Tampon tax: in Consiglio Comunale una mozione per chiedere lo sconto sull'iva per i prodotti femminili

3' di lettura Senigallia 25/06/2021 - La "tampon tax" approda anche nel Consiglio Comunale di Senigallia. Il dibattito che da tempo è sempre più acceso non solo in Italia ma anche in Europa sulla richiesta dell' abbassamento dell'aliquota IVA sui prodotti igienico sanitari destinati alle donne si accende anche a Senigallia.

Prima firmataria della mozione presentata da PD, Vivi Senigallia, Vola Senigallia e Diritti al Futuro, è la consigliera PD e vice presidente del Consiglio Comunale Margherita Angeletti. "La tampon tax è una questione che si sta già affrontando da diverso tempo in Europa ed in vari paesi del mondo. Infatti in Canada, Australia, Kenya, India e in numerosi stati degli Stati Uniti si stanno già muovendo verso la riduzione o l’abolizione della tassa con lo scopo di eliminare quella che è stata definita una discriminazione fiscale -spiega la Angeletti- In Italia nel 2016, l’allora deputata Beatrice Brignone presentava una proposta di legge a riguardo. In Italia sono in vigore tre aliquote IVA: 4% (aliquota minima) applicata ai prodotti di prima necessità come i generi alimentari, 10% (aliquota ridotta) applicata ai servizi turistici come alberghi, bar, ristoranti e a particolari operazioni di recupero edilizio, e 22% (aliquota ordinaria) applicata a mobili, trattamenti di bellezza, apparecchi informatici, elettrodomestici, assorbenti, tamponi e coppette mestruali. Quindi in Italia gli assorbenti sono considerati oggetti di lusso e non di prima necessità e rappresentano un onere per le donne che nell’arco della loro vita usano circa 12000 assorbenti spendendo diverse migliaia di euro che gravitano non solo sulla donna ma su tutta l’economia della famiglia".

"Avere il ciclo mestruale non è un lusso e gli assorbenti non sono un accessorio ma una necessità per ogni donna ed il loro costo è un problema che coinvolge tutta la famiglia -aggiunge la Angeletti- Pensiamo anche a quelle famiglie che vivono in condizioni disagiate e che hanno serie difficoltà ad affrontare ogni spesa, anche se essenziale e di primaria importanza.Tra l’altro le donne sono penalizzate anche nei prodotti farmaceutici dedicati alla loro salute. Ovuli, lavande, creme, pillole anticoncezionali sono farmaci in classe C, non convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale e quindi a pagamento".

La mozione presentata dalla minoranza e che sarà discussa nel consiglio comunale del 30 giugno, si chiede di seguire l'esempio di vari comuni italiani come Pesaro, Firenze, Carpi, Sassuolo.

"Questi ed altri comuni hanno già provveduto con le farmacie comunali ad una applicazione dello sconto del 22% sui prodotti sanitari ed igienici femminili, annullando cosi l’effetto dell’ IVA -conclude la vice presidente- e nella mozione chiedamo al Sindaco ed alla Giunta di dare mandato alle Farmacie Comunali di predisporre uno sconto del 18% o del 22% sui prodotti sanitari ed igienici femminili, di sollecitare il Governo affinchè provveda ad una immediata riduzione dell’aliquota del 22% e di chiedere alla regione Marche di prevedere un piano di agevolazioni economiche per l’acquisto degli assorbenti, dedicato alle fasce piu deboli".






Questo è un articolo pubblicato il 25-06-2021 alle 09:00 sul giornale del 26 giugno 2021 - 470 letture

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