciuto. Con una bellissima ospitalità, le persone estremamente ospitali, mi ricordo quel circolo sul lungomare molto bello. Il torneo era fortissimo. Aveva molti giocatori di classifica B1, era uno dei tornei più ‘’forti’’ in Italia. Ho vinto, e ricordo in particolare la semifinale e la finale vinta contro Luca Bottazzi, partite molto lottate, tantissima gente a vedere, un torneo dove devo dire conservo ancora parecchi ricordi. Mi ero trovato molto bene, mi è sempre piaciuto vivere al mare, quindi non è detto che un giorno non ci torni.

Ormai la struttura è in stato di abbandono da diversi anni, ti piacerebbe rivederla nuovamente ai suoi splendori? Secondo il tuo parere, data la località e le circostanze dell’impianto, ne trarrebbe beneficio il tennis oltre il contesto cittadino?

È un peccato che quella struttura non si sia sviluppata nel corso degli anni e sia stata abbandonata, ed è anche molto strano che nessuno provi a metterci mano e rimodernarla. Sarebbe una cosa molto interessante e molto bella per la collettività. Magari si può riproporre un bel torneo come era una volta il Messersì. Effettivamente è strano che non intervengano sia l’amministrazione comunale che qualche appassionato di tennis. Ovviamente un impianto funzionante e sportivo sarebbe anche un’attrattiva per la parte turistica, oltre che per la cittadinanza e i bambini del posto.

Sei stato tra i primi allenatori di Jannik Sinner, non solo l’attuale numero 4 del mondo e uno dei protagonisti del ritorno alla vittoria del belpaese della Coppa Davis dopo 47 anni, ma anche uno dei personaggi più noti al momento: ci racconteresti il ‘’piccolo Sinner’’? Quanta la gratificazione nel vederlo al giorno d’oggi a questi livelli?

Insieme a Heribert Mayr sono stato uno dei primi maestri di Jannik. Nei primi tempi era seguito più dal maestro Heribert Mayr che si occupava della zona dell’Alta Pusteria, poi dopo gli 11 anni fino ai 14, ho seguito anche io Jannik. È un ragazzo molto semplice, come è rimasto adesso fortunatamente malgrado tutte le sue vittorie; ha una famiglia speciale, di lavoratori, mi ricordo il nonno che l’accompagnava sempre, giocava e aveva sempre questo sorriso, si vedeva che si divertiva, gli piaceva e aveva questa grande passione. Ha fatto un cammino incredibile ed è veramente una cosa strepitosa vederlo giocare sempre meglio, è veramente oltre che un gran giocatore una grande persona.

Obiettivi e ambizioni per il futuro?

Mi piacerebbe un giorno avere una struttura mia da gestire, adesso che abbiamo parlato di Senigallia, perché no? (ride, N.d.R) Ho lavorato tanti anni con successo e con piacere, adesso superati i 50 anni mi piacerebbe avere una struttura da poter gestire e poter decidere un po’ il come fare e come portarla avanti, magari proprio a Senigallia, no? Questo sarebbe comunque il mio sogno.



Questa è un'intervista pubblicata il 10-12-2023 alle 18:38 sul giornale del 11 dicembre 2023 - 2490 letture



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