Intervista al Presidente del Consiglio Comunale Massimo Bello: "Ecco gli obiettivi della mia attività istituzionale"

7' di lettura Senigallia 22/06/2021 - Massimo Bello, è Presidente del Consiglio di Senigallia dal 21 ottobre 2020. Già Consigliere comunale e provinciale, Sindaco di Ostra Vetere e Consigliere politico al Parlamento europeo, è esperto di diritto dell’Unione europea e europrogettista. Esponente di Fratelli d’Italia, è il Responsabile regionale del Dipartimento ‘Politiche europee’ del partito. Bello è anche Vice Presidente Marche e membro del Consiglio Nazionale della Federazione dei Comuni e delle Regioni d’Europa.

Che cos'è l'Ufficio della Presidenza del Consiglio Comunale e quali sono le sue funzioni?
"Il Presidente è previsto dalla legge, riguarda i Comuni con più di quindicimila abitanti ed è un ruolo istituzionale, che ho sempre ritenuto di alto profilo. Egli rappresenta il Consiglio Comunale e ha rilevanza esterna; è un organo monocratico ed ha autonomia organizzativa, funzionale e gestionale. Il Presidente può emettere decreti in relazione all’organizzazione e alle attività consiliari e delle sue articolazioni; convoca e presiede le sedute del Consiglio, fa osservare il Regolamento per il suo funzionamento, decide sulla ricevibilità degli atti presentati ed esercita tutte le attribuzioni a lui affidate dall’ordinamento, dallo Statuto comunale e dai Regolamenti. In poche parole, le sue funzioni ed il suo ruolo sono assimilabili a quelli del Presidente di Camera o Senato o di un Consiglio Regionale".

Quali sono le novità introdotte con questa consiliatura rispetto al passato?
"La novità principale della mia Presidenza è stata ed è quella, anzitutto, di valorizzare l’organo Consiglio e le sue articolazioni, a cominciare dalle Commissioni permanenti. In passato, abbiamo assistito ad ruolo subalterno del Consiglio rispetto agli altri organi di governo dell’ente, ritrovandoci, appena insediati, un Consiglio ‘anonimo’ e senza una vera identità. Valorizzarne l’immagine, intensificarne la presenza nelle procedure amministrative e accreditarne l’importanza quale organo di governo ‘centrale’ nei processi istituzionali e nei rapporti con altre istituzioni, invece, significa rafforzarne e consolidarne ruolo e funzioni. E su questa linea continuerò. Ho concentrato la mia attenzione, nel rispetto dell’ordinamento, su una serie di piccole ‘riforme’, che hanno interessato fin da subito prassi e gestione. Faccio qualche esempio: l’istituzione della Conferenza dei Presidenti di Commissione, la nuova logistica e la nuova comunicazione degli uffici della Presidenza con i Gruppi consiliari e con l’esterno, la rinnovata organizzazione e programmazione dei lavori e delle attività del Consiglio, il miglioramento dei rapporti di collaborazione con le istituzioni sovraordinate, il badge di riconoscimento per i Consiglieri. Siamo agli inizi del mandato. Altre ‘riforme’ seguiranno".

Quali sono i primi atti sui quali lei si è concentrato dopo la nomina a Presidente del Consiglio Comunale?
"Gli atti del Presidente riguardano, in particolare, gli affari istituzionali. E come tali hanno interessato la costituzione delle Commissioni permanenti, le nomine dei Consiglieri nelle Consulte cittadine e nel CdA della Fondazione Città di Senigallia e le audizioni in Conferenza dei Capigruppo dei rappresentanti del Comune nei vari enti ed istituzioni. Anche la programmazione e la calendarizzazione dell’agenda dei lavori di Aula e delle Commissioni, ad esempio, prassi tra l’altro mai seguita in precedenza, ha occupato le prime settimane della mia Presidenza.

