contatore accessi

x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA > SPORT
intervista

L’impresa di Manuela Pasquali al mondiale di Surfcasting: ‘’Vincere un mondiale è il sogno di qualsiasi agonista, la soddisfazione è immensa’’

4' di lettura
728

di Edoardo Diamantini
edoardo@vivere.news


Vivere Senigallia prosegue gli incontri con i protagonisti dell’attività sportiva locale. Quest’oggi abbiamo incontrato Manuela Pasquali, atleta italiana di Surfcasting: recentemente ha ottenuto il titolo mondiale in Tunisia e ci racconta le sue sensazioni e i suoi obiettivi per il futuro.

Quando e come nasce la tua passione per la pesca? E quando ti sei specializzata nel surfcasting?

A 22 anni mi sono innamorata di un ragazzo che grazie al mio papà si è appassionato al surfcasting, una disciplina che si pratica dalla spiaggia. Nel 2013 ci siamo iscritti a una società di pesca dove papà faceva già parte e li ho iniziato a gareggiare nel campionato provinciale di Pesaro per poi partecipare al mio primo campionato Italiano femminile nel 2015. Fino ad oggi ho partecipato a 4 Mondiali: in Irlanda nel 2016, in Sudafrica nel 2019, in Francia nel 2021 e quest’ultimo in Tunisia.

Qual è l’aneddoto più bello legato a questa disciplina che ricordi con maggior piacere?

Quest’ultima vittoria indubbiamente, vincere un mondiale è il sogno di qualsiasi agonista. Quando ho scoperto di averlo vinto pensavo che mi scoppiasse il cuore e il particolare più bello è che me l’hanno comunicato le ragazze della mia squadra, anche loro con le lacrime sul viso per la grande gioia, perché la squadra in quei 15 giorni di Mondiale diventa una famiglia, piena di delusioni insieme a tantissime emozioni positive. Poi vi lascio immaginare il comunicarlo alla mia famiglia e ai miei amici, momento che pagherei per rivivere!

E a proposito di quest’ultimo risultato che hai ottenuto recentemente in Tunisia al Mondiale 2022, sulle spiagge di Hammamet, dove hai conquistato il titolo mondiale individuale femminile (medaglia d’oro). Parlaci di quest’impresa: come hai vissuto quei giorni?

È stato un bellissimo mondiale, la pescata in Tunisia si è rivelata molto tecnica ma soprattutto divertente per le moltissime specie di pesce pescato e anche per le grandi quantità. Una vera e propria impresa perché per far parte della nazionale italiana bisogna fare tantissimi sacrifici e moltissimo allenamento. Impresa anche perché svolgendosi il mondiale su 4 manche, la tensione è sempre stata alta per riuscire a mantenere una posizione ai vertici della classifica e senza avere alcun margine d’errore. Però la soddisfazione è stata immensa e mi ha ripagato di tutti gli sforzi fatti fino ad oggi, finalmente posso urlare a gran voce di essere la campionessa del Mondo!

Sei figlia d’arte, tuo padre Corrado era stato anche lui campione italiano (titolo che hai ottenuto nel 2019) di pesca sportiva e ti ha trasmesso la sua passione: ritieni che, parlando in un contesto sportivo, questo fattore sia stato importante nel tuo percorso di crescita?

Si, molto importante. Se faccio parte della nazionale italiana dal 2016 è soprattutto grazie al mio papà che mi ha trasmesso fin da piccola questa grande passione, anche se all’epoca il cattivo odore del pesce e i viscidi vermi che utilizzava non mi entusiasmavano più di tanto; poi però ho iniziato quasi per sfida personale a gareggiare nelle competizioni, essendo io amante dell’agonismo, mi sono resa conto fin da subito di avere una dote quasi naturale, forse trasmessa nel DNA.

Quali sono a tuo avviso le maggiori qualità che un singolo deve avere per praticare al meglio questa disciplina?

Il senso del mare è, a mio avviso, la cosa più importante insieme alla capacità di sapersi adattare a situazioni più o meno complicate quali: mare mosso, vento forte, freddo, pioggia e molto altro. La tecnica, altra qualità importante, sia nel lancio per riuscire quando è necessario ad arrivare a distanze importanti sia nella costruzione della propria attrezzatura, un lavoro molto meticoloso. E per ultime non per importanza, sicuramente tanta determinazione e grinta, due caratteristiche che mi contraddistinguono e mi accompagnano in ogni pescata, sia in gara che non.

Obiettivi e ambizioni per il futuro?

Un obiettivo che mi piacerebbe centrare è quello di riuscire a vincere una medaglia a squadre perché oltre alla classifica individuale nel Mondiale c’è anche quella per nazioni e quest’anno abbiamo sfiorato il podio per un soffio, classificandoci quarte assolute dietro a Tunisia Spagna e Croazia. L’ambizione è riuscire ad essere sempre un’atleta fondamentale per la Nazionale Italiana Femminile e magari difendere il titolo di campionessa del mondo anche al prossimo mondiale che si disputerà sulle spiagge della Sicilia, a novembre del 2023. Quindi incrociate le dita per me e tifate Italia e come sempre forza azzurri!



Questa è un'intervista pubblicata il 22-12-2022 alle 14:20 sul giornale del 23 dicembre 2022 - 728 letture



qrcode