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Fare il domani migliore dell'oggi. Francesca Gambadori: “Perché non è possibile vivere senza filosofare”

4' di lettura Senigallia 19/07/2022 - Francesca Gambadori, docente di Scienze Umane e Filosofia presso il Liceo “G. Perticari” di Senigallia, presenta l’intervento al Festival Epicureo di alcuni studenti dell’indirizzo classico.

Perché è importante far appassionare i ragazzi alla filosofia oggi? Cosa possono apprendere?

"Premetto che tuttora nell’opinione comune, la parola “filosofia” evoca qualcosa di enigmatico, oscuro e certamente lontano dalla vita degli uomini; ma già Platone nel IV sec. a. C. sosteneva che “non si può essere uomini senza essere in qualche modo filosofi”. Pensiero condiviso a tutt’oggi tra chi fa della filosofia la sua professione.

Ciò perché la filosofia “vive” di quesiti, di domande, quelle stesse domande che, nel corso della sua esistenza, l’uomo si pone inevitabilmente, senza la consapevolezza di essere in quel momento “filosofo”. Il filosofo, nella sua speculazione, si interroga continuamente sulla realtà, sull’essere, sulla conoscenza e sull’agire, cercando di arrivare alla “radice” dei fenomeni oggetto dei suoi studi, ossia mette radicalmente in discussione l’ambito, di volta in volta considerato, per dare risposte concrete, e di rilevanza tale da far dipendere da esse il corso di una vita o di una società.

Dunque, ogni individuo in quanto animale razionale, non può fare a meno di riflettere e filosofare.

La società in cui viviamo, inoltre, ha subito profonde trasformazioni e si presenta, oggi, in tutta la sua complessità, nella quale è difficile orientarsi e dare significato a molti aspetti della vita. Il termine “complesso” deriva dal latino complexus, cioè “ciò che è tessuto insieme”; infatti, la complessità rappresenta il legame tra l’unità e la molteplicità.

Di fronte a tale fenomeno non ci si può esimere dal porre l’attenzione su di esso e, come ha teorizzato il sociologo Zygmunt Bauman “è necessario ri-focalizzare l’attenzione cognitiva sulle trasformazioni della condizione umana”.

Per concludere, se è sempre stato necessario appassionare i ragazzi alla filosofia perché li mette in condizione di “pensare in modo critico e razionale”, oggi lo è ancor di più, affinché porsi domande sulla vita e sui valori come membri di una comunità, diventi il loro “punto di forza”."


In particolare, quale messaggio può trasmettere loro l’epicureismo?

"Penso che la riflessione di Epicuro si riveli estremamente adeguata all’età contemporanea, poiché, oltre a mettere in luce l’idea che “non è prematuro filosofare, né è troppo tardi per farlo”, come scrisse nella Lettera a Meneceo, si cali nella nostra società che è sempre più tesa alla ricerca del benessere nell’accezione di un edonismo senza regole, irrazionale e nichilista. Ecco allora che la sua lezione ci appare necessaria perché ci riavvicina ad un edonismo ragionato, saggio ed equilibrato. Nella scuola di Epicuro si viveva in semplicità, nella convinzione che in una vita frugale, illuminata dalla ragione e liberata dalle passioni, risiedesse la felicità che è il fine autentico della ricerca filosofica.

Il “piacere di cui parla Epicuro è il frutto, non di una ricerca smodata di beni, piuttosto di una rinuncia ad essi: accontentarsi di ciò che si ha e non desiderare il superfluo. Cosa ben lontana dal tempo in cui viviamo. Questo si rivela come un grande insegnamento per tutti noi, in particolare per i giovani."


Il dibattito si concentrerà sul tema della felicità, tra Aristotele ed Epicuro. Quali argomenti vedremo sul palco?

“La quarta edizione del Festival Epicureo vedrà alcuni studenti del Liceo Classico “G. Perticari” protagonisti di un “debate” immaginario tra Epicuro e Aristotele che ha per tema “la felicità”. Con disponibilità e interesse, gli studenti hanno accolto la proposta presentata loro dagli insegnanti, su invito dell’Associazione “Il giardino di Epicuro”, e presenteranno un testo introdotto da un prologo, finalizzato alla contestualizzazione del confronto tra i due filosofi. Saliranno sul palco per proporre ai presenti il frutto del loro lavoro, portando una grande testimonianza: l’aver colto l’importanza della diffusione della filosofia.”


Quale crede possa essere il valore aggiunto del Festival Epicureo per i giovani?

“Sicuramente l’esperienza dell’amicizia nella sua vera accezione che è fatta di incontro, di parole ed emozioni tramesse in modo diretto agli amici, senza essere veicolate da “marchingegni” elettronici che la privano del suo valore che ritengo imprescindibile: la presenza. Anche Epicuro ha evidenziato l’importanza dell’amicizia come relazione vera esperita ogni giorno tra tutti i membri di una comunità, come egli scrisse “Di tutte le cose che la saggezza ci offre per la felicità della vita, la più grande è di gran lunga l’amicizia” (Massime Capitali, 27)”






Questa è un'intervista pubblicata il 19-07-2022 alle 07:38 sul giornale del 20 luglio 2022 - 757 letture

In questo articolo si parla di cultura, filosofia, intervista, epicuro, festival epicureo, Giulia Ariti, Fare il domani migliore dell'oggi

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