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intervista

Mezzo secolo della Polisportiva Senigallia: “Vogliamo che i giovani crescano con i valori dello sport, i 50 anni sono un traguardo importantissimo”

11' di lettura
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di Edoardo Diamantini
edoardo@vivere.news


Vivere Senigallia prosegue gli incontri con i protagonisti dell’attività sportiva locale. In questa occasione abbiamo incontrato Michele Sabbatini, da qualche mese Presidente della Polisportiva Senigallia, questa domenica festeggeranno il 50mo anniversario della società, ci racconta la soddisfazione per questo traguardo con uno sguardo rivolto al futuro.

Quando e come nasce la tua passione per lo sport in generale? E hai un episodio sportivo che ricordi con maggior piacere e ti piacerebbe raccontarci?

Nasce da piccolissimo, nel judo ho cominciato a calpestare il tatami che avevo 6 anni, all’inizio degli anni ’80. In generale invece mi piacciono tutti gli sport: mi piace guardare il pattinaggio, il tennis, i tuffi, guardo anche la pallacanestro e la pallavolo, perché adoro il gesto atletico, mi piace vedere l’atleta per esempio quando salta, entra in acqua nei tuffi, e anche nel judo, la tecnica portata ad una velocità stratosferica che ti porta alla vittoria, questo è quello che mi piace dello sport un po’ in tutte le discipline… un altro esempio è piazzare la pallina da tennis in quell’angolino particolare o tirare o battere ad una velocità stratosferica, questo è quello che mi piace dello sport. Un aneddoto sportivo, che poi non sarebbe proprio un aneddoto ma più un ricordo, era che adoravo quando facevamo il saggio di fine anno, prima di Natale, della Polisportiva, la ginnastica e il judo insieme al Palazzetto dello Sport, per me era un’occasione per far vedere a parenti e amici i passi in avanti che avevo fatto: come per esempio saltare con una capriola a due, tre, quattro o cinque persone, fare una tecnica a una persona più grossa di me, farla cadere a terra, era una cosa che a me piaceva tantissimo, lo aspettavo proprio come il Natale, tutti gli anni era la cosa più bella che c’era. Poi ricordo due o tre settimane dopo il saggio si andava a scegliere le foto perché c’era sempre il fotografo che partecipava e quindi con mia madre andavamo a vedere le foto dove c’ero io e scegliere le più belle da portare a casa, questo è il mio miglior ricordo a livello sportivo.

Partiamo con un cenno storico alla società

Quest’anno festeggiamo i 50 anni della Polisportiva Senigallia, che nasceva proprio nel 1972, ed era proprio ‘’polisportiva’’ nel senso più aperto della parola, perché ha aperto i battenti la Polisportiva con la pallacanestro, il judo, la ginnastica ritmica aveva anche la ginnastica artistica, l’anno dopo è arrivato il nuoto, c’era anche il calcio, è stata proprio una polisportiva nel vero senso della parola, per tenere dentro più sport in assoluto.

Questa domenica festeggerete i 50 anni di attività della Polisportiva, quanta la soddisfazione per un simile traguardo? E quanta la voglia di progredire una realtà ormai esistente da mezzo secolo?

