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comunicato stampa

Papa Francesco scrive alla comunità di Santa Maria della Pace

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“Reverendo Signore, con premuroso pensiero, unitamente ai Sacerdoti e ai fedeli di codesta Unità pastorale, ha informato il Santo Padre Francesco della lodevole iniziativa di preghiera per la pace che culminerà l'8 dicembre prossimo, chiedendo un segno della Sua paterna vicinanza.

Grato per i sentimenti di filiale affetto e stima che hanno suggerito tale gesto, Sua Santità, Che è particolarmente vicino alle popolazioni colpite dal dramma della guerra, esorta a rimanere in comunione di preghiera affinché la luce dello Spirito Santo illumini il cuore di coloro che detengono le sorti delle Nazioni per ispirare loro cammini di riconciliazione. Invocando protezione della Vergine Maria, Regina della Pace, il Papa imparte la Benedizione Apostolica, che volentieri estende a quanti prenderanno parte al significativo evento.”

Questo è quanto ha risposto papa Francesco alla lettera inviata l’11 novembre scorso dalla Unità Pastorale Buon Samaritano di Senigallia in cui si comunicava quanto si intendeva fare per la pace e si chiedeva la sua preghiera. La Comunità di S. Maria della Pace che è inserita in questa Unità Pastorale, ha iniziato un percorso di riflessione e sensibilizzazione sulle tematiche della pace e ha voluto accogliere il grido di richiesta di pace per i popoli in guerra, specie ora per il popolo ucraino e il popolo russo, grido che è culminato nelle lacrime del papa a Roma in piazza di Spagna. Questo percorso si radica proprio nel titolo di Regina della Pace dato fin dal 1855 alla statua che è presente al centro dell’abside della chiesa di s. Maria della Pace. La Comunità riflette e prega sulla pace non solo intesa come assenza di guerra ma soprattutto come caratteristica peculiare del cuore dell’uomo da cui discendono tutte le sue azioni di singolo, di gruppo e di popolo.

La festa dell’8 dicembre è stata una tappa molto importante delle tante previste: durante la messa delle 11,30 molti fedeli hanno messo le loro invocazioni per la pace dentro il Calice della Pace posto davanti l’altare, tra cui gli aderenti all’Azione Cattolica Italiana che da sempre in questa festa ribadiscono la loro appartenenza associativa. Simbolicamente, poi, alcune preghiere sono state prelevate e messe all’interno della base della statua e una nel suo scettro come segno di affidamento alla Regina della Pace. Il calice inizia a riempirsi di preghiere e rimane sempre al suo posto per accogliere le preghiere di pace di quanti vorranno andare in pellegrinaggio presso la chiesa di S. Maria della Pace. La lettera del papa corrobora le iniziative programmate dalla Comunità che si sta ora chiedendo quale Natale passeranno i popoli in guerra, due popoli uniti dalla stessa fede. Il cuore di un uomo di pace solitamente è sensibile, si immedesima nel dolore altrui e non può rimanere inerme. La preghiera per la pace non è e non può essere l’alibi per sentirsi a posto, ma la base necessaria per attuare fatti concreti di pace.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-12-2022 alle 19:07 sul giornale del 13 dicembre 2022 - 352 letture






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