Der Doppelgänger: E la nave va (cronache dalla ripartenza)

8' di lettura Senigallia 28/06/2021 - Ero a bordo della MSC Splendida nella sua crociera inaugurale dopo il lockdown imposto dalla pandemia. Voglio condividere questa esperienza, perché sono tante le suggestioni che ho riportato con me, a parte la piacevolezza del viaggio e la bellezza dei luoghi visitati. Intanto, le misure di sicurezza, un rigido protocollo sanitario a cui ogni passeggero è stato sottoposto e al quale ci si doveva adeguare per tutta la durata della crociera, già dalla prenotazione.

Un piacevole segno di attenzione: uno sconto a chi avesse svolto attività di volontariato durante l'emergenza covid-19. All'imbarco veniva praticato un tampone rapido (chi come noi era vaccinato era stato esentato da un precedente tampone, da fare due giorni prima), poi ripetuto a metà crociera e a bordo la cura per l'igiene e il rispetto delle regole erano maniacali.

Temperatura presa all'ingresso di ristorante e teatro, registrazione a ogni accesso in palestra, camerieri muniti di mascherina e visiera; un intero ponte era stato mantenuto sgombro per isolare eventuali positivi malauguratamente riscontrati a crociera in corso. Non ce ne è stato bisogno. Si è trattato sicuramente di un esordio in perdita per la società armatrice ma l'importante era ripartire, testare le misure di protezione e trasmettere una immagine di sicurezza per attirare maggiori clienti internazionali: su quasi 5000 potenziali passeggeri, le norme permettevano di imbarcarne al massimo il 70%, ma non credo che -almeno per la mia esperienza - si sia mai andati oltre il 20/25%, considerando che a ogni porto di attracco c'era chi sbarcava e chi saliva a bordo.
E qui vale la pena introdurre altre impressioni: il programma prevedeva una sosta in Montenegro, saltata all'ultimo momento a causa della normativa sulla quarantena per chi rientra da paesi extra UE. Così la nostra rotta è stata: Trieste, Ancona, Dubrovnik, Bari, Corfù, Spalato con rientro nel capoluogo giuliano. Era, per tutti, il ritorno alla quasi normalità, sia per noi vacanzieri sia per tutti i lavoratori del turismo crocieristico.

Il primo impatto emozionale è stato durante lo spettacolo inaugurale nel teatro di bordo: l'artista, un ventriloquo, alla fine del suo numero è rientrato in scena e ha interrotto il presentatore con un suo messaggio particolare. "Questa è stata la mia prima esibizione dopo un anno e mezzo senza lavorare, sono tutto sudato ed emozionato come al mio esordio su un palco. Grazie a tutti voi per essere qui!". L'applauso ha fatto sembrare pieno il gigantesco e semivuoto teatro. Ma la crociera è stata un nuovo inizio per tutto l'equipaggio: abbiamo fatto amicizia con Amit, il cameriere mauritiano assegnato al nostro tavolo. Un professionista impeccabile, tanto efficiente quanto simpatico, capace di parlare correntemente francese, inglese, italiano, spagnolo e "un po' di indiano" come ci ha raccontato. Ha un contratto di cinque mesi, sette giorni di lavoro su sette, fino a tredici ore al giorno per 1300 dollari mensili. Certo, le mance sono buone e gode di vitto e alloggio, però durante il fermo non ha lavorato e non ha ricevuto nessun sussidio dal suo paese. Era felice di ricominciare, ma fa questo lavoro da dodici anni e non sa quanto potrà andare avanti, a quasi quaranta anni fatica a reggere certi ritmi di lavoro.

La ripartenza è lavoro per tutti, dicevamo, c'è un indotto enorme che ruota intorno: ci siamo fermati in Italia, in Grecia, in Croazia e ho preso nota di alcuni dettagli. Le escursioni, per esempio: per motivi di sicurezza non si poteva sbarcare in autonomia, ma solamente con le gite programmate e senza mai lasciare il gruppo, pena il divieto di risalire a bordo. Per ovvie ragioni non ho partecipato a nessuna escursione alla sosta ad Ancona. Mi sono però affacciato al balcone della cabina e ho annotato quanti pullman fossero fermi in attesa: erano tre, oltre a un bus urbano per chi aveva scelto la passeggiata per il centro del capoluogo. Tre pullman, prendete nota. La tappa successiva è stata Dubrovnik, bellissima città dalmata che non avevo mai visitato. Prima di lasciare la cabina per recarmi al punto di registrazione, ho dato una occhiata in banchina: ho contato quindici pullman in attesa. Ho fatto subito un confronto con i tre di Ancona e mi sono avviato, un po' avvilito. Una bella escursione, una guida simpatica che nel descrivere i momenti neri della guerra che non ha risparmiato la città, ha posto l'accento sulla necessità di guardare al futuro, alla pace, alla riconciliazione (prendete nota, anche di questo). Girando per le strade chi, come me, non ha seguito Il Trono di Spade, ha avvertito forte la sensazione di essere un boomer senza speranza.

