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Nasce NoaCom: la prima rete d’imprese formata da imprese di comunicazione

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di Redazione


Cinque tra le più rilevanti agenzie italiane scelgono il modello retista e creano un nuovo soggetto che risponda con efficacia e agilità alle sfide e opportunità del momento, come il Pnrr.

Nasce NoaCom, la prima rete d’imprese di comunicazione. Per la prima volta in Italia, infatti, il modello organizzativo retista viene utilizzato per costruire una vera filiera produttiva nel comparto della comunicazione.

L’idea alla base della Rete NoaCom, infatti, è quella di fornire al mercato l’intero processo produttivo della comunicazione, dall’analisi dei dati e la customer intelligence, alla strategia reputazionale e di marketing, passando per la realizzazione di siti e immagini coordinate, creatività e campagne, le media relations e pr, sino alla diffusione attraverso i social media, i network di testate d’informazione ed i creators.

La logica organizzativa della Rete permette di sistematizzare un’intera filiera, permettendo economie di scala ed efficientamento dei processi produttivi, con conseguente contenimento dei costi ma garantendo, grazie alla presenza di agenzie specializzate nelle varie fasi produttive, agilità e velocità di esecuzione, oltre alla condivisione di competenze e risorse. Un modello vincente, come testimonia il 3° Rapporto dell’Osservatorio nazionale sulle reti d’impresa, secondo il quale - al 31 dicembre 2021 - sono 42.232 le imprese retiste, per un totale di 7.541 contratti di rete. I settori maggiormente coinvolti sono quelli dell’agroalimentare (22%), commercio (14%) e costruzioni (12%) e da ora, appunto, anche la comunicazione.

Le cinque agenzie costituenti della rete sono: BiWise, l’atelier di comunicazione fondato da Daniele Chieffi e Giuliana Carosi, The Fool, fondata da Matteo Flora, PressCom Tech, guidata da Nicola Amelio (fondatore anche di Anso, l’associazione nazionale della Stampa online), OpenBox di Simone Carusi e Matteo Pogliani (fondatore dell’Osservatorio Nazionale Influencer marketing) e No Panic, di Eugenio Damasio, Tommaso Moretti, Giulio Rubinelli e Paolo Pettigiani. Forte di queste cinque aziende, la Rete NoaCom arriva sul mercato con l’esperienza di agenzie consolidate e attive da anni, che oggi vantano, complessivamente, un portafoglio clienti che conta circa 150 tra grandi aziende come Prada, Lavazza, Enel, Sisal, Mediolanum, Cdp, Siae, e istituzioni come Confindustria e Confartigianato, sino al Terzo settore. Le aziende generano un fatturato aggregato di oltre 10 mln e un totale di oltre 80 addetti diretti. La rete è governata da un comitato di gestione presieduto da Daniele Chieffi di Bi Wise, e composto da Mirko Bruni di The Fool, Simone Carusi di OpenBox, Eugenio Damasio di No Panic e Nicola Reineri di PressCom Tech.

“La comunicazione oggi è un processo complesso, che coinvolge molte professionalità e specializzazioni - commenta Daniele Chieffi, presidente della Rete NoaCom - ognuna delle quali trae la sua forza non solo dalle competenze che è in grado di offrire, ma anche del network che è in grado di costruire”. In un contesto in grande mutamento, nel quale alle aziende - in particolar modo a quelle che si occupano di comunicazione - vengono chieste flessibilità e trasversalità nei servizi offerti, saper rispondere in maniera agile, snella, veloce e con un approccio multitasking è ormai diventata una priorità. Sfide e opportunità, come quelle offerte dal PNRR, impongono un ripensamento delle logiche che - fino a qualche anno fa - caratterizzavano il lavoro di chi si occupa di comunicazione. “Ci siamo accorti - prosegue Chieffi - che eravamo formalmente troppo piccoli per partecipare a bandi di gara, perché si tratta di sfide che comportano dimensioni adatte a gestire grandi complessità. E dunque la capacità di creare relazioni e mettere a sistema le proprie competenze per farne una “Rete” diventa un’esigenza imprescindibile”.

Cosa sono le Reti d’impresa? La rete di impresa è un contratto che dà vita a un soggetto giuridico unico, con partita iva e iscritto alla Camera di Commercio. L’obiettivo è consentire ai partecipanti di mettere in comune attività e risorse per migliorare il funzionamento aziendale e rafforzare conseguentemente la competitività delle aziende che ne fanno parte; è uno strumento attraverso il quale le imprese hanno l’opportunità di realizzare, attraverso la collaborazione con altri soggetti, obiettivi ambiziosi, ad esempio l’inserimento in aree di mercato a livello internazionale che da sole non potrebbero raggiungere a causa delle ridotte dimensioni aziendali, accrescendo quindi la propria competitività senza tuttavia rinunciare alla propria autonomia giuridica individuale.

Le aziende componenti s’impegnano, tra l’altro, a collaborare in forme e ambiti predeterminati come ad esempio la creazione di un marchio comune; a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica, come ad esempio lo scambio di informazioni commerciali o lo scambio di prodotti; ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa.



Questo è un articolo pubblicato il 19-12-2022 alle 11:08 sul giornale del 19 dicembre 2022 - 100 letture



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