L’Altra Senigallia: disagi per il pagamento della rata di conguaglio della Tari 2021

3' di lettura Senigallia 11/12/2021 - Molti cittadini infatti si sono visti recapitare solo oggi le lettere con gli importi da pagare entro il 16 dicembre prossimo. Molte persone anziane che non hanno familiarità con internet e non hanno l’Home Banking, si sono dovute recare presso gli uffici postali per provvedere in tempo utile al pagamento, visto che le banche nel fine settimana sono chiuse ed i giorni residui per provvedere sono pochi.

Purtroppo la concomitanza con la scadenza della rata dell’IMU ha fatto si che si verificassero code all’esterno degli uffici con persone costrette ad aspettare il proprio turno al freddo e sotto la pioggia.
Molti hanno preferito rinunciare viste le inclementi condizioni meteo a cui si è aggiunta, causa l’allerta in corso, anche la chiusura di alcuni uffici postali tra cui l’Ufficio Centrale.
La figlia di una signora ultraottantenne ha così commentato: “Non è ammissibile che vengano comunicati gli importi da pagare con solo 3 o 4 giorni di anticipo. Qualcuno potrebbe anche essere fuori sede e ritirare la corrispondenza al ritorno a rata ormai scaduta. Le persone anziane poi non possono e non devono essere costrette a fare file all’aperto in dicembre sotto la pioggia (ma neanche le più giovani)”.
Purtroppo a tutto ciò si aggiunge anche la carenza di personale di Poste Italiane che solo nelle nostra regione è passato da 3.800 a 2.800 dipendenti, così come denunciato dalle sigle sindacali SLC CGIL, FAILP CISAL, CONFSAL COM e UGL COM.
Qui di seguito uno stralcio del comunicato delle suddette organizzazioni sindacali delle Marche:
“Gli Uffici Postali sono attualmente 409, ovvero 66 in meno rispetto al 2008, di cui 30 chiusi o aperti a giorni alterni, conseguenza delle razionalizzazioni “temporanee” a causa del covid e del terremoto. La verità, invece, è che il personale negli uffici è insufficiente e non c’è abbastanza forza lavoro per riaprirli tutti.
Con più attenzione verso il nostro territorio, l’Azienda avrebbe potuto riconoscere, attraverso le cosiddette politiche attive del lavoro, un numero più consistente di risorse da inserire negli uffici. Così da bilanciare, almeno in parte, le uscite per pensionamenti ed esodi dalla sportelleria.
A conferma del caos attuale, ci sono le lunghe code fuori dagli Uffici postali. Code che con l’avvento della stagione invernale creano non pochi disagi alla cittadinanza e alla circolazione.
Di recente, l’AGCOM (agenzia delle comunicazioni) ha emesso un atto d’indirizzo nei confronti di Poste Italiane ingiungendole il rispetto dei principi di continuità e capillarità, in quanto fornitore del servizio universale. Le rimodulazioni di orari e aperture provocano notevoli disagi, soprattutto nei piccoli centri. Le maggiori difficoltà, inoltre, si sono presentate per le fasce più vulnerabili della popolazione, in particolare anziani e altri soggetti che non hanno la possibilità di usufruire dei servizi in versione digitale.”.
Alla luce di tutto ciò, per il futuro, è indispensabile che gli avvisi di pagamento vengano spediti e recapitati con maggior anticipo per permettere ai cittadini di organizzarsi e che Poste Italiane si adoperi per minimizzare i disagi degli stessi, aumentando il personale e riducendo di conseguenza i tempi di attesa delle persone in coda all’esterno al freddo in inverno e sotto il sole d’estate





Questo è un articolo pubblicato il 11-12-2021 alle 14:14 sul giornale del 13 dicembre 2021 - 1635 letture

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