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La pandemia di coronavirus sta ancora influenzando le nostre vite? Cosa è cambiato in 2 anni?

6' di lettura
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di Redazione


Sono passati già due anni da quando è apparsa la pandemia di coronavirus. Il covid 19 ha di fatto fermato il mondo, lo ha temporaneamente congelato, ma lo ha anche profondamente cambiato in diversi dei suoi molteplici aspetti. Possiamo tranquillamente affermare che il coronavirus sta condizionando le nostre vite ancora oggi.

Andiamo a vedere, qui di seguito, quali sono stati i principali cambiamenti sociali, in Italia e nel mondo, insieme a Valeria Endrizzi, esperta, tra le altre cose di e-gaming, ma non solo. Grazie a lei scopriremo se ci sono nuovi casino online in arrivo in Italia perché è vero che il mondo intorno a noi è cambiato, così come le nostre abitudini sociali e di conseguenza il nostro divertimento. Così è esplosa la realtà del gioco d’azzardo online. Il distanziamento sociale ha costretto le persone a stare in casa. Questo ha portato diversi utenti a scoprire o a riscoprire nuove e vecchie sale da gioco virtuali, ma andiamo a vedere tutto in dettaglio qui di seguito.

Impatto su individui, famiglie e comunità

I diversi dati raccolti dai vari studi sociali hanno indagato sull'impatto a breve e lungo termine che la pandemia ha avuto e continua a avere su individui, famiglie e comunità, valutando la qualità della vita sociale prima, durante e dopo la pandemia di COVID-19.

I dati esaminati si concentrano sugli effetti delle varie restrizioni messe in atto a livello Europeo. Si deve precisare che i Paesi dell’UE si sono comportati in maniera differente, sia per tempistiche che per decisioni, nei confronti della pandemia. L’Italia è stato uno dei primi paesi ad agire con decisioni ferme e rigide che fanno discutere ancora oggi ma che non sta a noi giudicare. Precisato questo, possiamo vedere i vari cambiamenti sanitari, sociali, economici e comportamentali.

La salute mentale

Sono ancora in corso diversi studi a riguardo perché la pandemia ha messo a dura prova il benessere mentale degli italiani e degli europei in generale che hanno dovuto affrontare nuove paure e nuove ansie, dovute anche all’isolamento frutto delle politiche restrittive messe in atto per contrastare l’ulteriore diffondersi della pandemia.

Finora si è potuto notare che durante alcune precedenti epidemie, come ad esempio quella della SARS, cioè della sindrome respiratoria acuta grave, dell'Ebola e della MERS, ossia della sindrome respiratoria del Medio Oriente, la salute mentale delle persone, in genere, è andata deteriorandosi durante il periodo destinato alla quarantena.

Sì, è noto che la paura del contagio influisce sulla vita, ma stavolta è andata diversamente perché con il COVID-19 è invece emerso un modello diverso durante le prime fasi di chiusure e quarantene forzate. Vero è che si sono registrati livelli di ansia e depressione più alti del normale, ma non c’è stato l’importante aumento che molti studiosi avevano previsto. Questi livelli sono peggiorato prima dell'arrivo delle restrizioni e si sono poi stabilizzati durante i vari lockdown.

Isolamento sociale e gruppi svantaggiati e vulnerabili

Diversi studi si sono occupati di definire i gruppi vulnerabili come quelli a maggior rischio di infezione o di effetti negativi delle misure di allontanamento sociale. Sono state identificate lacune e priorità per ulteriori ricerche e sono state proposte politiche per mitigare gli impatti del distanziamento sociale e dell'isolamento e prevenire l'ampliamento delle disuguaglianze sociali.

Risultati degli studi

Alcuni importanti risultati che sono stati evidenziati finora vogliono che:

i problemi di salute mentale sono più comuni nei gruppi vulnerabili e svantaggiati dopo periodi di isolamento sociale individuali o comunitari nel contesto di crisi di salute pubblica

l'impatto sproporzionato tra i gruppi vulnerabili e svantaggiati si estende ad altri risultati come il reddito, l'occupazione, l'accesso al cibo e la discriminazione

queste disparità sono particolarmente pronunciate all'intersezione di molteplici vulnerabilità e svantaggi, ad esempio, coloro che hanno un reddito basso, un lavoro precario e lo status di gruppo etnico minoritario

le restrizioni sociali che confinano le persone nelle loro case per periodi prolungati aumentano il rischio di abusi e sfruttamento, in particolare tra le ragazze e le donne

ulteriori disuguaglianze sono evidenti nella capacità delle persone di rispettare le misure di distanziamento sociale, essendo questo più difficile per coloro che hanno redditi bassi, lavori precari e vivono in case sovraffollate.

La tecnologia in aiuto

Durante la pandemia e il conseguente isolamento sociale non si è registrato il picco di ansia e di depressione che in molti aspettavano perché la tecnologia è arrivata in soccorso. Infatti, l’isolamento fisico non ha corrisposto a un isolamento sociale al 100%. Le persone hanno potuto continuare a restare informate, interagire e a comunicare tra loro interagendo su internet, sentendosi di fatto meno sole. Sfruttando la potenzialità della rete hanno evitato anche di dover fare ulteriori sacrifici. Vero è che, seppur restando chiusi in casa, si poteva tranquillamente ordinare il proprio piatto preferito, pizza o sushi a domicilio.

I casinò online durante e dopo il coronavirus

Anche altre grandi passioni, come ad esempio, il gioco d’azzardo online non hanno subito influssi negativi, anzi, analizzando i numeri, si può dire che diversi giocatori sono passati dal gioco tradizionale, perché impossibilitati, a quello online. Le restrizioni sociali e le varie chiusure hanno costretto milioni di persone, a livello globale, a restare in casa.

Questo ha contribuito a digitalizzare gli italiani che durante questo periodo hanno aumentato la loro presenza su internet, per essere sempre aggiornati, per comprare online e, anche, per giocare. Si è infatti registrato un aumento del numero di iscritti ai casinò online durante il coronavirus e, per il momento, questa tendenza non vuole accennare a diminuire. Non ci sono più le restrizioni, le mascherine e le chiusure ma in pochi hanno abbandonato gli account aperti durante i lockdown sui siti online.

Infatti, i vantaggi preesistenti alla pandemia sono validi tuttora: un casinò online è aperto 24/7 ed è raggiungibile da ogni dove, basta avere un pc o un cellulare collegato a Internet. Senza dimenticare che protegge l’anonimato e che le sue transazioni possono essere praticamente immediati. Tantissimi giocatori li hanno scoperti per causa di “necessità”maggiore ma continuano attualmente a usarli per praticità.



Questo è un articolo pubblicato il 15-12-2022 alle 11:18 sul giornale del 15 dicembre 2022 - 90 letture



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