"Non conosci Papicha", giovedì alla Piccola Fenice

3' di lettura Senigallia 24/05/2022 - Giovedì 29 maggio, alle 21.30, alla Piccola Fenice, ultimo appuntamento con la rassegna Confluenze Cinema. In programma “Non conosci Papicha” Regia di Mounia Meddour Gens con Lyna Khoudri, Shirine Boutella, Amira Hilda Douaouda, Yasin Houicha, Zahra Doumandji. Francia, 2019, durata 105 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Ingresso: interi 5€, soci di Confluenze e < di 25 anni 3€.

Algeria, anni Novanta. Nedjma, 18 anni, studentessa ospite della Cittadella universitaria di Algeri, sogna di diventare stilista.

Un crescendo di tensione narrativa che esplode come grido di resistenza al fondamentalismo religioso.
Recensione di Claudia Catalli
(Mymovies)

Nedjma è una ragazza vivace che ama la moda e sogna di fare la stilista. Frequenta l'università, esce di nascosto la sera con la sua migliore amica, ma nell'Algeria degli anni
Novanta viene mal giudicata da chi disprezza la libertà - di pensiero, di vestiario, di movimento, di stile di vita - femminile. La voglia di mettere su la sua prima sfilata viene
dunque vista come un affronto dai fondamentalisti del posto, e la sua vita e quella delle sue amiche inizia a prendere una piega sempre più pericolosa.

Per il suo debutto nella fiction la documentarista Mounia Meddour sceglie una storia che le è cara, perché è la sua. Le fondamenta autobiografiche si percepiscono chiaramente:
Papicha - termine algerino per il nostro 'hipster' - è un crescendo di tensione narrativa ed emozioni multiple che arrivano dritte allo spettatore e lo stordiscono, raccontando una
realtà ancora attuale.

Il fondamentalismo religioso, la repressione cieca, l'ottusità di chi mira a mettere a tacere la forza vitale delle donne per renderle sudditi obbedienti da gestire a proprio piacimento.
La forza del film sta proprio nel raccontare la quotidianità di una ragazza comune che diventa suo malgrado ribelle e anticonformista. In un'altra società sarebbe soltanto una
giovane donna desiderosa di coronare il suo sogno - e potersi scegliere la propria vita, il proprio look e il proprio amore - ma nel contesto che ben mette in scena Meddour diventa
una minaccia, un insopportabile elemento di disturbo, l'anomalia di un integralismo che trasforma chi non aderisce alle sue regole in bersaglio facile.

Pende una scure minacciosa sul capo della protagonista e delle sue amiche, che nel frattempo tentano di vivere come possono la loro adolescenza, le prime esperienze
sentimentali, gli studi universitari e le vicissitudini di un contesto tutt'altro che semplice. Ma soprattutto approfondiscono quei legami amicali che diventano vincoli di sorellanza nei -
non pochi - momenti critici.

Gravidanze inaspettate, violenze in famiglia, tentati stupri, omicidi con il solo movente (non movente) religioso: durante la Decade Nera degli anni '90 in Algeria furono assassinate
150mila persone, e la regista non ha paura di raccontarlo. Scrive di suo pugno il film evitando a ragione la retorica e spingendo l'acceleratore sul pathos, in un crescendo di
scioccanti emozioni.

L'attrice Lina Koudri al suo terzo film firma una performance sensazionale: la sua Nedjma è un personaggio che resta nel cuore. Un'eroina per caso, una che non si arrende di fronte a nulla. Vuole decidere da sola il proprio destino e lo fa con tutte le forze che possiede, resistendo con perseveranza e coraggio a chiunque pretenda - per usare un eufemismo - di addomesticarla. Una ragazza che sa attraversare il dolore trasformandolo in colore e creazione, e sceglie di farsi paladina di una commovente rivendicazione collettiva: una sfilata di studentesse per poter affermare, l'una di fronte l'altra, di esistere.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-05-2022 alle 09:54 sul giornale del 25 maggio 2022 - 173 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, Confluenze, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/c8ON





logoEV
logoEV
logoEV