Essere arrivati a 50 anni di storia della Polisportiva, per me che ci sono dentro dal 1983 oramai, come atleta, tra alti e bassi, per via anche del lavoro, della famiglia, ecc… non posso dire di essere sempre stato all’interno della Polisportiva, però ora mi sono trovato mio malgrado a passare questo traguardo ed esserne il presidente. Se me l’avessero detto 20 anni fa non ci avrei creduto, e devo dire che lo sto vivendo con tanta ansia questo traguardo. Per poter organizzare innanzitutto una bella gara che faremo domenica mattina per i nostri atleti più piccoli e poi proprio la festa dei 50 anni che si terrà sempre al palazzetto domenica 4 dicembre a partire dalle 18; è un traguardo importantissimo per noi, ce la stiamo mettendo tutta, io con tutti quanti i collaboratori: Elena Montesi, responsabile della ginnastica, Enrico Covino e Simone Veschi, rispettivamente responsabile e maestro del settore judo, e gli altri, Simona Alessandroni, Chiara Fratini, e ci aiutano anche i nostri iscritti, dai grandi ai più piccoli, ci danno una mano per questo traguardo così importante. Quello che ci interessa per noi è far crescere i bambini con i valori dello sport, questo è quello che noi ci prefiggiamo sempre, quando calpestiamo il tatami o la pedana di ritmica, per noi prima di tutto vengono i bambini e ragazzi che voglio fare sport, che si affidano a noi e ai nostri tecnici per imparare uno sport molto bello come la ginnastica ritmica o come il judo e questo è il buon proposito per il futuro: far sempre meglio, riuscire magari a trovar un luogo adeguato da poter dire ‘’nostro’’, un giorno, dove far allenare le bambine e le ragazze della ritmica in tranquillità, senza dover far sempre la corsa dietro gli orari e dietro anche magari alle calamità, come successo poco tempo fa. Ora ci troviamo con due palestre in meno per far allenare le nostre ragazze perché c’è stata l’alluvione, questo è il nostro buon proposito per il prossimo futuro! Far sempre meglio e cercare di far crescere con noi molti altri ragazzi di Senigallia e dintorni, perché in realtà non siamo solo a Senigallia, siamo anche nei comuni limitrofi con i nostri corsi di judo e ginnastica.

Quali corsi e iniziative svolgete? E quali sono i migliori risultati che la Polisportiva ha raggiunto in questi anni?

Attualmente i corsi che svolgiamo sono quelli di ginnastica ritmica a partire dai 3 anni a salire, come anche per il judo, l’altro sport che segue la Polisportiva. Anche il judo che teniamo per bambini e adulti e come la ginnastica lo possiamo tranquillamente far iniziare dai 3 anni; andando su poi in realtà non vi è un limite per lo sport, andando avanti con gli anni uno fa quello che si sente, magari smette di fare le gare ma continua ad allenarsi, non è importante l’essere sempre a far la gara o l’essere agonista, per cui i corsi che noi svolgiamo son questi, come anche per quanto riguarda il judo. Quest’anno abbiamo riaperto di nuovo il corso per i genitori degli atleti, abbiamo genitori di bambini che fanno judo, che magari vogliono capirlo meglio e quindi abbiamo aperto questo corso per loro e vengono gratuitamente una volta a settimana a vedere lo sport dei loro figli e a provarlo sulla loro pelle. Come iniziative la Polisportiva è anche ‘’centro estivo’’ d’estate, abbiamo avuto due insegnanti fantastici e coordinatori del nostro centro estivo che noi teniamo aperto per tutti per chi vuol partecipare, ma pensato prevalentemente per i nostri piccoli atleti che magari hanno necessità, con i genitori che lavorano, di stare in un posto sicuro e di continuare a fare sport, perché il nostro è un centro estivo sportivo, ogni mattina proponiamo due ore uno sport: il rugby, la ginnastica, la pallacanestro, la pallavolo, il nuoto, il surf, il judo, l’atletica… sono tutti sport che sono inseriti nel nostro centro estivo, tutte le mattina due ora vi è uno sport diverso, poi chi vuole resta a pranzo e può rimanere fino alle 16, e questa è un'altra cosa che la Polisportiva fa per i suoi atleti per tutta l’estate. Per i migliori risultati raggiunti in questi anni per declinarli tutti ci vorrebbe moltissimo, però possiamo dire che quest’anno abbiamo avuto tre atlete di ritmica al podio per nelle nazionali, ognuna per la sua specialità, (la ritmica comprende la palla, le clavette, il nastro ecc…), come nel judo abbiamo avuto due delle nostre ragazze che hanno partecipato al trofeo nazionale CONI che si è svolto in toscana tra settembre e ottobre perché qualificate con le gare, cinque atleti di tutta la regione vi potevano partecipare che avessero vinto delle gare, e con soddisfazione possiamo dire che due erano della Polisportiva Senigallia Judo, quindi per noi è stata una grossissima soddisfazione la loro selezione per questo trofeo CONI.

A tuo avviso, quando si affronta una qualsiasi disciplina sportiva, sia a livello dilettantistico che agonistico, quanto è importante la passione con la quale la si pratica? E quanto questa può essere incisiva sulla continuità e risultato finale della prestazione di un atleta?

