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Der Doppelgänger: so this is Christmas

3' di lettura
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da Renato Pizzi


Un tripudio di luci e colori. A me, pur non credente, qualcosa suona stonato in questo sfarzo di luminarie ed effetti speciali più consoni a una festa pagana, che a celebrare la nascita del Salvatore.

Circostanza evidentemente marginale ricordata - mentre scrivo - da un misero presepe poggiato su quattro mattoni di fianco a uno dei più brutti alberi di Natale della storia, forse superato solamente dall’obbrobrio collocato da Gucci in Galleria a Milano.

Tuttavia non è sulle priorità di questa amministrazione che vorrei riflettere (per una serie di motivi cerco di occuparmene meno possibile, a volte con fatica) ma cercare di trovare insieme cosa augurarci e cosa aspettarci per l’anno che ci attende, magari prendendo spunto da semplici, si fa per dire, luminarie natalizie.

Perché c’è un pensiero che mi torna in mente in continuazione ed è che tutte queste luci siano una specie di esorcismo per non guardare il buio che c’è dietro. Abbiamo trascorso due anni terribili e il 2023 in particolare è stato un tornare a respirare un po’ in tutti i sensi, ma faremmo bene a non dimenticare che altri pericoli, anche di altra natura, incombono all’orizzonte dietro giochi di luce e babbi natale intermittenti.

A fronte di una economia che in Italia, quest’anno, ha dato segni di ripresa, nel medio-lungo periodo siamo diretti verso un generale peggioramento della qualità della nostra vita. Nel campo politico-sociale ormai da anni cala il consenso verso la democrazia, nel continente che invece più di ogni altro dovrebbe ricordare le conseguenze della sua sconfitta. Non si spiega altrimenti l’incredibile e quasi osceno consenso che riscuote, trasversalmente alla tradizionale dicotomia destra/sinistra, il regime dittatoriale russo. Nel 2024 si voterà in Europa, grande utopia forse troppo impegnativa per la maturità degli europei: l’evocazione dell’uomo nero, che una volta funzionava solo sui bambini, oggi attecchisce in modo per lo più emozionale anche sui grandi. Vero è che non è possibile governare fatti epocali come una emergenza contingente.

Le scelte della politica italiana, un caso per tutti lo smantellamento del miglior sistema sanitario al mondo, dobbiamo sapere a cosa porteranno già nei prossimi anni e peggio ancora quando crescerà una generazione di precari a basso reddito. Nel 2024 si voterà anche negli Stati Uniti, dove un possibile candidato, probabilmente golpista, sdogana senza pudore il termine ‘dittatore’ associato alla carica di presidente del più potente stato al mondo. In un mondo governato da oligarchie, anche il lavoro e l’economia, mai stati campioni di democrazia, rischierebbero di evolvere in maniera dirompente verso la manipolazione tecnocratica. L’intelligenza artificiale sostituirà progressivamente molte competenze umane, non più solo nelle professioni manifatturiere, ma anche in quelle intellettuali. Dalla fabbrica, all’informazione, all’intrattenimento, ai campi di battaglia. Quanto ne sappiamo? Quanto siamo in condizione di decidere? Come pensiamo di governare questo processo, per indirizzarlo verso sviluppi positivi? Certo non con l’ignoranza complottista che raccoglie ogni giorno nuovi cultori. La democrazia muore senza la conoscenza. E qui il cerchio si chiude, almeno per noi, con i desolanti risultati di ogni test sulle competenze scolastiche dei nostri giovani. In totale regressione, per l’Italia, sia nel confronto con il passato sia nel confronto con gli altri paesi europei.

Ecco perché dovremmo cercare di guardare, anche se costa fatica, oltre il florilegio di luminarie che tanto ci emozionano. Ritrovare a tutti i livelli il senso di comunità, tornare a capire l’importanza dei valori fondamentali, confrontarci per crescere e non per dividerci. Progettare, sognare. Sarebbe il miglior regalo di Natale che potremmo fare a noi stessi e ai nostri figli. E questo è anche l’augurio che mi sento di fare per l’anno che verrà, a me ai miei cari e a tutti. Buone feste.



Questo è un articolo pubblicato il 08-12-2023 alle 11:39 sul giornale del 09 dicembre 2023 - 480 letture






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