Quali obiettivi intende perseguire durante il suo mandato?
"Un mandato di cinque anni presuppone obiettivi seri e puntuali, che permettano al Consiglio di divenire un organo di prestigio, in cui il confronto e la decisione acquistino un alto profilo istituzionale ed amministrativo. Il primo traguardo da raggiungere è l’attuazione completa dell’autonomia funzionale e organizzativa del Consiglio, codificata con chiarezza dalla legge. Poi, disegnare un ruolo più propositivo dell’Assemblea. Il Consiglio deve diventare il luogo principe del confronto costruttivo e della proposta, non soltanto lo spazio delle interrogazioni e delle mozioni, che spesso rimangono mero esercizio politico o accademico. Altro obiettivo, ancora, riguarda l’aggiornamento del Regolamento per il funzionamento del Consiglio e delle Commissioni, strumento chiave per migliorare la qualità dei suoi lavori e delle proprie decisioni, ma anche dello Statuto comunale, che quest’anno ha compiuto trent’anni e di altri strumenti normativi. Infine, l’applicazione di un sistema di gestione multimediale delle attività, del funzionamento e dell’organizzazione del Consiglio e delle sue articolazioni. Si tratta di un nuovo sistema, completamente digitale, che rinnova del tutto anche il rapporto con i cittadini e la loro informazione su ciò che accada all’interno delle istituzioni. Su questo progetto, da me proposto e confezionato di concerto con l’Assessore all’Innovazione tecnologica Alan Canestrari e i funzionari dell’ufficio informatizzazione dell’ente, ho cominciato a lavorarci poco dopo il mio insediamento e, appena sarà possibile, cominceremo alla realizzazione concreta".

Come si trova nel ruolo super partes di Presidente del Consiglio Comunale?
"Un’esperienza senz’altro nuova, ma interessante, appassionante e direi anche formativa. Nella mia ‘carriera’ politica ho avuto l’opportunità di fare il Sindaco per due mandati, il Consigliere comunale per dodici anni e provinciale per altri dieci anni, il Consigliere dell’Unione dei Comuni e di assaporare anche l’attività e il lavoro al Parlamento europeo per oltre quindici anni. Oggi, francamente, non mi dispiace essere istituzionalmente super partes o primus inter pares e, quindi, di non partecipare in prima persona al dibattito nell’arena della politica. Svolgere il ruolo di arbitro mi sta aiutando a vedere la politica anche da un’altra angolazione. Fare il Presidente del Consiglio significa avere non soltanto un osservatorio privilegiato e speciale, ma anche affinare l’alto senso di responsabilità e di rispetto verso le istituzioni, in generale. Essere Presidente del Consiglio significa pure poggiare le proprie decisioni, tenendo ben presente i doveri e i diritti di ciascun Consigliere e dell’intera Assemblea elettiva, soprattutto nei rapporti con il Sindaco, la Giunta e l’intera città".

Com'è il rapporto con la Vice Presidente, rappresentata da una esponente dell'opposizione?
"Con la Consigliera Margherita Angeletti l’intesa istituzionale è nata fin da subito. Rispetto e stima reciproca. E’ la prima volta, tra l’altro, che il ruolo e la figura del Vice Presidente sono considerati parte integrante della vita istituzionale del Consiglio. Prima non è mai stato così. Coloro che mi hanno preceduto, non hanno mai dato forma e sostanza a tale incarico. Dal giorno del mio insediamento, invece, non soltanto la collega Angeletti è coinvolta in ogni passaggio o processo istituzionale del Consiglio e delle sue articolazioni, ma con Ella vi è un continuo confrontarsi sugli aspetti più importanti dell’Assemblea. A tal punto che è stato allestito, su mia decisione, un ufficio per la Vice Presidenza".

Più in generale, com'è il rapporto in Consiglio tra maggioranza e opposizione?
"Troppo poco tempo è passato dalla fine delle elezioni per dare un giudizio. Comunque sia, non mi permetterei mai di giudicare perché non competerebbe al mio ruolo. Posso dire soltanto che il confronto e il dibattito tra le componenti del Consiglio risentono della naturale contrapposizione, a volte con toni più aspri, ma altre nella convergenza di risultato più assoluta. Il tempo è galantuomo e quindi lascio ad esso e ai cittadini il diritto di giudicare. E’, comunque, un Consiglio ‘giovane’ e la maggior parte dei colleghi Consiglieri sono alla prima esperienza. Ci vuole tempo per apprendere e per conoscere meccanismi, procedure e atti, ma vedo buona volontà e impegno da entrambe le parti. Dopotutto, il fine ultimo non può che essere il bene comune e il miglioramento della res publica. L’unico suggerimento, che mi sento in dovere di offrire, prima a me stesso, e poi ai colleghi Consiglieri, è quello di avere bene in mente la consapevolezza del ruolo, che stiamo ricoprendo, e del compito, che siamo stati chiamati a svolgere. Invito tutti, quindi, sopratutto in qualche circostanza, ad abbassare i toni, a moderare i termini e le modalità del confronto. Altrimenti, si esce dal binario delle regole e del fair play del dibattito, che presuppongono invece rispetto, educazione, lealtà e serietà".






Questo è un articolo pubblicato il 21-06-2021 alle 18:49 sul giornale del 23 giugno 2021 - 614 letture

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