Montemarciano: bilancio partecipato, FIAB Vallesina propone due progetti per una città più sostenibile

5' di lettura 24/02/2021 - Ogni giorno in Italia avvengono cinque milioni di spostamenti in auto per accompagnare i bambini a scuola, nonostante l’86% dei ragazzi abiti a meno di un quarto d’ora dagli edifici scolastici. Secondo un’analisi del Consiglio nazionale per la ricerche, i bambini italiani che vanno a scuola da soli, senza l’accompagnamento di mamma e papà, sono appena il 16 per cento del totale.

Mentre in Olanda il 50% dei bambini va a scuola in bicicletta, in Gran Bretagna, questa percentuale sale a quasi l’80 per cento, in Italia sono meno del 9%, malgrado sia in assoluto il loro mezzo preferito! Ovviamente, all’estero il fenomeno è favorito da piste ciclabili sicure e attrezzate e dalle corsie ciclabili. Poter andare a scuola da solo, in bici o a piedi, non è solo la giusta risposta alla sostenibilità ambientale ma è anche il diritto dei bambini/adolescenti di esercitare la loro cittadinanza. Riteniamo che non sia più tollerabile una città, un paese che non consenta ai propri “cittadini in crescita” di potersi muovere in autonomia per raggiungere i luoghi della socialità, dello sport o dell’educazione.

Luoghi come i parchi, i centri di aggregazione, le palestre, i campi sportivi o la scuola sono i luoghi della crescita e sono i luoghi che la comunità mette a loro disposizione. Non è accettabile che non possano raggiungerli senza necessariamente essere accompagnati. Praticare una graduale autonomia ha ricadute imprescindibili sulla loro crescita e su un adeguato sviluppo della loro personalità: sperimentare i propri limiti, riconoscere quelli degli altri, assumersi responsabilità li aiuta a migliorarsi e a sentirsi meno vulnerabili e più sicuri di se prevenendo i rischi e i danni dell’iper protezione, e dunque della scarsa autonomia dei figli rispetto ai genitori. In ultimo e non ultimo evitare che i nostri ragazzi, una volta raggiunta l’età prevista dalla legge, si ritrovano a ricevere un motorino o una macchina senza avere mai sperimentato l’autonomia di gestire un mezzo di trasporto, e la relativa responsabilità, negli spostamenti.

Quello che invitiamo a fare con questa proposta è di ampliare queste scelte e di connetterle per inserirle in uno scenario più ampio e strutturato che è appunto quello di realizzare una città sempre più a misura dei cittadini più piccoli, dei bambini/e e adolescenti. Una città che rispetta i suoi cittadini più piccoli, una città a misura dei bambini e delle bambine è una città migliore anche per gli adulti. STRADE SCOLASTICHE È una strada (o un piazzale) in prossimità di una scuola in cui viene bloccato (temporaneamente o in modo permanente) il traffico degli autoveicoli in modo che tutti possano raggiungere la scuola in sicurezza. Il transito viene consentito a pedoni, bici, mezzi per il trasporto dei disabili e scuolabus. Il Decreto Semplificazioni ha modificato il Codice della Strada introducendo nell'art 3 finalmente al comma 58bis le strade scolastiche.

La Polizia Locale e i volontari della scuola posizionano le transenne negli orari di chiusura della strada e le rimuovono al termine. L’iniziativa per essere efficace, dovrebbe affiancarsi a interventi quali la costruzione di percorsi protetti casa-scuola, la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali in prossimità delle scuole, la promozione di Bicibus e Pedibus, l’implementazione dello scuolabus, giochi e concorsi per premiare chi si reca a scuola con mezzi sostenibili. Secondo l’Unicef, una città amica dei bambini dovrebbe rispettare il loro diritto di camminare sicuri per la strada, e vivere in un ambiente non inquinato (punti 7 e 10).

Altre motivazioni importanti:
1- Per creare un ambiente sicuro e favorire l'autonomia dei bambini: i livelli di autonomia negli spostamenti quotidiani dei bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni sono tra i più bassi a livello internazionale. I pedagogisti, gli psicologi e i pediatri sono concordi nel dire che bambini hanno un naturale bisogno di incrementare i propri margini di autonomia. Se non viene soddisfatto nei tempi giusti, ciò influisce negativamente sullo sviluppo della capacità di orientamento e di socializzazione e sulla costruzione della fiducia nelle proprie capacità.
2- per incentivare modalità attive come l’andare in bici o il camminare, per incentivare il gioco libero, la socializzazione, per orientare le scelte dei cittadini verso mezzi più sostenibili.
3- per la salute dei bambini: davanti alle scuole i tassi di inquinamento sono molto alti: biossido di azoto (prodotto principalmente dai motori diesel), polveri sottili, e altri inquinanti, provocati dal gas di scarico ma anche dall’attrito delle ruote sull’asfalto, e questo aumenta la probabilità di asma, problemi respiratori, disturbi cognitivi e altre malattie. Isole pedonali, anche se provvisorie possono contribuire ad abbassare il livello di inquinanti che i bambini respirano all’entrata e all’uscita dalla scuola. Non è poi vero che dentro le auto non si respira smog. Anzi, è vero il contrario: dentro gli abitacoli ci sono concentrazioni di inquinanti più elevate che all’aria aperta (ISPRA, Qualità dell’aria nelle scuole).
4- per la loro sicurezza: gli assembramenti di auto davanti alle scuole sono molto pericolosi, limitano la visuale, spesso le auto occupano corsie ciclabili, pedonali o addirittura le strisce pedonali, facendo manovre pericolose come la retromarcia, tra bambini che si muovono. In generale, gli incidenti stradali sono tra le principali cause di morte per i bambini tra 5 e 14 anni nel mondo (OMS). In Italia ogni giorno circa 30 bambini sono feriti, mentre ogni 8 giorni muore un bambino, per incidenti stradali (dati Istat anno 2017). I pediatri sono molto chiari: chiedono “mai più auto davanti alle scuole, senza se e senza ma, partendo dal presupposto che gli incidenti non sono una fatalità”.(ACP 2012)
5- per il clima: il settore dei trasporti (soprattutto su strada) contribuisce a circa un quarto delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera. Creare aree pedonali è un (piccolo) atto di giustizia verso il clima e verso il futuro delle nuove generazioni.
6- Perché, semplicemente, vogliamo che i bambini siano sicuri di correre, pedalare e giocare, almeno davanti alla scuola.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2021 alle 12:10 sul giornale del 25 febbraio 2021 - 294 letture

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