Caos Covid nelle scuole: tamponi a carico delle famiglie, quarantene e dad viaggiano su binari diversi

studente covid 3' di lettura Senigallia 23/01/2022 - Che il sistema di tracciamento del Covid sia ormai andato agli archivi è assodato. Tutto sommato, se è vero che il virus potrebbe endemizzarsi e grazie ai vaccini ridursi alla stregua una influenza per gli immunizzati, potrebbe essere l'occasione giusta per l'auto-responsabilizzazione di ciascuno di noi. Ma in questo momento nel caos generalizzato del sistema, le criticità maggiori riguardano la scuola.

Uno dei problemi principali che stanno emergendo è quello della discordanza tra le regole delle quarantene disposte dai vari DL e Circolari Ministeriali e i protocolli applicati dalla scuola.
La legge nazionale dispone le regole delle quarantene non per età ma per vaccinati, guariti e non vaccinati (in allegato sotto le disposizioni attualmente in vigore). Grazie al buon andamento della campagna vaccinale, sempre più bambini nella fascia di età 5-11 anni hanno completato il ciclo vaccinale (ovviamente da meno di 4 mesi) e dunque in caso di positività hanno una quarantena di sette giorni con tampone finale o in caso di contatto stretto di positivo hanno l'obbligo di autosorveglianza ma non di quarantena. Questo implica che dovrebbero poter frequentare regolarmente la scuola in presenza ma non ciò avviene perchè i protocolli scolastici dispongono per le elementari automaticamente la dad per dieci giorni con due positivi. Su questo tema si è aperto nelle ultime ore un dibattito nazionale e l'auspicio è che a breve il Governo centrale possa intervenire per rendere omogenee le normative e non penalizzare i bambini vaccinati. Al momento, come ribadito anche dalle FAQ dell'Asur Regionale, in mancanza di una direttiva governativa, i bambini vaccinati under 12 non sono in quarantena ma vanno in dad.

Altra criticità, registrata sul territorio, è quella legata ai tamponi richiesti dalle scuole. Da settimane infatti i tamponi T0, T5 (quelli che vengono richiesti per far restare in presenza i ragazzi in caso di un solo positivo in classe) a Senigallia, ad esempio, sono totalmente a carico delle famiglie, sia economicamente che organizzativamente. Appena si registra una positività in classe (comunicazione che arriva sempre dalla scuola e ancora prima dalle varie chat di classe), sono i genitori che devono correre a "tamponare" i propri figli che, in caso di negatività, il giorno successivo possono tornare in classe. Stesso discorso vale per il tampone che viene eseguito dopo cinque giorni, sempre a carico delle famiglie, con comunicazione della scuola.
La situazione non cambia nel caso di classi che vengono poste in dad per dieci giorni (nel caso di almeno due positivi in classe). La comunicazione della data del rientro in presenza arriva praticamente sempre dalla scuola e il tampone viene delegato ancora una volta alle famiglie. Fino a metà dicembre, prima dell'escalation di contagi, l'Asur riusciva ancora a garatire in qualche modo la gestione dei tamponi per gli alunni delle scuole ma poi è saltato tutto. Non sarebbe male se la poltica aprisse una riflessione sull'opportunità di rendere comunque gratuiti i tamponi richiesti in ambito scolastico proprio come avveniva quando l'Asur riusciva ancora a gestire i tracciamenti. Una richiesta non banale per molte famiglie per le quale ricorrere a frequenti tamponi per i propri figli proprio una banalità non è.

Insomma, diverse solo le questioni che andrebbero affrontate nell'immediatezza e che potrebbero per altro essere risolte facilmente per evitare che, come purtroppo spesso accade, ad essere penalizzati siano i soggetti più fragili e i bambini e i ragazzi.








Questo è un editoriale pubblicato il 23-01-2022 alle 09:29 sul giornale del 24 gennaio 2022 - 1215 letture

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