Lavoro: effetto-covid19 sulle assenze per malattia nell'ultimo trimestre 2020

2' di lettura Senigallia 23/02/2021 - La seconda ondata di Covid ha avuto ripercussioni pesanti sulle assenze per malattia dei lavoratori pubblici e privati negli ultimi tre mesi del 2020. 

Nel quarto trimestre 2020 - secondo l'Inps nell'Osservatorio Polo unico di tutela della malattia - sono pervenuti all’Istituto di previdenza 7.155.050 certificati di malattia contro i 5.864.193 dello stesso periodo del 2019, con una crescita del 22%. L’incidenza di quelli dal settore privato è pari al 77%, (il 74,8% l'anno precedente).

Spiega l'Istituto: "L’incremento è probabilmente dovuto alla seconda ondata dell’epidemia da Covid-19, la cui impennata dei contagi a partire dal mese di ottobre 2020, con tutte le attività aperte, può aver determinato un maggiore ricorso alla malattia dei lavoratori pubblici e privati".

l'Inps registra, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un aumento più accentuato per il settore privato (+25,6%) rispetto a quello pubblico (+11,2%), con una differenza più netta nelle regioni centrali (+15,1% vs +5,0%) e soprattutto nel meridione (+31,2% vs 1,2%), mentre la differenza tra i due comparti è quasi nulla al Nord (27,6% vs 25,4%).

Si evidenziano, inoltre, differenze di genere più evidenti nel comparto privato (+28,7% per gli uomini e +21,9% per le donne) rispetto a quelle del comparto pubblico (+12,6% per gli uomini e +10,7% per le donne).

Nel quarto trimestre 2020, per quello che concerne l’attività di verifica ispettiva dello stato di malattia, si registra una diminuzione del numero di visite fiscali pari al -16,1% rispetto allo stesso periodo del 2019, più consistente per il settore pubblico (-53,7%) in ragione del forte cambiamento della situazione lavorativa a causa delle misure adottate per il contenimento della pandemia, in particolare per il ricorso allo smart working.

Nel settore privato, si registra invece un aumento del +24,7%, in quanto per tale settore è stato possibile mantenere un’intensa attività ispettiva grazie alle importanti misure di sicurezza attuate per gli accessi a visita e ad un budget di spesa straordinario incrementato anche dai risparmi dovuti alla sospensione dell’attività di verifica avvenuta tra il 9 marzo e il 10 agosto.

Il Nord è l’area che rappresenta la variazione più bassa del numero di visite effettuate nel settore privato (2,6% rispetto al 29,3% del Centro e al 56,2% del Sud).

Il tasso di idoneità al lavoro rispetto alle visite effettuate, si riduce per le visite disposte dal datore di lavoro che passano da un indice di 28 a 12,6 (ogni 100 visite) per i lavoratori assicurati del settore privato, e da 36,6 a 23,2 per i lavoratori pubblici del Polo unico.






Questo è un articolo pubblicato il 23-02-2021 alle 12:56 sul giornale del 24 febbraio 2021 - 157 letture

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