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comunicato stampa

Mangialardi sui Centri di Permanenza per i Rimpatri: “Il governo Meloni ridotto al rango degli scafisti: taglieggia i migranti e abbandona i minori al loro destino”

3' di lettura
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da Maurizio Mangialardi
capogruppo regionale PD


Chiariamo un punto: la giusta e sacrosanta protesta che il Partito Democratico sta conducendo contro i Centri di Permanenza per i Rimpatri non rappresenta un sostegno indiretto alle posizioni più oltranziste del governo. Quelle, per intenderci, dei propugnatori del blocco navale che vorrebbero evitare con le buone (ma meglio se con le cattive) ogni partenza verso l’Italia.

Eppure, certa stampa di destra, insoddisfatta dell’azione del governo Meloni, tenta di far passare proprio questo concetto, strumentalizzando le prese di posizione di molti nostri esponenti istituzionali. Ciò precisato, altrettanto chiaro deve essere il fatto che la battaglia contro le inumane politiche sull’immigrazione del governo delle destre non può essere, per dirla volgarmente, una “battaglia di collegio” da cui ricavare facili consensi, ma una lotta senza quartiere a provvedimenti discriminatori che stanno coprendo di vergogna il nostro Paese. Una lotta che non può che partire dalle parole pronunciate alcuni giorni fa da Papa Francesco: “Chi rischia la vita in mare non invade, cerca accoglienza: il fenomeno migratorio non è tanto un’urgenza momentanea, sempre buona per far divampare propagande allarmiste, ma un dato di fatto dei nostri tempi, un processo che coinvolge attorno al Mediterraneo tre continenti e che va governato con sapiente lungimiranza”.

La destra di Meloni e Salvini si sta muovendo nella direzione opposta. Basti pensare alla decisione di sottoporre ogni migrante al pagamento di 5000 euro per evitare la detenzione amministrativa (già di per sé un autentico abominio giuridico) nei Cpr. Una misura che non solo mostra palesemente il volto feroce della destra contro i poveri (prima ancora che contro i migranti), ma addirittura riduce il governo italiano al rango degli stessi trafficanti di esseri umani che, per cifre simili, lucrano sulla disperazione mettendo in mare migliaia di persone su natanti malconci e inadeguati che sono spesso alla base di tante tragedie.

Con questo provvedimento, il migrante che dopo aver affrontato rischi e sofferenze di ogni genere – basterebbe vedere il meraviglioso film di Matteo Garrone, Io Capitano, attualmente nelle sale, per farsene un’idea – giungerà finalmente in Italia, anziché trovare umanità, accoglienza e un sistema di tutele degno di un Paese civile, sarà nuovamente taglieggiato, questa volta dallo Stato italiano, pena la sua reclusione fino a 18 mesi in uno dei vari Cpr. Tra l’altro, è bene sottolinearlo, è assolutamente falso, come sostengono fonti governative, che la garanzia finanziaria sia un obbligo derivante da una direttiva dell’Unione Europea. Altrettanto scellerato è l’intervento legislativo sui minori volto a derogare dalla presunzione di minore d’età, facilitando in tal modo i respingimenti, senza tenere conto che moltissimi giovani migranti provengono da Paesi dove non esistono neppure i registri delle nascite. Si vuole inoltre prevedere che, in caso di necessità, i minori possano essere accolti nelle stesse strutture dove sono reclusi gli adulti, privandoli così del trattamento assistenziale e giuridico previsto per queste categorie protette, con il rischio, denunciato anche dal Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, di consegnarli nelle mani delle organizzazioni malavitose che gestiscono lo sfruttamento sessuale e il reclutamento del lavoro nero.

Serve un cambio di passo. E serve subito. Un governo serio, anziché beccarsi con i suoi partner europei, dovrebbe avviare un confronto vero e senza mire propagandistiche a livello continentale allo scopo di aprire vie legali e sicure per l'accesso e corridoi umanitari da tutti i Paesi europei in modo che l'Italia lasciate sole. Tra l’altro, l’apparato repressivo allestito dal governo Meloni avrà un peso notevole sui conti pubblici, ma, è facile prevederlo, non otterrà risultati.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-09-2023 alle 15:08 sul giornale del 28 settembre 2023 - 390 letture






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