Creati: "Ecco perché l'acqua in brick è migliore"

4' di lettura Senigallia 24/09/2021 - Dopo la prima panoramica sulla campagna di sensibilizzazione dell’Associazione Stracomunitari a favore dell’uso del Tetra Pak, quale contenitore per l’acqua da bere al posto della bottiglia di plastica mono uso, chiediamo un approfondimento sulla bontà di tale scelta a Christian Creati, co-fondatore e CEO di Acquainbrick.

Perché il tetrapak e non la plastica riciclata o il vetro?

Per quanto riguarda la “plastica riciclata”, oggi si sente parlare spesso di Re Pet, bottiglie sono in parte costituite da plastica già usata. Un’analisi LCA per conto della Parmalat, conferma che confrontando una bottiglia di Pet vergine con una di Pet al 50% rigenerato, l’impronta ambientale riesca a migliorare del 20%. Nonostante la rigenerazione, resta il problema di ciò che non viene riutilizzato e come viene smaltito. Un’altra alternativa al cartone potrebbe essere rappresentata dal vetro, che viene percepito come più sicuro e meglio adatto a contenere i generi alimentari. Il vetro si ottiene facendo fondere ad altissime temperature tre diversi materiali: silice, soda, calcio che sono materie non rinnovabili e di natura fossile.

In generale possiamo dire che una bottiglia in vetro da 600 grammi (vuota) ha un impatto climatico circa 400 volte in più di un brick dal peso di 24g circa senza l’acqua dentro. Inoltre il suo processo di riciclo è molto più lungo: si stimano circa 700 ricicli prima di re-immettere in commercio un contenitore in vetro definendolo sostenibile. Per tutte queste ragioni ne deriva che il materiale più adatto alla nostra filosofia fra tutti sia il cartone.

Anche il Tetrapak è per il 75% circa composto da materiale organico, la cellulosa, che è quindi riciclabile e l’altro 25%?

Acquainbrick è una startup innovativa riconosciuta dal MISE, perché fin dalla sua costituzione è impegnata in una ricerca legata al riciclo dei contenitori per alimenti in materiali poliaccoppiati con un processo innovativo, sostenibile, 100% naturale, non energivoro mediante macerazione enzimatica. Per attivare e rendere possibile questo progetto di riciclo è necessario avere la selezione a monte dei contenitori da conferire in cartiera. E’ interessante a questo proposito l’idea di attivare un progetto pilota, da sviluppare a stabilimento attivo, nell’area urbana di Marradi, nel Mugello, in cui si lavorerà sulla sensibilizzazione in primis della cittadinanza e, parallelamente, verrà attivato un sistema di economia circolare attraverso il recupero e la trasformazione dei cartoni per bevande in nuovi prodotti in carta per uso igienico e sanitario, da utilizzare presso le strutture comunali e le scuole della zona interessata.

In pratica cosa accadrà?

La cittadinanza verrà invitata a selezionare i contenitori per alimenti esausti in poliaccoppiato e a conferirli in appositi contenitori messi a disposizione. Ogni cittadino quindi diventerà parte attiva e fondamentale per la riuscita del progetto. La condizione principale per ottenere una ‘materia prima seconda’ di qualità è infatti data dalla selezione dei contenitori. Più omogenea è la raccolta, migliore è la resa del processo di riciclo. I contenitori di raccolta, una volta pieni, sono ritirati e convogliati in area apposita di stoccaggio in attesa di raggiungere la massa critica per ottimizzare i trasporti verso la cartiera che, una volta raggiunta la quantità che permette di attivare l’impianto di trasformazione, attiva il processo di riciclo ottenendo carta e PolyAl.

Sembra un bell’obiettivo coinvolgere i cittadini in questa ‘differenziata della differenziata’….

Infatti, grazie ad attività di coinvolgimento e sensibilizzazione possiamo raggiungere risultati davvero significativi. Ai bambini delle scuole aderenti all’iniziativa, gli adulti di domani, verrà raccontato e simulato in piccolo come riciclare correttamente i cartoni per bevande, da reperire a casa e portare a scuola 4 volte nell’arco di 2 mesi. A fine raccolta tutti i brick saranno poi processati per produrre la carta riciclata. Potrebbero essere coinvolti non solo i bambini ma anche le famiglie con un premio finale per la classe che avrà raccolto meglio. Questo permetterebbe di costruire una forte consapevolezza dell’importanza della raccolta differenziata consentendo così di replicare l’iniziativa in altre scuole, estendendo sempre di più l’esperienza alla portata dei più piccoli. E non solo: è un progetto che va verso la costruzione di una reale consapevolezza dei benefici ambientali ed economici derivanti dalla raccolta differenziata, creando valore per l’economia locale nel pieno rispetto dell’ambiente.

Quindi, ci sembra di capire che è anche una scelta di ‘portafoglio’…

Infatti, la differenza la facciamo sempre noi cittadini quando compiamo scelte di acquisto di beni di quelle aziende che adottano sistemi di produzione compatibili con l'ambiente ed offrono prodotti eco-sostenibili.






Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 24-09-2021 alle 09:31 sul giornale del 25 settembre 2021 - 527 letture

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