‘’Io non ti lascio solo’’: due ragazzini, molte vicissitudini e una grande amicizia. Parola all’autore Gianluca Antoni

3' di lettura Senigallia 01/03/2021 - Abbiamo intervistato Gianluca Antoni, senigalliese classe 1968, autore dell’interessante opera narrativa ‘’Io non ti lascio solo’’, vincitore del torneo letterario ‘’IoScrittore’’ e il premio Romics. Ci introduce e ci illustra questa avvincente storia.

Vivere Senigallia: Partiamo dai protagonisti di questo racconto: chi sono Filo e Rullo? Quali le vicissitudini che dovranno affrontare?

Gianluca Antoni: Filo e Rullo sono due ragazzini di 12 anni, amici per la pelle, che si trovano ad affrontare un’avventura più grande di loro che li porterà a confrontarsi con il mondo adulto e crescere velocemente. All’insaputa dei genitori, boicottano il campo scout, per andare alla ricerca di Birillo, il cane amato di Filo, perso dal padre qualche mese prima nei boschi. Si ritroveranno in un paesino di montagna, dove si introdurranno nella cascina di Guelfo Tabacci, uno scorbutico montanaro, di cui il paese narra abbia ucciso il figlio di 2 anni. Intrappolati in quella cascina scopriranno delle verità che cambieranno per sempre il corso della loro esistenza.

Vivere Senigallia: Quando e come nasce l’ispirazione per questa particolare e interessante storia?

Gianluca Antoni: Ho cominciato a scrivere questo romanzo con l’idea di raccontare il forte legame di amicizia tra i due protagonisti e il conflitto tra genitori e figli che viene raccontato nel rapporto tra Filo e il padre Paride. In particolare volevo trattare il tema dell’elaborazione del lutto, e di come sia possibile affrontare e superare anche i più grandi dolori a causa della perdita di una persona cara: la madre per Filo, la moglie per Paride, il figlio per Guelfo. Scrivendolo poi mi sono immerso completamente nelle avventure dei suoi protagonisti a cui ho voluto affiancare altri personaggi molto importanti nella storia: Amélie, un bambina tutta pepe e Scacco, il matto del villaggio.

Vivere Senigallia: Qual è secondo te il tema umano di questa avventura?

Gianluca Antoni: Tutti i personaggi, compreso il maresciallo De Benedittis che si trova a indagare sulla scomparsa del figlio di Guelfo Tabacci, devono affrontare delle verità dolorose e per farlo, e trovare una soluzione, devono attingere alla propria umanità. Solo accettando ogni aspetto di sé, i propri limiti e le proprie fragilità è possibile superare il dolore e crescere. Penso che ognuno di noi debba svolgere questo percorso di consapevolezza e conoscenza di sé per poter vivere appieno e affrontare le sfide della vita.

Vivere Senigallia: Perché suggeriresti la lettura di questo libro?

Gianluca Antoni: Non spetta me a dirlo ma da quanto emerge da chi lo ha letto è un romanzo che ti cattura, si legge tutto d’un fiato e ti fa emozionare. Oltre a questo, suggerirei la lettura perché penso sia un romanzo che possa far riflettere e in qualche modo possa aiutare ad affrontare i propri vissuti emotivi. È adatto per lettori di tutte le età: dai ragazzini che si possono identificare in Filo e Rullo, agli adulti che possono cogliere il significato metaforico che si cela dietro al racconto.

Vivere Senigallia: Obiettivi ed ambizioni per il futuro?

Gianluca Antoni: Mi piacerebbe poter continuare a scrivere storie che tocchino il cuore del lettore e suscitino emozioni che lo accompagnino a lungo.






Questa è un'intervista pubblicata il 01-03-2021 alle 23:59 sul giornale del 03 marzo 2021 - 980 letture

In questo articolo si parla di cultura, intervista, edoardo diamantini

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