Sonia Fileri e la Pallacanestro Senigallia: “La società mi è sembrata seria fin da subito e mi sono messa a disposizione per proseguire la sua storia’’

6' di lettura Senigallia 03/12/2021 - Vivere Senigallia prosegue gli incontri con i protagonisti dell’attività sportiva locale. Quest’oggi abbiamo incontrato Sonia Fileri, eletta presidente della Pallacanestro Senigallia la scorsa estate. Ci racconta il suo rapporto con la società e la sua passione per questa disciplina.

Quando e come nasce la tua passione per la pallacanestro?

Molto banalmente mi sono avvicinata alla pallacanestro quando i miei figli hanno cominciato con il minibasket. Non conoscevo personalmente questo sport, anche se il mondo sportivo, nella fattispecie il tennistavolo, aveva avuto una parte importante nella mia gioventù. La società mi è sembrata subito molto seria ed io e mio marito ci siamo trovati a frequentarla ogni anno un pochino di più. Dopo qualche tempo, su sollecitazione di Stefano Catalani, che voglio ricordare come persona splendida e grandissimo appassionato di questo sport oltre che presidente della Maior, ci siamo convinti ad aderire a questo progetto, vedendo l’entusiasmo e la passione che Stefano e tutto il gruppo mettevano nel far crescere i ragazzi con i valori dello sport e dello stare insieme divertendosi e diventando uomini oltre che atleti. Di qui il passo ad entrare in società è stato breve. Nel 2015 entriamo nel direttivo ed oggi ho accettato di mettermi a disposizione per portare avanti il progetto di una società che da quarant’anni permette di giocare ad alti livelli la Pallacanestro a Senigallia.

Facciamo un breve cenno storico alla società

L’attuale società Pallacanestro Senigallia nasce nel 1980, dopo una stagione chiusa con la retrocessione dal campionato di Promozione della precedente società U.S. ACLI che portava avanti la pallacanestro a Senigallia dagli anni 70. Uno stimolo per la nuova società fu la disponibilità del nuovo palazzetto dello sport di via Capanna e l’innesto di nuovi giocatori, come Alberto Oliveti e Antonio Gallucci, che trascinarono la squadra dalla promozione alla serie D e poi in C2 e C1. A fine anni ‘90 la società arriverà ai vertici del basket dilettantistico nazionale con giocatori del calibro di Matteo Minelli, sotto la guida del presidente Claudio Moroni e dello staff dirigenziale che ci ha portato fin qui.

Quali corsi e iniziative svolgete? Quali sono i migliori piazzamenti che avete raggiunto in questi anni?

La nostra società ha un settore giovanile che va dal settore minibasket (dai cinque agli 11 anni) e squadre giovanili dalla under 13 agli under 18. La società ha “assaggiato” per la prima volta la serie B2 nel 2001/02 conquistando il secondo posto in finale con Cesena. Da allora la Pallacanestro Senigallia ha disputato ininterrottamente il campionato tra A dilettanti e DNB. Voglio anche citare la grande soddisfazione di essere stati campioni d’Italia 2013 con la squadra under 19 élite, allenati da Alessandro Valli.

Qual è il più bel ricordo che hai legato alla disciplina della ‘palla a spicchi’ che ricordi con maggior piacere e ti piacerebbe raccontare?

