Der Doppelgänger: facciamo che basta?

6' di lettura Senigallia 18/10/2021 - Adesso però basta. Il clima mondiale sta cambiando: ho visto più trombe d’aria in un anno che in tutta la vita. Il riscaldamento globale non si misura con il termometro fuori dalla finestra, ma 48 gradi a Palermo forse qualcosa dicono. Se vi ha spaventato l’immigrazione economica, aspettate quella climatica.

Le fonti energetiche inquinano (vedi sopra) e sono limitate. Le compriamo da fuori: se scarseggiano per troppa richiesta o qualcuno chiude i rubinetti come è appena accaduto, le bollette di luce e gas schizzano alle stelle e il metano per la macchina passa - ahimè - da 0,98 a 1,90. Che fare con le rinnovabili? Qualcuno già ricomincia a parlare di nucleare, anche perché sappiamo che a pochi metri dai confini ne abbiamo parecchie e il fallout, altro che Schengen, le frontiere non le conosce proprio. L’economia sta un po’ ripartendo, ma l’onda lunga del lockdown lascerà ancora vittime sul campo. Il modo stesso di lavorare sta cambiando radicalmente - sarebbe cambiato comunque, ma non così in fretta e non eravamo pronti - il governo deve decidere quando potremo andare in pensione, arrivando al termine la sciagurata esperienza di Quota100. Ne stanno di problemi di cui discutere.

Vado avanti? Diciamo che per il momento sia abbastanza così.

Ma noi invece di cosa parliamo tutti i giorni? Per cosa si rompono amicizie? Con quali parole d’ordine si montano picchetti ai cancelli? Qual è il problema dei problemi su giornali, social e televisioni?

Il vaccino.

Se tra tante disgrazie in questi ultimi due anni una cosa, una, è andata bene, è che la scienza è riuscita a procurarci velocemente uno scudo contro un virus micidiale che ha colpito tutto il mondo.

Davvero: basta. Per favore.

Non ho più voglia di produrre grafici, tabelle, statistiche, paper scientifici. Basta.

Solamente un povero di spirito può seriamente pensare che dietro a questa pandemia ci siano complotti internazionali, progetti di obnubilamento collettivo, meccanismi di controllo della mente.

Ma santo cielo, ma se volevano iniettarci qualcosa, non facevano prima a metterlo nei barattoli di cocacola?

Non bastavano le scie chimiche?

Va bene, lo so, è fisiologico. Su mille persone, venti o trenta o cinquanta irrecuperabilmente credulone, prevenute, refrattarie, complottiste radicali ci saranno sempre. Era così un tempo, sarà così in futuro. Oggi forse, con la scienza che corre a velocità esponenziale e la sempre minor capacità per la massa di starle dietro, forse il fenomeno è amplificato ma questo da solo non spiega tutto.

La politica. E infatti: lì si doveva arrivare.

Se avessimo almeno avuto una classe politica matura, responsabile, con senso dello stato, magari non staremmo qui a dover ascoltare ogni giorno le peggiori farneticazioni. Personaggi improbabili che dal nulla conquistano il prime time in televisione, dentisti che parlano di virologia, antennisti che dispensano consulenze e diagnosi - avete letto, nevvero, di quella famiglia di Cesena finita in ospedale per aver seguito i consigli dell’antennista di fiducia? - assessori regionali che proclamano lo sciopero della fame “resistere per esistere” fino all’ora di cena (ma è colpa nostra: facciamoli provare, che mai potrà succedere?).

Per fortuna i leader di - quasi - tutti i partiti si sono fermati un metro prima del precipizio. Hanno accompagnato alla porta un signore che passava per strada e si era trovato per caso a fare il presidente del consiglio - non l’assessore ai cartelli stradali, il presidente del consiglio (facciamoli provare, cosa mai potrà succedere?). Hanno chiamato l’unica persona seriamente competente che a quanto pare un grande paese come l’Italia riesce a produrre e al di là delle purtroppo inevitabili e dannosissime scaramucce di posizionamento, stanno nei fatti sostenendo un governo che, incredibile ma vero, governa.

Non eravamo abituati, diciamo la verità. Da che mondo è mondo, i governi italiani si accomodano: come dire, ci si sistemava, si procrastinava, si accontentava un po’ qua un po’ là, si imbastiva qualche supercazzola da tradurre malamente in inglese o tedesco, si dava la colpa a chi c’era prima e si scavava la fossa a chi veniva dopo. Se ne sono accorti i portuali di Trieste (chi li manovra, in verità): hanno pensato che sarebbe bastato alzare un po’ la voce, bloccare un paio di tir, minacciare di lasciare a casa babbo natale e zac! Il governo avrebbe abbassato le braghe, insomma una specie di gioco delle parti dal copione già provato. E un ministro un po’ distratto ci era già cascato eh, finché il PdC non ha rimesso tutti in riga. E questo sotto sotto a qualcuno probabilmente piace poco. Non voglio commentare le accuse di fascismo, nazismo, l’evocazione di dittature e campi di concentramento perché ok, ho comprato un bignamino di filosofia zen, ma sono ancora alla prefazione.

Però va detto. La maggioranza degli italiani è molto migliore di come viene raccontata: lasciate perdere le televisioni, raccontare che il cane ha morso l’uomo non fa vendere pubblicità. Ma siamo migliori, davvero e per fortuna. L’ottanta percento di noi si è vaccinato, una percentuale tra le migliori in Europa e nel mondo. Io tra pochi giorni farò la terza dose e non vedo l’ora. Il vaccino funziona, i contagi calano, la vita sta riprendendo. Ricordatevi che col governo precedente mandavano gli elicotteri a fermare chi correva sulla spiaggia d’inverno. Oggi possiamo fare praticamente tutto. Certo, dobbiamo mostrare un certificato che certifica la nostra situazione. E così terribile? Ma nemmeno un po’. Zero, Nada. I portuali di Trieste non lavorano senza certificato dell’antitetanica, ma ops, questo non gli crea drammi esistenziali. Col certificato vaccinale si aprono tutte le porte che fino a ieri erano chiuse, si torna allo stadio, si va al cinema, in palestra, in vacanza. Si salvano posti di lavoro. Qualcuno si sentiva più libero con l’autocertificazione per andare a far la spesa? Dice: ma la privacy? Guardate nel vostro portafogli: quante carte fedeltà di negozi o catene commerciali avete? Io ne ho una decina. Siete su Facebook? Twitter? Instagram? Allora la nostra privacy l’abbiamo barattata da un pezzo per uno sconto del 5% sull’ offerta della settimana.

Basta. Davvero. Pensiamo alle cose serie, che di problemi grossi ce ne stanno fin troppi.






Questo è un articolo pubblicato il 18-10-2021 alle 15:46 sul giornale del 19 ottobre 2021 - 611 letture

In questo articolo si parla di renato pizzi e piace a Daniele_Sole

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