Dalle coste croate di nuovo in Italia, a Bari. Va detto che in ogni porto MSC si affida ad agenzie locali per organizzare le escursioni ed essendo sold-out le altre mete, la nostra scelta è stata per una visita a Ostuni, di cui avevo sentito dire gran bene. Quale delusione: il paese non è male ma sembra mal tenuto, trasandato, disorganizzato. L'unica interazione con l'economia cittadina è stata la sosta collettiva ai bagni pubblici, grazie alla quale abbiamo avuto occasione di contribuire con 50 centesimi alla ripresa economica della "città bianca". La guida non è stata indimenticabile e nel ricordare che per lei e i suoi colleghi quella era è una ripartenza è sembrata meno spontanea della collega croata, ma forse era solo ruggine da smaltire.

Sosta a Corfù: la città avrebbe bisogno di qualche investimento, si capisce che la Grecia è in sofferenza e la pandemia ha peggiorato enormemente le cose, ma la vita e il turismo stanno ripartendo, l'atmosfera è quella inconfondibile che abbiamo imparato a conoscere dei nostri vicini. Qui stranamente le regole sembrano essere più flessibili e veniamo accompagnati a pranzo in un paesino in altura, dove mangiamo bene, godiamo un po' di aria fresca e incontro un signore italiano, grande amico dei gestori (italiani, greci: una faccia una razza), che scopro essere stato ufficiale a Lecce durante il mio servizio militare nella città pugliese. Piccolo il mondo. Peccato che, con un approccio del tutto diverso dalla collega di Dubrovnik, la guida passi tutto il tempo del viaggio a lamentarsi della politica, della UE, dei tedeschi che si sono comprati mezza Grecia per un pezzo di pane. Dimentica di ricordarci di quando Papandreu nel 2009 dovette confessare che il governo ellenico aveva falsificato i bilanci per entrare in Europa, ma tant'è, anche questo è un segno dell'umore e delle tensioni create dalla pandemia. Maki, la simpatica guida, ci rivela che per tutto il periodo di lockdown la categoria ha ricevuto in tutto 1400 euro di sussidi. Un po' lo capisco se è arrabbiato, ma anche lui dovrebbe pensare al futuro e incrociare le dita. Ah, a Corfù i pullman in attesa erano diciotto (e io ripensavo sempre ai tristi tre di Ancona, ma ci sarà stato, spero, un motivo).

Saltato come spiegavo il Montenegro, si torna in Croazia, questa volta a Spalato, quasi davanti a casa. Qui Elena, una guida molto easy e professionale ci svela ogni segreto del palazzo di Diocleziano, c'è molta gente in giro, nei bar, nei negozi, i traghetti vanno e vengono. In Croazia non esiste da diverse settimane obbligo di mascherina all'esterno, ma le regole della MSC ci impongono di tenerle. Impossibile non notarci. Elena, che svolge anche la professione di maestra, ci racconta della DAD e vediamo che alla fine le conseguenze sono state simili per tutti. Anche lei però guarda avanti, sono tutti ottimisti e come in ogni città rivierasca si conta molto sulla ripartenza del turismo.

Di nuovo a Trieste: mentre scendiamo a terra, altri stanno sbrigando le pratiche di imbarco. Siamo stati testimoni e protagonisti della crociera della ripartenza, sappiamo che non è finita, che al contrario è necessario più che mai mantenere precauzioni, attenzioni e soprattutto vaccinarsi. Ma quella normalità a cui prima non facevamo attenzione e che oggi ci sembra una (ri)conquista epocale è possibile. Forse certe nostre strutture sono un po' meno pronte di altre nel ripartire in pieno, ma spero che le mie impressioni siano presto smentite. Tutto dipende da noi. Il colosso della MSC riparte per la sua crociera, domani davanti alle Rive attracca un transatlantico della Costa; e la nave va.






Questo è un articolo pubblicato il 28-06-2021 alle 17:14 sul giornale del 29 giugno 2021 - 431 letture

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