La passione nello sport è il motore principale, se non c’è raramente si raggiungono livelli medio-alti, sia nelle gare che nello sport giornaliero/quotidiano; se quando è il momento di fare sport non riesco a staccarmi dal divano o dalla tv oppure ogni volta trovo una scusa per non allenarmi, per non andare in palestra, per non andare sulla pedana, per non andare sul tatami, per andare sul campo di pallone o pallacanestro piuttosto che su quello di pallavolo, è difficile che io possa essere uno sportivo di livello. La differenza che fa la passione chiaramente è enorme, e lo si vede quando si arriva a livelli alti dello sport, se tu non sei mosso da passione e lo prendi come un ‘’si vabbè mamma dice che devo andarci’’ o ‘’ok oggi piove e vado in palestra’’, quando sarà il momento non avrai quello sprint giusto per fare una buona prestazione o per fare uno sport a buon livello sia nelle gare che nello sport di tutti i giorni. Mi viene da pensare per esempio al ciclismo, che è uno sport molto faticoso, il ciclista se non muove quel quid in più, quella passione, uno potrebbe dire ‘’ok basta ho fatto 90 km, ora mi fermo, chi me lo fa fare?’’, invece magari una tappa è poi da 180 km, lo stesso vale per la ginnastica e il judo, ‘’per quale motivo devo essere così sciolta e così elastica? Se non riesco a fare bene la spaccata non fa niente, farò un'altra cosa’’, oppure ‘’ se non riesco a fare bene una tecnica di judo va bene ne farò un'altra, oppure non importa non la farò mai questa’’, ecco questo è sbagliato e sicuramente non è una cosa che passa per la testa a chi è mosso da passione, chi è mosso da passione vuole migliorarsi continuamente, cerca un continuo miglioramento ed è la passione quella che ti fa migliorare sempre la tua prestazione, perché oggi ho fatto dieci, domani mi impegno, ho la passione e faccio undici, faccio dodici o faccio tredici, questo è importantissimo per lo sport come in tutto, nella vita, nel lavoro, è chiaro che se non c’è la passione e lo faccio tanto per fare, non emergerò mai.

Obiettivi e ambizioni per il futuro?

Posso dire da presidente, che lo sono da pochi mesi e ho preso le redini di Maria Laura Giovanetti che mi ha lasciato questo compito, che noi per il futuro come accennato vorremmo trovare uno spazio nostro e di poter essere sempre a disposizione dei nostri ragazzi; poter riuscire a organizzare magari una gara in più, poter riuscire a dare sempre qualcosa in più ai nostri atleti, anche fosse solo un’ora di sport in più che riesco a dartela, te la do, in uno spazio nostro magari. Sono anni che stiamo pensando nel trovare una location adeguata alla Polisportiva per poter essere liberi un po’ da tutte le catene degli orari, del dover dividere spazi sportivi con altre associazioni che, per carità, hanno i nostri stessi diritti, però giustamente quando siamo tanti facciamo difficoltà, e soprattutto quando possono succedere cose come l’alluvione oppure il terremoto che siamo costretti a dover star fermi o dovermi ammucchiare più corsi in uno stesso orario perché magari la palestra non è agibile ecc… ecco che noi stiamo ragionando sul poter essere una società ‘’in proprio’’, di poter avere la nostra sede, che è un po’ il nostro sogno di poter trovare questa location che sia della Polisportiva. Questo è quello che ci poniamo per il futuro. Poi anche migliorare sempre il nostro lavoro verso le generazioni future, speriamo di essere qui ancora per i prossimi 50 anni per poter vedere crescere nuovi atleti e nuove persone per bene legate ai valori dello sport, vedere bambini e ragazzi in palestra piuttosto che vederli in giro per strada con la faccia immersa nel telefonino o nel tablet e fare quindi del sano sport per il futuro con tutti i ragazzi e le ragazze che vorranno partecipare ai nostri corsi, questo è quello che ci piacerebbe.





Questa è un'intervista pubblicata il 02-12-2022 alle 23:00 sul giornale del 03 dicembre 2022 - 566 letture



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