L’Altra Senigallia: disagi per gli accompagnatori dei pazienti del Pronto Soccorso

2' di lettura Senigallia 24/09/2021 - Disagi per i familiari dei pazienti del Pronto Soccorso del nostro ospedale. Questo è quello che mi è stato da più parti segnalato e che ho anche constatato di persona.

Non mi riferisco ovviamente al lavoro svolto con impegno, competenza e dedizione dal personale medico ed infermieristico a cui va il mio plauso incondizionato anche per le condizioni di lavoro estremamente stressanti; mi riferisco piuttosto a chi è preposto ad amministrare l’ospedale.
La questione è così riassumibile: causa Covid, l’ingresso alla sala d’aspetto del Pronto Soccorso è vietata agli accompagnatori dei pazienti che sono così costretti ad estenuanti attese nel giardino del nosocomio, sotto il sole d’estate o al freddo in inverno senza nemmeno la possibilità di sedersi; l’unica panchina collocata di fronte all’ingresso è stata addirittura rimossa.
Chi si reca al Pronto Soccorso lo fa perché è infortunato o ammalato ed il più delle volte è accompagnato ed assistito da un familiare che è così costretto a rimanere fuori per ore.
Alcuni giorni fa un’anziana signora mi ha riferito che era lì in piedi da oltre 4 ore e non sapeva quanto ancora avrebbe dovuto aspettare (per la cronaca al fine di alleviare la stanchezza si appoggiava alla balaustra lì presente).
Ora io credo sia giusto che i protocolli adottati, causa pandemia, limitino o impediscano l’accesso alla sala d’aspetto ai parenti ma credo anche che collocare 4 o 5 sedute all’esterno ed eventualmente realizzare un piccolo gazebo per riparare le persone in attesa da sole o pioggia (come peraltro già fatto davanti al laboratorio analisi), non comporti un grande esborso economico per l’Azienda Sanitaria.
In un paese dove sono stati spesi 95 milioni di euro per dei banchi a rotelle, per lo più giacenti nei magazzini, e si danno contributi per l’acquisto di monopattini elettrici, spendere poche centinaia di euro per alleviare i disagi di chi oltretutto è in ansia per la salute di un proprio caro, ritengo sia, oltre che doveroso, un atto di civiltà.





Questo è un articolo pubblicato il 24-09-2021 alle 15:53 sul giornale del 25 settembre 2021 - 1727 letture

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