L’acquario: primi consigli

2' di lettura Senigallia 22/04/2021 - L’acquariofilia risale a Robert Warington quando nel 1849 installò, nella Hall dei Farmacisti londinesi, un'acquario d'acqua dolce al quale sarà affiancato, nel 1851-52, uno marino per anemoni.

Gli acquari sono dei contenitori più o meno grandi, trasparenti nei quali si allevano e vivono pesci, molluschi, crostacei e piante acquatiche. Possono essere la semplice “palla” con due pesciolini rossi sino a una struttura con sistema di filtraggio. I materiali utilizzati sono il plexiglas o le lastre di vetro. Solitamente il contenitore ha dei filtri, un produttore di calore con termostato e l'illuminazione a timer. Ci sono poi i distributori di cibo automatici o ad anidride carbonica per le piante. Possono essere di acqua dolce o salata, aperti o chiusi: i primi sono più semplici, adatti a far vivere pesci e vegetazione dei fiumi o dei laghi mentre i secondi posso ospitare pesci, per esempio del Mediterraneo o mari tropicali. In quest'ultimo caso impegno, cura e manutenzione saranno maggiori.

Il consiglio migliore, se volete avventurarvi in questo mondo, è quello di affidarsi sempre agli esperti del settore sia per il tipo di contenitore, sia per le specie di pesci e le piante da mettere all’interno. Prima di decidere quale comprare si deve scegliere prima di tutto il posto dove sistemarlo e ovviamente il tipo di acquario e di conseguenza la vasca. Per cominciare può andare bene una vasca da 80-100 litri per metterci dentro solo pochi pesci resistenti ma se volete qualcosa di più, servono almeno 200 litri, una misura standard, nella quale fare vivere vari tipi di pesci. Seguirà poi tutta la preparazione dell'interno del contenitore, dove bisognerà preparare il fondale con ghiaia o sabbia, aggiungere poi le piante e le altre decorazioni e solo alla fine i pesci.






Questo è un articolo pubblicato il 22-04-2021 alle 19:14 sul giornale del 23 aprile 2021 - 131 letture

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