Petrillo: "La storia di Dago ambientata a Senigallia è un omaggio ad un grande Senigalliese, Luigi Vittorio Ferraris"

3' di lettura Senigallia 11/08/2021 - È in edicola in queste settimana una lunga storia a puntate di Dago su Lanciostory, intitolata "Senigallia" e ambientata sulla Spiaggia di Velluto. Vivere Senigallia ha intervistato l'autore: Paolo Emilio Petrillo.

Chi è Paolo Emilio Petrillo? Come è diventato uno sceneggiatore di fumetti?

Sono romano, mi sono laureato in filosofia, ho fatto per molto tempo il giornalista tra Italia e Germania. Sono da sempre un appassionato di fumetti, nel 2016 ho scoperto Dago e me ne sono innamorato. Così ho cercato di recuperare l'intera serie e ho contattato la casa editrice, Aurea, che ha sede vicino Roma. Sono andato in redazione a prendere i numeri che mi mancavano e in quell'occasione ho conosciuto Enzo Marino, l'editore, e ci siamo messi a chiacchierare. Quando ha saputo che vivevo in Germania e che scrivevo, mi ha chiesto di tradurre una graphic novel tedesca di cui aveva acquistato i diritti. Qualche mese dopo mi ha proposto di scrivere una storia di Dago, e non ci siamo più fermati.

Come è nata l'idea di ambientare una storia di Dago a Senigallia?

Marino mi ha detto che gli sarebbe piaciuta una storia che parlava di pirati e ho pensato che Senigallia potesse essere perfetta per l'ambientazione. E poi mi dava anche l'opportunità di rendere omaggio ad un grande Senigalliese, morto tre anni fa, e che è diventato un personaggio di "Dago".

Di chi si tratta?

Luigi Vittorio Ferraris. Un importante diplomatico italiano e un appassionato docente universitario. È stato ambasciatore a Bonn negli ultimi anni della Guerra Fredda e ha partecipato agli accordi di Helsinki. L'ho conosciuto quando facevo il giornalista, poi ci siamo frequentati per 20 anni. Ha anche scritto l’introduzione di un mio libro sull’8 settembre 1943. Quando ha lasciato la Farnesina ha insegnato nelle Università di Roma, Firenze, Trieste… Era di famiglia piemontese ma a Senigallia aveva una tenuta di famiglia e negli ultimi anni risiedeva a Senigallia, dove era anche entrato nel Rotary locale. Era un uomo di una grande intelligenza, cinico, ironico, disincantato ma con un'immensa umanità. Uno dei cervelli più brillanti che abbia mai conosciuto. È nato nel '28, morto a 90 anni. Nella storia il personaggio del Conte Ferraris, Governatore di Senigallia, è liberamente ispirato a lui.

Si sente emozionato nel prendere in mano un personaggio del grandissimo Robin Wood?

Sì, decisamente. Cerco di rimediare lavorando molto sulle storie che scrivo, studiando, documentandomi. Su quali siano i risultati, poi, il giudizio spetta ai lettori.

Chi ha disegnato la storia, ed in particolare la Rocca di Senigallia?

Il disegnatore Yildirim Örer, è molto bravo, ma vivendo in Turchia non è potuto venire a Senigallia a vedere con i propri occhi gli edifici che già esistevano nel '500. Così ha lavorato con le foto che ho selezionato e gli ho inviato per mail.

Quali personaggi storici realmente esistiti sono stati coinvolti nella tua storia?

Oltre al Francesco Della Rovere, Duca di Urbino è storico il personaggio del Ricamatore. Si tratta del figlio bastardo di una famiglia locale di industriali tessili. Rifiutato dalla famiglia proprio perché illegittimo prima va a combattere con gli Uscocchi, pirati croati nemici dei turchi, poi li tradisce e diventa comandante di flotta turca che imperverserà a lungo nell'Adriatico). In realtà tra il Duca di Urbino e il Ricamatore non si sono mai incontrati, perché quando il primo morì il secondo era un bambino. In questo caso mi sono preso una "licenza" storica di una trentina d’anni.






Questa è un'intervista pubblicata il 11-08-2021 alle 15:37 sul giornale del 12 agosto 2021 - 1705 letture

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