TFA sostegno: tre tirocinanti raccontano la loro esperienza al Panzini

4' di lettura Senigallia 06/03/2021 - Tra le numerose attività che si svolgono quotidianamente presso l'Istituto Panzini di Senigallia vi è l'accoglienza degli studenti iscritti al progetto di tirocinio del corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità.

Durante questo anno scolastico sono presenti presso il Panzini numerosi tirocinanti, provenienti da diverse Università del territorio, tra cui l'Università degli Studi di Urbino e quella di Macerata. Abbiamo chiesto a tre di questi studenti di raccontare la propria esperienza, per conoscere una realtà non sempre nota a tutti. Ecco quanto ci ha riferito Paola Donatiello: In seguito all’avvio del percorso di specializzazione su sostegno, intrapreso presso l’Università “Carlo Bo” di Urbino, ho scelto di svolgere l’attività di tirocinio presso I.I.S. Panzini.

L’accoglienza è parte integrante di questo Istituto che può definirsi con certezza “aperto”: aperto ad accogliere e valorizzare ciascuna diversità, aperto alle proposte innovative e sperimentali, aperto al territorio e radicato in esso grazie alla fitta rete di alleanze tessute ed in costruzione. Sinergico e importante il lavoro di équipe finalizzato alla valorizzazione della diversità, mediante un approccio umanistico-fenomenologico per ripensare un collocamento creativo degli attori sociali in situazioni di svantaggio, al fine di favorire l’autodeterminazione e la reale inclusione nell’ottica della democratizzazione dell’intervento educativo finalizzato all’uguaglianza, alla giustizia sociale, alla cittadinanza attiva, contribuendo alla costruzione del progetto di vita di ciascuno.

L’esperienza di tirocinio si sta mostrando altamente qualificante, grazie all’osservazione sul campo, alla sperimentazione, alla ricerca-azione guidata da competenti figure professionali in grado di far crescere umanamente, professionalmente, didatticamente il soggetto che entra nel loro campo d’azione. Altrettanto positiva è la testimonianza di Alessandro Moscatelli, studente presso l'Ateneo di Macerata, che afferma: L’esperienza al Panzini di quest’anno è per me l’esperienza di un ritorno; sono stato in questa scuola quattro anni fa per il mio primo incarico sul sostegno e ora sono tornato in qualità di docente e tirocinante.

La scelta del Panzini non è stata casuale ed è frutto della conoscenza dei processi, delle risorse in termini di laboratori, ma soprattutto del capitale umano, composto da un gruppo numeroso e affiatato di colleghi di lunga esperienza. Nella mia attuale esperienza oltre alle attività di osservazione e affiancamento, connaturate al percorso di tirocinio, è stata concordata, assieme alle Funzioni Strumentali, la realizzazione di un laboratorio artistico che liberi la creatività dei partecipanti in un’ottica inclusiva. Ogni settimana lavoriamo singolarmente e in piccoli gruppi alla creazione di opere collettive che liberino le energie creative di ciascuno e ne migliorino il senso di auto efficacia. Tutti i processi sono resi possibili dalla fattiva collaborazione di un gruppo di docenti che guida e sostiene il progetto permettendo aggiustamenti in itinere e calibrazioni sulle singole necessità degli alunni che vi prendono parte.

Anche Giulia Pagoni, specializzanda per le attività di sostegno presso l’Università degli studi di Macerata, è entusiasta del proprio percorso di tirocinante presso l'Istituto Panzini. Ecco le sue parole: Ho iniziato la mia esperienza di tirocinio a gennaio. Sono molto soddisfatta della mia esperienza, sia perché posso contare su un proficuo e continuo confronto con colleghi (di sostegno e curriculari), sia perché sto imparando molto assistendo alle lezioni in varie classi. Sono rimasta piacevolmente colpita dall’approccio di questo istituto, che mi sembra molto collegato con il territorio. Spesso la scuola ospita incontri con esperti. Cito solo l’ultimo (realizzatosi online a causa della situazione pandemica): l’incontro con i NAS per alcune classi quinte. Una scuola accogliente, dove ogni alunno viene coinvolto seguendo i propri interessi e ciò che meglio sa fare, e dove i docenti formano una vera comunità educante per la crescita degli studenti e di cui mi sono subito sentita parte.Un piccolo esempio di attività in classe: in una classe quinta stanno svolgendo per italiano una attività interessante sulla poesia, noto con piacere che gli alunni vengono coinvolti direttamente.

Ad ogni alunno è stato chiesto di approfondire una poesia, di descriverla nelle tematiche e di legarla ad una immagine a sua scelta. Sempre su questa tematica, la classe sarà protagonista di un interessante progetto che nel corso dell’anno scolastico la vedrà organizzativa parte di un particolare aperitivo, in cui gli studenti saranno chiamati a presentare una poesia secondo il loro punto di vista. Ecco quindi confermata l’immagine di un Istituto da sempre accogliente ed inclusivo, aperto al territorio, alle sperimentazioni, alle innovazioni, un Istituto dove ogni persona è parte attiva e ben integrata nel progetto di crescita e di trasformazione, un Istituto che è parte attiva e trainante di un’intera comunità.








Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 06-03-2021 alle 11:37 sul giornale del 08 marzo 2021 - 515 letture

In questo articolo si parla di scuola, attualità, senigallia, pubbliredazionale, Istituo Alberghiero Panzini

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