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Volpini sulla Cardiologia di Senigallia: "Che fine ha fatto la promessa di ripristino dell'Utic?"

3' di lettura
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di Giulia Mancinelli
senigallia@vivere.it


fabrizio volpini

"Che fine ha fatto la promessa di ripristino dell'Utic di Cardiologia all'ospedale di Senigallia?". A sollevare la questione del mancato ripristino dell'Unità di terapia intensiva cardiologica a Senigallia, nonostante il lungo dibattito degli ultimi anni e il cambio del Governo regionale, è l'ex presidente della Commissione Regionale Sanità Fabrizio Volpini.

La vicenda nasce nel 2013 sotto la Giunta Spacca quando si susseguirono tre atti deliberiativi (tre decreti della Giunta Regionale): l'indiviudazione del numero di presìdi ospedalieri per ogni Area Vasta (uno per l'area vasta 2 articolato sui tre ospedali di Senigalia, Jesi e Fabriano), il riordino delle reti cliniche e la previsione nell'unico stabilimento ospedaliero di due Utic (assegnate a Fabriano e Jesi) e una caridologia di tipo riabilitativao (assegnata a Senigallia). Per dare attuazione a questi tre decreti della giunta regionale, l'allora direttore generale dell'Asur Alessandro Marini emanò due determine dirigenziali che suscitarono un vespaio di proteste contro il declassamento dell'Utic di Senigallia e in favore di un suo ripristino. La vicenda che è stata oggetto nel 2018 anche di due interrogazioni in Consiglio Regionale da parte dell'allora consigliere Busilacchi (di Articolo1) e dell'ex consigliera e vice presidente della commissione sanità Leonardi (di FdI) e attuale segretaria della commissione sanità al Senato, in aggiunta ad una mozione del consigliere Fabbri (del M5S), sottoscritta anche da Volpini, in cui si chiedeva un'unica unità Utic ma articolata sui tre ospedali perchè Senigallia aveva volumi di attività importanti e in estate raddoppiava la popolazione.

“A distanza di tre anni dall'insediamento del nuovo Governo Regionale la situazione del ripristino dell'Utic di Cardiologia a Senigallia è rimasta invariata -afferma Volpini- ad oggi quelle due determine dirigenziali sono ancora in essere e non sono state ritirate ed è difficile che possa accadere in futuro dal momento che l'Asur non esiste più essendo stata sostituita dalla nuova giunta regionale dalle Aziende Sanitarie Territoriali, che al momento sono commissariate in attesa della nomina dei rispettivi direttori. Per altro proprio in questi giorni le nomine sono state oggetto di una ulteriore proroga, che crea una situazione di incertezza e stallo dell'azione amministrativa della sanità locale. L'auspicio è che quando gli assetti dirigeziali saranno definiti, si possa riprondere in mano la questione dell'Utic di Senigallia”.

Nel frattempo la Cardiologia dell'ospedale di Senigallia ha subito un depotenziamento importante in termini di risorse e personale. “Oggi all'appello mancano quattro unità di personale medico, tra cui il primario, andato in pensione e sostituito da un facente funzione, e anche le visite ambulatoriali sono sempre più complicate con i cittadini costretti a mettere mano al portafogli per avere la prestazione -aggiunge Volpini- E dunque a cosa sono servite quelle battaglie? E che fine hanno fatto le promesse fatte in campagna elettorale? Sarebbe davvero oppurtuna una mobilitazione trasversale per affrontare e risolvere in modo più rapido possibile la situazione della Cardiologia di Senigallia e delle altre innumerevoli criticità della sanità del nostro territorio”.

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fabrizio volpini

Questo è un articolo pubblicato il 13-04-2023 alle 17:18 sul giornale del 14 aprile 2023 - 1556 letture






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