Mi viene in mente il recentissimo passato, quando siamo riusciti ad acciuffare un meraviglioso settimo posto ai playoff incontrando una squadra forte come Taranto. Venivamo da una stagione disastrata, tra problemi Covid e difficoltà economiche dovute a rinunce di alcuni sponsor, tamponi costosissimi e giovanili praticamente ferme. I ragazzi sentivano il peso di tutto questo e l’umore dello spogliatoio non era dei migliori, come mai era successo. Eravamo l’unica marchigiana tra l’altro a dover affrontare la prima parte della stagione con trasferte lunghissime in Veneto e Friuli-Venezia Giulia durante i periodi di lockdown, avevamo il terrore di affrontare i playout ed eventualmente retrocedere. Poi la svolta… un cambio allenatore, seppur bravissimo come Paolini, sostituito dai suoi vice Ruini e Peverada, ha dato la scossa e i nostri ragazzi si sono rimessi in gioco. Espugnate Ancona, Jesi e Fabriano l’entusiasmo è tornato e pure l’euforia nello spogliatoio. Siamo arrivati ai playoff contro la fortissima Taranto (che non aveva mai perso nemmeno una partita in regular season) dove ci davano tutti per spacciati, ma in gara 2 i ragazzi hanno tirato fuori un cuore immenso e ci hanno regalato una vittoria davvero inaspettata. Poi Taranto si è presa gara 3 e 4, ma la nostra vittoria in casa loro rimarrà davvero negli annali della società e nei nostri cuori.

Quali sono a tuo avviso le maggiori qualità fisiche e umane che un giocatore di pallacanestro deve avere? Quanto è importante la coesione all’interno di una squadra?

Difficile parlare di specifiche qualità fisiche perché ci sono ruoli molto differenti che richiedono altrettante qualità fisiche differenti. In termini generali però direi che l’esplosività è una caratteristica imprescindibile per un giocatore di pallacanestro, insieme ad una grande resistenza alla fatica e costanza nell’allenamento. Per quanto riguarda le doti umane direi che l’umiltà è di sicuro fondamentale anche per un top player e la disposizione a sacrificare qualcosa in campo a vantaggio di un miglior gioco per tutta la squadra. Negli anni mi è capitato di vedere squadre composte di giocatori fortissimi e di grande esperienza, ma che con i loro personalismi e le difficoltà create nello spogliatoio non hanno permesso di raggiungere gli obiettivi sperati. La coesione è di sicuro fondamentale, se si riesce a creare armonia nello spogliatoio ed ogni giocatore mette a disposizione dei compagni il suo impegno e le sue energie, allora sarà possibile arrivare ad ottimi risultati, magari anche divertendosi e facendo divertire pubblico e tifosi.

Come sta andando il campionato?

Posso dire che sono molto contenta dell’approccio dei nostri ragazzi. Si allenano molto bene, sicuramente merito di un coach e un preparatore atletico che apprezzo moltissimo e in campo si sono dimostrati una squadra ostica per tutte, comprese le big blasonate che ci siamo trovati ad affrontare nelle prime partite. Un campionato cominciato subito in salita con Roseto e poi con le due Rieti, con le quali abbiamo perso, ma combattendo su ogni palla e punto a punto fino alla fine. La difesa è sicuramente il nostro vanto; all’inizio abbiamo forse fatto più fatica in attacco, ma ora stiamo facendo progressi anche in questo. Tutte le partite giocate con le squadre del nostro livello le abbiamo vinte, giocando una buona pallacanestro, intensa e fisica, credo anche divertente da vedere per il pubblico. La nostra posizione in classifica sicuramente rende merito ai nostri sforzi ed è al momento al di sopra di ogni aspettativa. Ci troviamo infatti in posizione playoff, allo stesso punteggio di Ancona e Rimini, che tra l’altro saranno le nostre prossime avversarie (rispettivamente domenica 5/12 in casa e mercoledì 8/12 in trasferta), sicuramente squadre costruite per arrivare in alto.

Obiettivi e ambizioni per il futuro?

L’ambizione vera però non è quella relativa al piazzamento in classifica, anche se non nascondo di certo il sogno di un piazzamento magari ai playoff, ma quello di far crescere la società a partire dalle giovanili, su cui stiamo investendo e facendo i progetti più importanti. Di certo è la squadra di serie B a fare da traino e a farci divertire di più, ma le basi solide e la massima ambizione sarà quella di un vivaio importante da cui poter attingere per creare le basi di un roseo futuro per l'intera pallacanestro senigalliese.








Questa è un'intervista pubblicata il 03-12-2021 alle 13:52 sul giornale del 04 dicembre 2021 - 741 letture

In questo articolo si parla di sport, intervista, edoardo diamantini

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