Secondo appuntamento promosso dalle Associazioni cittadine per parlare del conflitto in corso, incontro online

4' di lettura Senigallia 08/03/2022 - Lo scorso giovedì 3 marzo la Sala Conferenze della Biblioteca civica “Antonelliana” era gremita di persone giunte a seguire il vivace incontro a più voci sulla guerra russo-ucraina promosso dall’Associazione di Storia Contemporanea, dalla Scuola di Pace e dalla sezione senigalliese dell’Anpi.

Numerosi cittadini, impossibilitati a partecipare, avevano chiesto di registrare l’iniziativa ma, a quanto informano fonti comunali, la registrazione è saltata per motivi tecnici, pochi secondi dopo l’inizio della manifestazione. Non tanto per questo, ma soprattutto perché l’esigenza di pace non è differibile e riguarda in concreto l’esistenza di ogni essere umano, la cittadinanza è invitata a partecipare alla nuova Tavola rotonda, intitolata “Per la pace. Questioni e scenari del conflitto russo-ucraino”, che andrà in onda, mercoledì 9 marzo dalle 19.00 alle 20.30, sulla piattaforma online dell’Associazione di Storia Contemporanea (basta digitare sul link che si trova alla fine dell’invito allegato).

Chiunque potrà partecipare e dire la sua, dopo una sintetica esposizione iniziale da parte dei moderatori. La folta partecipazione al precedente incontro può essere spiegata sia con il desiderio di informazione sia con il fatto che il dibattito, solitamente secondario (e in qualche caso ancillare) nelle occasioni pubbliche, è stato centrale nell’evento programmato la scorsa settimana: le considerazioni e gli interrogativi posti dai cittadini hanno costituito il valore essenziale della manifestazione che si è dovuta chiudere dopo una novantina di minuti per la chiusura della Biblioteca, poiché altrimenti si sarebbe continuato a lungo.

L’invasione russa dell’Ucraina – la quale, come è stato spiegato in Biblioteca, ha una sua specifica tradizione nazionale, linguistica e letteraria – e le conseguenze di questo scenario bellico tutt’altro che imprevisto chiamano i cittadini a una presa di coscienza che non può essere equivoca né superficiale. Anche perché i network (glissando su ciò che si trova in rete), un po’ come accaduto durante il biennio pandemico che stiamo lasciandoci alle spalle – è bene ricordare che lunedì 7 marzo 2022 si sono registrati in Italia 22.083 nuovi casi di Covid e 130 decessi (contro i 35.057 casi e i 105 morti di domenica 6 marzo) e il tasso di positività è salito all’11,7% (il giorno prima era al 10,5% –, offrono notizie non sempre lineari e aggiornate.

La recente polemica sugli inviati richiamati dal fronte di guerra è una delle tante attestazioni del disorientamento della pubblica opinione su quanto sta accadendo. Per non parlare come, dopo un biennio di virologi e medici di ogni tipo onnipresenti sulla scena mediatica, siano ora i generali a campeggiare sulla scena mediatica. Un altro tema proposto lo scorso giovedì è stato proprio quello della complessità del conflitto in corso – e più in generale di qualsiasi evento di una contemporaneità cangiante e sfuggevole –, una complessità che richiama la duplice esigenza di evitare la banalizzazione e la semplificazione degli eventi e delle problematiche a essi connessi così come quella di impegnarsi in difesa della pace e della non violenza. Non è vero che il pacifista è un utopista o che contro scenari di questo tipo si possa fare poco o nulla. La civiltà umana ha già scelto, alla fine della seconda guerra mondiale, nella diplomazia, nel dialogo e nel confronto gli strumenti per creare le basi di una mutua e concreta collaborazione fra i popoli e gli Stati. Sta a questi ultimi, e a noi tutti, contribuire, magari partendo, come è stato detto, da una vasta opera di rieducazione culturale improntata sui valori democratici ed egualitari.

È vero che spesso le lezioni della storia vengono presto dimenticate, ma non è sempre così. Cambiare è sempre possibile, tanto più in tempo di guerra. Infine, l’Associazione di Storia Contemporanea interviene con una precisazione sul comunicato comunale circa la festa dell’Otto Marzo in cui si dice che “non esiste un riferimento storico preciso”: proprio l’Associazione ha cercato nel tempo di documentare, con studi e ricerche originali, come invece il riferimento storico esiste eccome e va individuato nel 1910 allorché un centinaio di donne provenienti da 17 Paesi diversi si riunirono nella Casa del popolo di Copenaghen per la seconda conferenza internazionale delle donne socialiste; in quell’assise, la vivace socialista tedesca Clara Zetkin propose che da quel momento ogni Stato organizzasse una manifestazione annuale dedicata alle donne, invito presto raccolto da Germania, Austria e Francia e, nel dopoguerra, dall’Italia. Per chi ne volesse sapere di più consigliamo la lettura dei seguenti testi: A. Gissi, “La giornata internazionale delle donne in Italia”, (Ed. Viella, 2010), e “Dodici passi nella storia. Le tappe dell’emancipazione femminile”, a cura di L. Pupilli e M. Severini (Ed. Marsilio, 2016). Entrambi i libri – il secondo, ripetutamente – sono stati presentati nella nostra comunità.


da Associazione di Storia Contemporanea
Senigallia







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2022 alle 11:57 sul giornale del 09 marzo 2022 - 198 letture

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