Laboratorio analisi in tilt: code di tre ore per un prelievo. In aggiornamento i totem per le prenotazioni

2' di lettura Senigallia 15/06/2021 - Una attesa di quasi tre ore per effettuare un prelievo. E' ancora protesta per l'attività del Laboratorio Analisi dell'ospedale di Senigallia. La scorsa settimana sul blocco delle prenotazioni era intervenuto anche l'assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini ma ora il problema sono anche le lunghe attese.

Da ieri intanto, per ovviare al problema dell'overbooking delle prenotazioni è iniziato, come annunciato dall'Asur, il resettaggio del sistema di prenotazione tramite i totem. L' overbookig era stato provocato dal fatto che tante persone avevano prenotato più appuntamenti occupando tutti i 50 posti giornalieri fino a fine mese. Contro questo comportamento Saltamartini “non ha escluso il ricorso alle autorità giudiziaria”, e intanto da ieri è iniziato il resettaggio dei totem che d'ora in poi chiederanno la tessera sanitaria degli utenti in modo da evitare doppi o tripli appuntamenti per ciascuno.

Per quanto riguarda le lunghe attese, il problema non sarebbe legato alle prenotazioni (con meno persone che si presentato per via delle false prenotazioni le file dovrebbero scorrere meglio) quando alla mancanza di personale. Negli ultimi mesi la fuoriuscita di tre tecnici di laboratorio ha comportato un progressivo ma continuo rallentamento dell'operatività del laboratorio analisi. Anche su questo aspetto, la direzione dell'Area Vasta 2 ha assicurato la copertura dei tre posti vacanti entro metà luglio. Ieri però la mattinata in attesa delle analisi è stata campale per molti cittadini.

“Questa mattina (ieri ndr) ho vissuto una delle esperienze più brutte ed incredibili della mia vita -racconta un cittadino- alle 7,30 mi presento al Laboratorio Analisi dell'ospedale di Senigallia con un appuntamento prenotato per le ore 7,45. Il prelievo mi è stato effettuato alle ore 10,30. Vorrei descrivere questa mattinata tragicomica ma non saprei da dove iniziare. Pazienti appollaiati sotto ad un gazebo ridicolo, anche per via del distanziamento, e altri costretti a rimanere in piedi per ore sotto il sole. L'infermiere coordinatore, bravissimo, ogni cinque minuti usciva per chiedere il numero della prenotazione ma gli assenti superavano di gran lunga i presenti. Una sola impiegata all’accettazione. Infermieri stanchi e sfiniti da questa incredula modalità lavorativa. Avevano detto che a breve la situazione sarebbe migliorata ed invece è anche peggiorata. Una vergogna”.






Questo è un articolo pubblicato il 15-06-2021 alle 23:55 sul giornale del 16 giugno 2021 - 655 letture

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