Comitato: "Richiesti nuovi posti letto Covid a danno delle prestazioni erogabili per altre patologie"

comitato cittadino per la difesa ospedale di Senigallia 4' di lettura Senigallia 05/03/2021 - Ospedale di Senigallia di nuovo “sotto attacco” della direzione sanitaria ASUR. Pare siano stati richiesti altri 12 posti letto per far fronte all’emergenza COVID. Oltre agli attuali 31 posti letto già assegnati da mesi.

Non importa che l’ospedale di Senigallia non abbia spazi idonei per questa ulteriore richiesta nè che non vi sia personale a sufficienza. E si, perché con personale carente già prima dell’emergenza di un anno fa, non sembra siano state fatte assunzioni sufficienti per essere pronti dopo 1 anno, alla terza ondata. La famosa “terza ondata” prevista da tutti tranne che dai nostri vertici sanitari regionali, evidentemente.

Non importa neanche che a Senigallia “non” vi siano professionalità specialistiche idonee ad affrontare tale emergenza; contrariamente a Jesi infatti, da noi non vi sono nè Pneumologi (a Jesi vi è una UOSD) nè infettivologi.

E il COVID, ormai lo hanno capito anche le pietre, non è certo un “mal d’ossi”, come qualcuno a capo della sanità regionale evidentemente pensa, e pertanto la gestione di tali malati prevede specialisti formati per anni ed anni a gestire tale patologia non certo ortopedici, nefrologi, ginecologi, pediatri, otorinolaringoiatri, gastroenterologi, ecc. utilizzati a man bassa negli scorsi mesi e tutt’ora nei weekend per gestire tali pazienti. E’ bene che la cittadinanza ne venga correttamente informata!

Non importa che la rianimazione/terapia intensiva di Senigallia non abbia locali idonei a gestire tali malati. Non importa neanche che questo ulteriore richiesta di posti letto vedrà un ulteriore calo delle prestazioni erogabili (visite specialistiche, interventi chirurgici, consulenze ecc.) dal nostro nosocomio per altre patologie (perché non esiste solo il COVID) visto che altri medici verranno verosimilmente dirottati nella gestione di questi pazienti. Già l’utilizzo di anestesisti per tali malati ha visto una ulteriore riduzione delle sale operatorie ormai ai minimi termini.

Che fine hanno fatto le assunzioni a tempo indeterminato che l’azienda aveva promesso nei mesi precedenti? Non importa neanche che l’otorinolaringoiatria verrà, pare smantellata nuovamente per ottenere altre due stanze di degenza COVID con il risultato che buona parte delle prestazioni specialistiche dovranno essere rinviate a tempo indefinito e i pazienti, come al solito, dovranno rivolgersi ad altre strutture, magari a Fabriano.

Ah, dimenticavamo Fabriano. Siamo in fase pandemica, pare in emergenza (difficile da credere visto che era preventivabile da più di un anno), “tutti devono fare la loro parte” (e’ il mantra oramai dell’azienda) e Senigallia così come Jesi hanno dato tanto in questo ultimo anno. Bene, ora anziché magari ottenere posti letto COVID anche nella struttura di Fabriano (e’ evidente che gli “ospedali COVID free” sono una baggianata) ciò che chiede la direzione ASUR ancora una volta e’ ulteriore “sacrificio” del nosocomio cittadino così da aggravare ancora di più la situazione già “complicata”, per non dire drammatica, del nostro ospedale, martoriato da anni.

Non dimentichiamo che negli ultimi 5 anni ben 12 reparti clinici (chirurgia generale, oncologia, ortopedia, oculistica, otorinolaringoiatria, radiologia, laboratorio analisi, Fisiatra... senza dimenticare la direzione medica, gli uffici amministrativi, l’ingegneria clinica, le politiche del personale ecc ) hanno perso il loro primario e ben 9 di queste strutture (cliniche/chirurgiche) non lo riavranno mai più perché trasformati in servizi, senza autonomia gestionale, alle dipendenze di Jesi e Fabriano E’ cambiata la giunta regionale ma gli esecutori materiali dello sfacelo precedente sono tutti lì a loro posto ed il piano di smantellamento del nostro ospedale continua imperterrito utilizzando qualsiasi scusa, persino l’emergenza COVID.

Ma ci teniamo a ribadire che l’emergenza era un anno fa e tanto si sarebbe potuto fare in un anno per ovviare a tutto questo ed invece i fatti dimostrano tutt’altro. Una gestione sanitaria totalmente incapace di prevedere, di programmare in tempo, e di utilizzare l’esperienza di quest’ultimo anno per apportare le giuste correzioni ad un piano pandemico regionale ed in particolare di Area vasta 2 totalmente fallimentare. Vogliamo immediatamente lo “spoil system” dei dirigenti!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2021 alle 12:18 sul giornale del 06 marzo 2021 - 751 letture

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