Il PD per Giulio Regeni, a 6 anni dal rapimento: "La giunta nemmeno in grado di esporre lo striscione"

3' di lettura Senigallia 25/01/2022 - Sono passati sei anni dal rapimento di Giulio Regeni in Egitto, il suo corpo è stato poi ritrovato senza vita e irriconoscibile il 3 febbraio nella periferia della capitale egiziana. Oggi verrà ricordato nella sua Fiumicello in “Pensieri, parole e musica per Giulio”. Ogni 25 gennaio continuiamo a chiedere Verità e Giustizia per Giulio Regeni.

La nostra città in particolare si è distinta sin da subito nella richiesta di verità e giustizia; ben rappresentata per anni dallo striscione giallo di Amnesty International affisso sul Palazzo Comunale. La comunità cittadina ha dimostrato grande sensibilità sul tema grazie alle numerose e partecipate iniziative organizzate dalla Scuola di Pace.

“Verità per Giulio Regeni” è diventata la richiesta di tanti enti locali, dei principali comuni italiani, delle università e di altri luoghi di cultura del nostro paese che hanno esposto questo striscione, o comunque un simbolo che chieda a tutti l’impegno per avere la verità sulla morte di Giulio (Amnesty International).

Nel frattempo, la commissione parlamentare d'inchiesta ha individuato i responsabili del rapimento e della morte di Giulio, ma il Governo di Al-Sisi continua con i depistaggi per non rispondere alla rogatoria internazionale per l’elezione del domicilio degli imputati necessaria per notificare l’iscrizione nel registro degli indagati.

il presidente del consiglio Mario Draghi ha incontrato i genitori di Giulio per individuare le possibili iniziative per dare seguito, nel modo più efficace, all'ordinanza del Gup di Roma e la ministra della giustizia Cartabia è pronta ad andare personalmente al Cairo per ottenere gli indirizzi dei quattro imputati.

Malgrado le iniziative delle più alte cariche dello stato cosa fa l’amministrazione di Senigallia?

Da oltre un anno Senigallia ha perso quello striscione giallo. La rimozione dello striscione è stato uno dei primi atti della Amministrazione Olivetti, il quale ha cercato di giustificare tale decisione sostenendo che lo striscione era "consunto e rovinato". Per questo motivo i Giovani Democratici di Senigallia avevano subito provveduto a donarne uno nuovo, lasciando anche aperta la possibilità di affiggerlo in un altro spazio pubblico. Tale proposta non è mai stata presa in considerazione e il nuovo striscione è stato rispedito al mittente.

L’impegno formale del presidente del Consiglio Mario Draghi, della ministra della giustizia Cartabia e del presidente della Camera Fico stanno a dimostrare che la vicenda di Giulio, oltre che essere un dramma dolorosissimo per la famiglia, ha anche un significato simbolico perché quando viene colpito un giovane si colpisce il futuro del paese.

La nostra giunta non è stata in grado di compiere neanche un semplice gesto, simbolico ma significativo, come esporre lo striscione “Giustizia per Giulio Regeni”.

Il Partito Democratico di Senigallia, oggi più che mai, si unisce alla richiesta di Verità e Giustizia per Giulio Regeni. Lo dobbiamo a Giulio, ai suoi familiari, a tutti i Giulio e le Giulie che hanno subito il suo stesso destino. Riaffiggere lo striscione giallo sarebbe un simbolo concreto che la nostra comunità non dimentica e non vuole dimenticare.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-01-2022 alle 16:14 sul giornale del 26 gennaio 2022 - 248 letture

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