Priorità alla Scuola: "Nel disporre le chiusure si valutino anche gli altri fattori di rischio ambientale"

2' di lettura Senigallia 03/03/2021 - Un passaggio molto importante quello che emerge dal Decreto del Presidente del TAR Marche del 2 marzo, in merito al l'impugnazione da parte di un gruppo di genitori dell’ordinanza regionale n. 6 del 26.02.2021 che riporta le classi degli istituti superiori di secondo grado e la terza media in DAD al 100%.

Il giudice, che respinge l'istanza cautelare urgente per mancato pericolo essendo subentrate nuove ordinanze e il DPCM, afferma però che "la Regione Marche sarà chiamata a rivalutare, alla stregua della nuova disciplina e dell’evolversi dei rilievi epidemiologici, la situazione, dovendo avere presente la necessità di non penalizzare in via prevalente il diritto all’istruzione scolastica in presenza rispetto ad altri concomitanti fattori di rischio ambientale sicuramente maggiormente significativi per le stesse fasce d’età, allo stato non adeguatamente controllati e repressi".

Il giudice riconosce, quindi, quanto diciamo ormai da mesi, ovvero che non si può penalizzare esclusivamente il diritto all’istruzione e la scuola in presenza, quando vi sono altri contesti di contagio, che riguardano anche la fascia di popolazione giovanile, che non sono altrettanto attenzionati. Va da sè che se la Scuola chiude e tutto il resto rimane aperto, le misure di contenimento vanno a penalizzare soltanto gli studenti con tutte le conseguenze sotto il profilo di apprendimento e di rischio psico-fisico che ne consegue. Ciò a fronte del fatto che, in mancanza di screening mirati alla popolazione scolastica laddove si verificano casi, non vi sono certezze che l’aumento dei contagi dipenda dalla Scuola.

Ci sembra rilevante questo passaggio del TAR anche alla luce del nuovo DPCM del 2 marzo 2021 che è peggiorativo dal punto di vista della tutela del diritto all’istruzione: il DPCM infatti lega la chiusura delle Scuole non a dati specifici relativi all’impatto dei contagi nel contesto scolastico, ma a tassi di incidenza che riguardano in generale tutti gli altri contesti, rendendo semplicemente la scuola unico capro espiatorio per l'andamento dei contagi nella società nel suo complesso. Tutto ciò accade mentre il piano vaccinale del Paese resta carente ed è grave che in molte regioni, come nelle Marche, si registri un forte ritardo nella vaccinazione dei docenti e del personale scolastico e degli anziani, misure che garantirebbero le scuole in presenza e in continuità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-03-2021 alle 11:31 sul giornale del 04 marzo 2021 - 170 letture

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