Senigallia, viaggio tra luoghi più caratteristici: ecco cosa vedere

Rotonda blu, giornata nazionale del diabete 5' di lettura Senigallia 28/01/2022 - "Una rotonda sul mare, il nostro disco che suona…". Era il 1964 quando Fred Bongusto intonava per la prima volta i versi di quella che sarebbe diventata e resta una delle più celebri canzoni italiane di tutti i tempi.

Ad ispirarla, per ammissione dello stesso cantante, era stata l'iconica Rotonda a mare di Senigallia, centro della mondanità negli anni ’50 e ’60 e oggi sede di mostre e convegni. Iniziamo il nostro viaggio, a cura del giornale online Marchenews24.it, tra i luoghi più significativi di questo comune della provincia di Ancona.

Il lungomare di Senigallia, situata sulla costa adriatica tra Pesaro e Ancona, é caratterizzato dalla presenza di numerosi stabilimenti balneari: da quelli chic a quelli dedicati alle famiglie, passando per quelli per possessori di cani, quelli attrezzati con campetti di beach volley, calcio, tennis e via dicendo. Grazie a un'offerta balneare accessibile a tutti, Senigallia è la prima città della Regione Marche per arrivi e presenze turistiche. Il suo lunghissimo litorale è caratterizzato dal mare trasparente e da lunghe spiagge dorate di sabbia morbida e vellutata, chiamata la “Spiaggia di Velluto”. Dal 1997 Senigalla si fregia della "Bandiera blu", il riconoscimento che la FEE (Foundation for Environmental Education) rilascia alle spiagge che garantiscono qualità delle acque di balneazione, attenzione alla gestione ambientale, servizi e sicurezza in spiaggia, informazioni al turista.

Ma la località marchigiana é famosa anche per il centro storico antico, che ricalca l'impostazione urbanistica delle città romane. Il monumento simbolo della città è la Rocca Roveresca, che ha la caratteristica di racchiudere dentro le sue mura le fortificazioni precedenti. Lo sconosciuto progettista di una “rocchetta non molto granda” voluta dal cardinale Egidio Albornoz nel 1350 ingloba l’antica torre di pietra ed é stata a sua volta inglobata dagli architetti operanti, a cavallo della metà del XV secolo, presso la corte di Sigismondo Pandolfo Malatesta. Sono stati infine Giovanni Della Rovere con gli architetti Laurana e Pontelli a dare alla Rocca la possente forma attuale nell’ultimo quarto del XV secolo.

Di fronte alla Rocca Roveresca si affaccia il Palazzo del Duca. Voluto da Guidubaldo II della Rovere a metà del Cinquecento su progetto di Gerolamo Genga, fu ampliato nei decenni immediatamente successivi dal figlio ed erede Francesco Maria II. Il palazzo, impreziosito al suo interno dallo splendido soffitto a cassettoni dipinto da Taddeo Zuccari, non fu ideato per ospitare il duca stabilmente, ma bensì come dimora di rappresentanza per la corte e per i suoi ospiti illustri, che dalle finestre potevano ammirare le parate militari che si svolgevano nella piazza.

In Piazza del Duca si trova il Palazzetto Baviera, costruito quasi certamente, nel XIV secolo e successivamente riadattato nella seconda metà del secolo successivo, allorché vi si insediò Giovanni Giacomo Baviera. Notevolmente danneggiato a causa del sisma che colpì Senigallia e i dintorni la mattina del 30 ottobre del 1930, nella decisione di preservarlo dalla demolizione é stata la presenza di splendidi stucchi risalenti al 1590, opera di Federico Brandani.

I Portici Ercolani sono uno degli elementi urbanistici che più caratterizzano la città. Ricordano nel nome il monsignore Giuseppe Ercolani che li ha progettati alla metà del Settecento per volontà di Papa Benedetto XIV, al secolo Prospero Lambertini, con lo scopo di ospitare annualmente i tanti mercanti che giungevano in città in luglio in occasione della celebre fiera franca della Maddalena.

A Senigallia meritano, inoltre, una visita: il Foro Annonario, struttura neoclassica in laterizio a pianta circolare, costruito nel 1834 su disegno dell’architetto Pietro Ghinelli per ampliare gli spazi commerciali all’interno dell’antica cinta muraria. Di forma circolare, ospita il quotidiano e pittoresco mercato di frutta e verdura e, sotto il porticato formato da un complesso di 24 colonne con capitelli in stile dorico, numerose botteghe di enogastronomia locale; la Cattedrale di San Pietro Apostolo, costruita, su progetto dell'architetto Paolo Posi su una preesistente chiesa dei Gesuiti, alla fine del settecento, fra il 1762 ed il 1790, anno della sua consacrazione avvenuta il 4 luglio; la Chiesa della Croce, con una sobria facciata tardo-rinascimentale contrapposta un interno ricco e sfarzoso, in puro stile barocco, impreziosito dalla “Sepoltura di Cristo” di Federico Barocci; Palazzo Fagnani, edificato agli inizi del XVII secolo, progettato con tutta probabilità dall'architetto urbinate Muzio Oddi; il nuovo Teatro La Fenice, che sorge sul medesimo luogo del vecchio teatro La Fenice e del precedente teatro comunale.

Interessanti sono anche il Museo d'Arte Moderna, dell'Informazione e della Fotografia, istituito nel 1981 allo scopo di documentare la storia del rapporto tra parola ed immagine nell'informazione, fino alle forme più recenti della copy art, della poesia visiva, della computer art, della fax art; la Pinacoteca Diocesana di Arte Sacra, conservata nel Palazzo Vescovile, prestigiosa sede settecentesca ideata dall'architetto Paolo Posi, e articolata in dodici sale; il Museo dedicato a Papa Pio IX che, sito all’interno della sua casa natale (Palazzo Mastai), raccoglie quadri, arredi e oggetti appartenuti a lui e alla sua famiglia. Nell'affascinante complesso di Santa Maria delle Grazie, immerso nel verde delle colline di Senigallia, ha sede, invece, dal 1978, il Museo della storia della mezzadria, che documenta i caratteri del lavoro e della vita del mezzadro marchigiano dal XIX secolo fino agli anni sessanta del XX secolo.

Prima di lasciare Senigallia merita una tappa Squisito, locale storico situato in uno del palazzi più antichi che incorniciano Piazza Simoncelli, nel cuore dell'antico ghetto ebraico: nato come vendita di formaggi e rosticceria, oggi é un qualificato negozio di alimentari e prodotti locali, con possibilità di consumare sul posto le specialità gastronomiche e i formaggi freschi accompagnandoli con un bicchiere di vino dell'enoteca.






Questo è un articolo pubblicato il 28-01-2022 alle 08:40 sul giornale del 28 gennaio 2022 - 256 letture

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