Caritas: "Operatoris socio-sanitari in prima linea, non vanno dimenticati nelle vaccinazioni"

2' di lettura Senigallia 02/03/2021 - Nella corsa alla campagna vaccinale non vanno dimenticati gli operatori socio-sanitari e intanto aumentano le richieste di ospitalità nei Covid-Hotel. I contagi non si fermano e anzi prolificano sempre di più proprio in ambito familiare e sempre di più coinvolgono anche i bambini.

L'impennata dei contagi da Covid19 ripropone con forza il tema delle riaperture delle strutture che fino a gennaio hanno ospitato i pazienti paucisintomatici che non potevano effettuare un adeguato isolamento domiciliare. La Regione dal 1 febbraio ha chiuso due Covid Hotel su tre, tra cui quello di Senigallia, ma ora molti ne chiedono la riapertura. La Caritas, che ha gestito la struttura fin dalla prima ondata pandemica, resta a disposizione precisando però che “la decisione non spetta a lei”.

“Le richieste di ospitalità al Covid Hotel continuano ad arrivare ma ovviamente noi le indirizziamo verso la sola struttura ora aperta nelle Marche -spiega il responsabile della Caritas Giovanni Bomprezzi- quello che ci sta a cuore è che vengano date risposte ai bisogni di chi sta male, poi sulle riaperture del Covid Hotel non siamo noi a decidere anche se, come sempre, ci siamo”. Dalla Caritas arriva anche la richiesta di non dimenticare gli operatori socio-sanitari nella campagna di vaccinazione. Loro che sono ogni giorno a stretto contatto anche con il virus. Emblematico quanto accaduta l'altra sera.

“Una mamma incinta da noi accolta, con un bambino di 2 anni e mezzo, si sente male, ha i sintomi del Covid, compresa una crisi respiratoria. Arriva l'ambulanza e la porta in ospedale. Le fanno il tampone che risulta positivo -racconta Bomprezzi-. L'operatrice di turno non ci pensa due volte a entrare in casa per accudire il figlio piccolo rimasto solo. Purtroppo però la nostra operatrice, come gli altri operatori sociali, non è vaccinata. Questo è solo un esempio, che vale per tante altre realtà, come i centri di accoglienza. Mi sento di rivolgere un appello affinchè gli operatori socio-sanitari siano inseriti nelle categorie cui spetterà, a stretto giro, la somministrazione dei vaccini perchè sono in prima linea ogni giorno e ogni giorni rischiano il contagio anche se vengono sempre prese tutte le necessarie cautele”.






Questo è un articolo pubblicato il 02-03-2021 alle 21:53 sul giornale del 03 marzo 2021 - 347 letture

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