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comunicato stampa

Sabato 30° presidio per la pace subito

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da Rete per la Pace subito


bandiera della pace

Dopo un anno di guerra, la primavera porterà il risveglio delle armi. In verità non sono mai andate in letargo, ma l’elenco di armamenti recentemente destinati all’Ucraina è impressionante: 30 carri Abrams, 14 Challenger dal Regno Unito, 50 Leopard da Germania, Polonia, Olanda e Norvegia, 60 Bradley, 90 veicoli corazzati Stryker, 350 Humvee, più carri antimine e missili Patriot.

Dall’altra parte del fronte riceviamo notizie meno dettagliate, ma si sa che i vertici militari sono stati cambiati, aggiornate le strategie, integrate le scorte di armamenti, reclutati altre decine di migliaia di soldati. La seconda potenza nucleare del mondo è pronta per la mortale primavera.

Siamo dunque nel pieno della pericolosa escalation del conflitto. Gli esiti sono imprevedibili e la pace appare sempre più lontana, quasi irraggiungibile. Esclusa una vittoria certa per una delle parti, con il crollo totale dell’altra parte, resta la possibilità del negoziato. Ma come ottenerlo?

Stati Uniti e Nato ritengono che un’avanzata ucraina sul campo possa dare una spallata tale a Putin, da costringerlo a trattare; con lo stesso scopo, il generale Gerasimov, responsabile russo delle operazioni, pare che rilanci una strategia che mette insieme le forze di terra, aeree e della marina, alla guerra economica e verso le infrastrutture civili.

Lo scenario, rischiosissimo, è da guerra totale, in cui non si può escludere che pure centrale di Zaporizhia possa essere utilizzata dai russi come risposta tattica nucleare qualora le forze russe si trovassero in difficoltà.

A questo punto è chiaro che una trattativa efficace, una primavera della diplomazia, può essere imbastita soltanto dalle potenze da cui dipendono le capacità di resistenza dei belligeranti: gli Usa e la Nato, e la Cina, che non ha interesse a veder crollare il suo partner tradizionale.

Una conferenza di pace tra potenze deve prendere il via da accordi sugli armamenti (uso dell’arma nucleare, droni, sottomarini, missili balistici), comprendere un contesto geoeconomico (con l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea), definire gli aspetti della sicurezza e del ruolo della Nato, offrire soluzioni diplomatiche “creative” per i territori del Donbass (ad esempio, il Territorio Libero di Trieste fu inventato subito dopo la II guerra mondiale per evitare un possibile scontro tra Russia e Occidente) e per la questione dello status della Crimea.





bandiera della pace

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2023 alle 19:24 sul giornale del 03 febbraio 2023 - 96 letture






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