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Festival Epicureo 2022, Emidio Spinelli: “Quello di Epicuro non è un ottimismo di facciata”

3' di lettura Senigallia 22/07/2022 - Un dibattito che vede protagonisti Epicuro e Aristotele circa il concetto di “felicità”: a prendervi parte, insieme ad Arianna Fermani e Selene Iris S. Brumana, sarà Emidio Spinelli, professore ordinario di Storia della filosofia antica all’Università “Sapienza” di Roma.
L’evento, inserito all’interno del Festival Epicureo di Senigallia 2022, si terrà sabato 23 luglio alle 21.

Lei è grande studioso di Hans Jonas, filosofo del Novecento che ha vissuto una vita molto complessa. Crede che lo studio della filosofia, in una vita come quella di Jonas, abbia potuto rappresentare una fonte di felicità?

La risposta non può che essere positiva. Ogni tappa del suo cammino filosofico è stata infatti segnata dalla ricerca di un equilibrato rapporto con la realtà, che evitasse qualsiasi pericoloso atteggiamento di acosmismo, di rifiuto del valore e perfino della libera bellezza del cosmo. Il suo pensiero ha trovato nella triade moralità-libertà-responsabilità il motivo conduttore di tutto uno sforzo teorico ‘ecologico’, teso a rivendicare la dignità intrinseca della natura nel suo insieme.

Il tema del Festival di quest'anno è l'ottimismo, ispirato alla sentenza Vaticana 48 di Epicuro. Come si possono calare i concetti ottimisti della filosofia epicurea in un mondo come quello contemporaneo?

Quello di Epicuro non è un ottimismo di facciata o peggio ancora un atteggiamento di immediato cedimento al dato di fatto. Se vogliamo coglierne la vera natura dobbiamo leggerlo come una risposta insieme esperienziale e razionale a tutto ciò che la vita ci mette davanti; ecco, in questo senso il suo è un messaggio che può e deve suonare amico, nonché utile perfino di fronte alle grandi sfide del mondo contemporaneo.

In cosa crede risieda la forza delle Sentenze Vaticane di Epicuro?

Direi che la loro forza si basa su due elementi fondamentali: da una parte la capacità di condensare in poche, a volte pochissime righe il succo, l’essenza stessa di un pensiero molto profondo, articolato, ricco di sfumature, nonché utile di fronte a ogni evenienza quotidiana; dall’altra la volontà, precisa e consapevole, di far sì che questo linguaggio non sia e non resti privilegio di una élite, ma sia alla portata di tutti, senza distinzioni di età, sesso, condizione economica, collocazione sociale. Filosofia per tutte e per tutti: non un vuoto slogan, ma una reale prassi di vita.

Il suo intervento di quest'anno consiste in un dibattito con Arianna Fermani: un confronto sulle posizioni di Aristotele e Epicuro circa la felicità. Quali spunti dai due filosofi pensa possano essere conciliabili? E quali eccessivamente discordanti?

Rispondere in poche parole è impossibile. Vorrei solo dire che in realtà in entrambi i filosofi la felicità, pur fondata su presupposti ontologici sicuramente differenti, va costruita con paziente applicazione, con sforzo razionale, con calcolo adeguato delle circostanze, al punto che è impossibile trasformare l’uno, Aristotele, nel campione della virtù senza piacere e l’altro, Epicuro, nel ‘laudatore’ del piacere senza la virtù.








Questa è un'intervista pubblicata il 22-07-2022 alle 10:00 sul giornale del 23 luglio 2022 - 302 letture

In questo articolo si parla di cultura, filosofia, intervista, epicuro, festival epicureo, Giulia Ariti, Fare il domani migliore dell'oggi

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