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Crack Banca Marche: in aula sentito De Polis, Vice Capo Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria di Bankitalia

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di Giulia Mancinelli
senigallia@vivere.it


banca marche|

Udienza “pesante” nel processo penale del crack Banca Marche. Per oltre 5 ore è stato interrogato dall’avvocato Corrado Canafoglia, che patrocina oltre 3.000 risparmiatori, Stefano De Polis, Vice Capo Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria di Bankitalia e da ottobre 2015 Responsabile dell’unità di Bankitalia incaricata della risoluzione e gestione delle crisi bancarie.

Il De Polis ha ripercorso tutte le fasi delle ispezioni, ricordando le criticità emerse nell’erogazione dei finanziamenti ai grandi gruppi edili. Ma quando ha iniziato ad affrontare la fase del commissariamento De Polis ha rivelato che a settembre 2013, appena iniziato il commissariamento Bankitalia ha erogato a Banca Marche un prestito E.L.A. (emergency liquidty assistance) per 4 miliardi e 200 milioni di euro. In tal modo ha ammesso che Banca Marche all’inizio del commissariamento non si trovava in stato di insolvenza. Il teste ha riferito altresì che tale finanziamento è stato utilizzato da Banca Marche per saldare un debito che l’istituto marchigiano aveva con BCE. De Polis ha poi ricordato che Bankitalia ha recuperato tale importo ingente da Banca Marche durante il commissariamento, così drenando liquidità ingente da Banca Marche, che a fine 2015 si è trovata così in uno stato di illiquidità e da qui è giunta la risoluzione. Infatti dai complessivi 745 milioni di euro di perdite riferibili ad agosto 2013 accertati prima del commissariamento, si è giunti nel bilancio 2015 ad un totale di 2 miliardi e 372 milioni di perdite totali.

Altro particolare è emerso quando De Polis ha riferito che Banca Marche ha ceduto a REV crediti deteriorati per un ammontare complessivo di 5 miliardi di euro al prezzo di 1,5 miliardi, precisando però che REV non ha anticipato alcuna somma poiché tale prezzo le è stato prestato dalla stessa Banca Marche. Quindi Banca Marche presta a Rev 1,5 miliardo a Rev per comperare 5 miliardi di propri crediti deteriorati. Momenti di tensione ci sono stati allora quando l’avvocato Canafoglia ha chiesto al teste se Bankitalia aveva ravvisato nelle condotte sopra descritte dei commissari da essa nominati ipotesi distrattive di ingenti patrimoni nell’ambito del reato di bancarotta fraudolenta e De Polis si è difeso rispondendo genericamente che Bankitalia è un’istituzione pubblica.

Lo scambio di battute è proseguito con l’avvocato Canafoglia che ha ricordato a De Polis che Bankitalia non è un soggetto pubblico, ma è partecipato dalle banche, ed in particolare dal Intesa San Paolo, maggior azionista dell’Ente di via Nazionale ed il suo compito era quello di tutelare il risparmio e non solo le banche. "Sono state confermate condotte che aprono soluzioni di risarcimento per i risparmiatori truffati di Banca Marche – chiosa l’avvocato Canafoglia – al di fuori delle responsabilità degli attuali imputati". L’udienza è stata rinviata a lunedì 22 marzo per proseguire nell’interrogatorio di De Polis .



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Questo è un articolo pubblicato il 15-03-2021 alle 17:52 sul giornale del 16 marzo 2021 - 1263 letture