La mira di Elia Sdruccioli non si pone limiti: “Mi piacerebbe prendere parte alle Olimpiadi’’

3' di lettura Senigallia 23/04/2021 - Vivere Senigallia prosegue gli incontri con i protagonisti dell’attività sportiva locale. Questa volta abbiamo incontrato Elia Sdruccioli, giovane tiratore (classe ’98) specializzato nello skeet, detentore di alcuni importanti risultati a livello mondiale. Ci racconta il suo percorso, spiegandoci questa curiosa disciplina.

Quando e come nasce la tua passione per il tiro al volo?
''Nel 2010, quando un giorno mio padre mi portò al campo di tiro di Fano per provare un suo nuovo fucile da caccia. Quel giorno provai il fucile e al primo bersaglio che centrai mi esplose un emozione interiore inclassificabile. E da lì fu amore a prima vista! O se si può dire, a prima mira…''.

Qual è l’episodio della tua ancora giovane carriera che ricordi con maggior emozione?
''È in assoluto la vittoria al mondiale che vinsi a Changwon in Corea nel settembre 2018, una gara che non dimenticherò! Per essere stato in quell’occasione ‘’il tiratore italiano sul tetto nel mondo’’. Ogni volta che lo riguardo rivivo le stesse sensazioni e ancora oggi mi fa venire i brividi…''.

Hai vinto lo scorso fine settimana a Plovdiv la gara individuale nello skeet, arrivando poi secondo con la nazionale nella prova a squadre. Oltre a numerosi altri successi. Considerando anche la tua giovane età: ti ritieni soddisfatto del percorso fatto finora?
''Sì, sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti fino a questo momento, anche se nel mio sport si può sempre migliorare e ovviamente punto sempre al meglio. I sacrifici che portano a queste vittorie sono moltissimi, la devozione è altrettanta. Seguo uno stile di vita sano, compensato con la palestra che svolgo con il mio personal trainer Alessandro Frezza. Sono seguito da un nutrizionista, Renato Fortunato, e un allenatore impeccabile come Enzo Moschino, per non dimenticare il mio mental coach Alessandro Stronati''.

Quali sono, secondo te, le caratteristiche che un buon tiratore deve avere? Quali suggerimenti daresti a una persona che si approccia a questa disciplina?
''È uno sport che chiede di imparare a stare da solo e ad avere un autocontrollo fuori da ogni canone. Perché quando per esempio si sbaglia un piattello, non è che ci si può mettersi a urlare o a prendere a calci qualsiasi cosa… Bisogna saper accettare l’errore, saperlo digerire e andare avanti. Un’altra difficoltà è allontanarsi dalla propria famiglia, alla mia tengo tantissimo, a partire da mio padre, mia madre, mia sorella Marianna, la mia compagna Emma e alla piccolissima Anita (mia figlia di 17 mesi). Un buon tiratore deve avere innanzitutto talento e poi tantissima forza di volontà per raggiungere obiettivi, anche perché se non punti a qualcosa non hai stimoli per migliorare. Inoltre devi avere una grande capacità di sopportare la sofferenza, di sacrificarti, perché il mio sport, nonostante sia statico necessita di una preparazione da atleta vero e proprio: quindi tanta fatica e tanto sudore!''.

Obiettivi e ambizioni per il futuro?
''I miei obiettivi sono sicuramente fare bene in questo 2021 e realizzare il mio sogno delle Olimpiadi''.








Questa è un'intervista pubblicata il 23-04-2021 alle 00:02 sul giornale del 24 aprile 2021 - 1155 letture

In questo articolo si parla di sport, intervista, edoardo diamantini

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