Italia Nostra, Confluenze, Gsa, "Le bacheche delle associazioni, uno spazio indispensabile per la comunicazione"

2' di lettura Senigallia 26/02/2021 - Il recente intervento dell’assessore Campagnolo sui giornali on line in merito alla questione delle bacheche, per quanto apprezzabile per l’interesse espresso per il miglioramento del decoro urbano, rende necessaria una precisazione da parte delle Associazioni ambientaliste che hanno posto il problema in termini diversi. Infatti “Italia Nostra”, “Confluenze” e “Gruppo Società e ambiente” condividono l’intento di mettere un limite al disordinato proliferare delle bacheche nel Centro Storico e regolamentarne forme e misure attraverso soluzioni più razionali e decorose, ma non sono d’accordo con l’idea di eliminarle totalmente e privare le istituzioni che operano nel sociale di un importante e insostituibile strumento di comunicazione.

Gli spazi informativi fissi rappresentati dalle bacheche e dagli espositori in genere sono sempre esistiti e hanno sempre costituito un mezzo indispensabile per segnalare la presenza operativa delle associazioni nella società cittadina e richiamare l’attenzione dei cittadini stessi su iniziative di lunga durata. La soluzione dei totem multimediali proposta come alternativa risulta macchinosa e non assolve al compito per cui è stata pensata.

Chi ne ha fatto esperienza ha constatato che non presenta facilità di accesso, richiede procedure di accreditamento troppo complicate e non c'è certezza che il messaggio inviato venga pubblicato. Il fatto stesso che ormai i totem ospitano solo messaggi pubblicitari dimostra come non si prestano per altri tipi di comunicazione, soprattutto per gli eventi programmati dalle Associazioni, la cui comunicazione per essere efficace ha necessità di essere immediatamente accessibile e soprattutto di restare in evidenza e a disposizione del cittadino per un periodo che va da una settimana ad un mese. Invece tutte le forme di comunicazione digitale, compresi i social e la stampa on line, oltre al limite di raggiungere solo una parte dei potenziali interessati, non sono visibili con immediatezza, restano consultabili per un breve periodo e per essere consultate presuppongono già la conoscenza dell’evento in questione. Ma come si fa a cercare ciò che non si conosce?

Quindi va benissimo un progetto di sostituzione delle vecchie bacheche secondo un modello più decoroso e conforme agli standard usati per i Centri Storici. Va bene l’assegnazione di spazi prestabiliti che non entrino in conflitto con la scenografia urbana. Ma ci pare inopportuno scatenare una specie di lotta iconoclastica contro tutti gli spazi informativi nel Centro Storico (e ve ne sono ben peggiori delle bacheche), dal momento che per superare il problema dell’eccessivo proliferare di espositori basterebbe contenerne il numero, assegnando uno spazio espositivo autogestito di adeguate dimensioni ogni tre o quattro associazioni affini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-02-2021 alle 09:43 sul giornale del 27 febbraio 2021 - 283 letture

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