Valori, dedizione e sacrificio, il bel connubio tra Sergio Leveque e l’MMA (Arti marziali miste): “Sono tornato a 44 anni per onorare Luca Bergamaschi’’

4' di lettura Senigallia 25/06/2022 - Vivere Senigallia prosegue gli incontri con i protagonisti dell’attività sportiva locale. Questa volta abbiamo incontrato Sergio Leveque, lottatore di arti marziali miste, coach del team ‘’Stronghold’’ MMA Senigallia, detentore di numerosi titoli a livello nazionale, con alcune soddisfazioni ottenute anche a livello europeo e mondiale. Ci racconta il suo recente ritorno nelle competizioni e ci illustra la disciplina dell’MMA.

Quando e come nasce la tua passione per le arti marziali miste?

Ero un discreto pugile. Nel 2005 un incidente stradale mi ha fermato per 4 anni. Nel 2013 scopro il team del compianto Maestro Marco Risetto e inizio a praticare MMA.

Qual è l’episodio più bello legato a questa disciplina che ricordi con maggior piacere e ti piacerebbe raccontarci?

La vittoria di sabato scorso agli assoluti. Avevo combattuto l’ultimo match in gabbia nel 2018, mi sembrava saggio smettere a 40 anni. E invece ho deciso di fare la follia di rimettermi in gioco a 44 anni, ho rifatto le visite e mi sono iscritto ai campionati, per onorare un mio allievo scomparso tre settimane prima. ‘’Luchino’’ Bergamaschi. Una scommessa assurda, contro avversari 15 anni più giovani, una cosa quasi irrealistica. Come coach all’angolo avevo mia figlia quattordicenne, che ha saputo motivarmi come nessuno al mondo. È entrata in gabbia prima dell’ultimo round della finale, io ero stanchissimo, lei mi ha dato l’acqua, mi ha guardato negli occhi e ha sussurrato “ce la puoi fare papà”, era tutto troppo bello per essere vero… Non potevo tirarmi indietro! E ho vinto.

Parlaci della società nella quale sei coach, la ‘’Stronghold MMA Senigallia’’, raccontaci la sua storia, come siete organizzati e quali sono i vostri migliori risultati?

Il corso di MMA nasce a Senigallia nel settembre 2020. Purtroppo a causa delle tristi vicende della gestione pandemica ci troviamo bloccati un mese dopo e fino a giugno 2021. Un anno perso. Riprendiamo, con fatica, e ricostruiamo un bel gruppetto. Ad oggi ho portato a combattere diversi ragazzi: Alessia Aguzzi, Annalisa Fava, Marco Gramazio, Ivan Tricarico, Lorenzo Volpe e Christian Vici. Oltre ovviamente a ‘’Luchino’’, che è stato il primo ragazzo di Senigallia a vincere un match in gabbia, ed era sicuramente il più talentuoso fra noi. Oltre a lui, il fortissimo professionista Luca Marzioni, che ha combattuto nell’evento pro più importante d’Italia, Venator FC, facendo il co-mainevent. Una cosa incredibile per un team neonato, ci sono in giro team con 10 anni di storia che non sono mai arrivati così in alto. Con Marzio abbiamo un sodalizio di lunga data. Entrambi allievi di Risetto, lui è stato al mio angolo e io al suo, abbiamo preparato tanti match insieme, ed è bravissimo con i ragazzi, riesce a trasmettere la sua grande esperienza con semplicità e modestia. Ricordo a tutti che il corso si tiene lunedì mercoledì e venerdì alle 20 alla Crossfit Senigallia, che saremo aperti per tutta l’estate e invito tutti i ragazzi a fare una prova gratuita.

E a proposito della tua recentemente vittoria a Roma ai Campionati Italiani Assoluti di MMA (oltre ad altri ottimi risultati ottenuti in passato), nonostante l’età di 44 anni hai tenuto testa ad avversari più giovani, come ti sei allenato per l’avere questa longevità in una disciplina sicuramente non facile come le arti marziali miste? E a tuo avviso quali sono i valori che questo sport può insegnare applicabili alla vita quotidiana?

Lavoro, dedizione, stare alla larga da sostanze nocive, la consapevolezza di essere sempre uno studente e di dover sempre imparare. Andare a fare sparring con gente forte in diverse discipline. Mi sono preparato alla UWG di Ancona per la lotta, sono andato a fare sparring di boxe a Rimini, ho fatto gare di grappling,cercando di evolvere in ogni aspetto del complesso gioco delle MMA. I valori sono tutto, semplicemente. Sono la stella polare che deve guidarci come insegnanti e come atleti. Il principio è quello del Judo, Jitakyoei, che significa “insieme progrediamo”. È uno sport che non puoi fare da solo, hai bisogno di un compagno per provare le tecniche e crescere. E hai bisogno che il compagno cresca per permettere a te di migliorarti. Questo principio mi piacerebbe vederlo applicato anche nella società, in contrapposizione all’esasperato individualismo che attualmente permea i rapporti umani.

Obiettivi e ambizioni per il futuro?

Sono convocato in nazionale, sabato scorso c’è stato il primo allenamento collegiale in vista degli impegni internazionali. Cercherò di imparare come lavorano i migliori coach italiani per trasmettere poi questo patrimonio ai miei allievi.






Questa è un'intervista pubblicata il 25-06-2022 alle 16:48 sul giornale del 27 giugno 2022 - 609 letture

In questo articolo si parla di sport, intervista, edoardo diamantini

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