Pagani (Vola Senigallia): "Sulle criticità del Pronto Soccorso e dell'ospedale da Comune e Regione un comodo silenzio"

stefania pagani 3' di lettura Senigallia 17/05/2022 - Da qualche giorno il problema dei Pronto Soccorso nelle strutture ospedaliere ha conquistato l’attenzione della cronaca, anche se le criticità di questa situazione per chi la sanità pubblica la vive dall’interno è tristemente noto da tempo. La SIMEU (Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza) ci avverte che sono quasi 5.000 i medici che mancano ai reparti di Pronto Soccorso italiani rispetto alle reali necessità.

Il disagio dei medici in questa situazione è testimoniato dal ritmo di dimissioni che viaggia intorno alle 100 unità al mese. L’effetto reale per il sistema sanitario e per i cittadini non è purtroppo difficile da descrivere: è come se in Italia chiudessero 5 Pronto Soccorso al mese! I problemi che hanno determinato una simile situazione sono tanti e complessi e non voglio annoiarvi in una disamina che risulterebbe lunga e piuttosto complicata, ma voglio evidenziare due punti di cui ritengo che ogni cittadino dovrebbe essere informato. Il primo riguarda il modo (la “pezza che è peggio del buco” verrebbe da dire) con cui si sta rispondendo a questa situazione critica che, va detto, riguarda tanti territori italiani e dalla quale anche Senigallia non è esente. Col tentativo di risolvere il problema, infatti, sempre con maggiore frequenza si ricorre all’utilizzo di medici delle cooperative, affidando loro la copertura, completa o parziale, dei turni di Pronto Soccorso. Si tratta di una soluzione senz’altro rapida, forse inevitabile nel brevissimo periodo, per ovviare al problema.

Ma comporta una serie di criticità organizzative che danno luogo anche a un disconfort per il paziente (le immagini del Cardarelli di Napoli riportate da TG e giornali parlano da sole…), e il ricorso a questo escamotage non può e non deve essere strutturale. Da medico avrei molto da dire sulle misure da mettere in campo per cambiare la situazione (potenziamento dell’assistenza territoriale in primis), ma non è lo scopo di queste righe e adesso è il momento di affrontare il tema politico, che è il secondo punto sul quale è bene fare chiarezza. Ora infatti c’è l’occasione del PNRR e del DM 71 e quello che tutti possiamo sperare è che queste opportunità (e risorse) non vengano sprecate, anche se il percorso sarà in ogni caso lungo e ci vorrà tempo per vederne gli effetti. Sappiamo tutti bene che questo tipo di scelte riguardano la politica nazionale e regionale. Lo sa bene anche l’attuale amministrazione e le istituzioni locali, che pure fino a un anno e mezzo fa strepitava sul tema, incolpando chi colpe non aveva, solo per calcolo elettorale e per influenzare i senigalliesi al voto.

Ok, è successo, era scorretto, era un modo per ingannare gli elettori e gettare fango sugli avversari, ma è acqua passata. Quello però che davvero non riesco a capire è il silenzio di oggi. Il Sindaco Olivetti e tanti altri… tutti zitti. Il famoso Comitato invece ogni tanto si pronuncia, ma ha cambiato i bersagli delle sue invettive e… si sbaglia anche stavolta. La situazione dell’ospedale e della sanità di Senigallia non è certo migliore di prima, e proprio ora che servirebbe davvero pungolare correttamente i più alti livelli politici preposti, niente. Nessuna protesta, nessuna polemica. Qualcuno mi può spiegare? Lo chiedo sinceramente, e in assenza di risposte mi sentirò autorizzata a pensare che ora, visto che sia in Regione che in Comune governa la stessa parte politica, l’unica strategia sia un comodo silenzio. Nel caso, lo dico subito: io, diversamente da altri e per rispetto ai cittadini di Senigallia, non darò colpe a chi non ne ha. Ma zitta no, non ci starò.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-05-2022 alle 14:42 sul giornale del 18 maggio 2022 - 439 letture

In questo articolo si parla di politica, stefania pagani, comunicato stampa

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