Giorgia Galli (Fidapa BPW Senigallia) sugli stereotipi di genere condivisi dai marchigiani: "Bisogna lavorare su scuola e famiglia"

3' di lettura Senigallia 15/04/2021 - Fanno discutere i risultati del sondaggio di Sigma Consulting promosso tra i marchigiani in base al quale il 43% dei cittadini condividerebbe almeno uno stereotipo di genere. Luoghi comuni, ormai superai dall'evoluzione dei tempi, che però sono ancora radicati nella mente di troppi. Soprattutto quando si parla di steretipi di genere.

Ne abbiamo parlato con Giorgia Galli, presidente della sezione di Senigallia della Fidapa BPW Italy, che da sempre si batte anche per la parità di genere.

Giorgia, il 43% dei marchigiani condivide almeno uno stereotipo sui ruoli di genere. Ti aspettavi questo risultato?
"Non mi stupisco, anche se le statistiche vanno contestualizzate in base all’età, al livello sociale e culturale".

Sulla questione di genere, il pregiudizio più diffuso è che le donne siano più adatte ad occuparsi alle faccende domestiche con ovvie conseguenze sull'attività lavorativa.. Riusciremo a liberarci di questo retaggio millenario?
"In mezzo secolo di femminismo, per quanto ci si illuda di aver conquistato la parità di genere, ancora si sente forte la necessità di fare qualcosa. In questo senso i progressi sono ancora molto lenti, anche se vanno aprendosi interessanti spazi di riflessione sull’importanza di una equa partecipazione ai tavoli decisionali sia in ambito politico che pubblico".

Ancora più gravi sono i pregiudizi circa la violenza sessuale. E' sconcertante che il 30% degli intervistati creda che le donne riescano ad evitare un rapporto sessuale che non vogliono e il 14% ritiene che la violenza sessuale sia provocata dal modo di vestire delle donne. Come si cambiano "queste teste"?
"Veramente sconcertante trovarsi di fronte a queste percentuali. Il recente caso Weinstein e il #MeToo che ne è seguito, ci fanno capire che le sfide che le donne sono chiamate ad affrontare, sono ancora tante, ma si deve reagire alle cose che non funzionano.. Una violenza sessuale inizia dal giudizio estetico e morale sui corpi e sulle scelte delle donne e può concludersi con un femminicidio. Ritengo che per formare gli uomini del futuro bisogna partire dalla famiglia e dalla scuola. L’ ambito educativo può fare molto".

Rispetto agli anni della lotta per l'emancipazione femminile, ritieni che negli ultimi decenni le donne abbiamo smesso di fare sentire la propria voce in maniera incisiva?
"Il radicamento degli stereotipi nei rapporti tra uomini e donne, che vede la donna in una posizione subordinata rispetto agli uomini, è duro da smantellare. Il Sessantotto è troppo lontano per potere condividere i principi e le battaglie delle donne e per beneficiare dei loro diritti fondamentali. La strada da percorrere verso l'integrazione paritaria nei media, nella politica, nell’impresa e anche nello sport è ancora lunga ma, meno oscura di quella attraversata dai nostri nonni".

Da dove si può ripartire per lavorare insieme, uomini e donne, per abbattere pregiudizi che esistono solo nella testa di chi li pensa?
"Insisto, è necessario ricorrere alla prevenzione, procedere sul piano dell’educazione e sulla costruzione di nuovi modelli culturali. Agire su vari livelli di responsabilità, nei luoghi di lavoro e nelle categorie professionali".






Questa è un'intervista pubblicata il 15-04-2021 alle 21:20 sul giornale del 16 aprile 2021 - 1486 letture

In questo articolo si parla di attualità, vivere senigallia, giulia mancinelli, intervista

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