1 anno di pandemia; agroalimentare e ristorazione: cibi e vino invenduti per un valore di 11,5 miliardi

2' di lettura Senigallia 23/02/2021 - Il tracollo economico delle attività di ristorazione (trattorie, ristoranti, bar, pub, pizzerie e agriturismi), ha fatto a pezzi interi settori dell'agroalimentare italiano con vino e cibi invenduti per un valore stimato in 11,5 miliardi da inizio pandemia.

Questo è quanto scaturito dal Consiglio nazionale della Coldiretti (a cui ha partecipato il Ministro delle politiche Agricole Stefano Patuanell), analizzando il primo bilancio dell'impatto sulla filiera agroalimentare delle chiusure a singhiozzo della ristorazione a un anno dall'inizio della pandemia.

"Si stima che 300 milioni di chili di carne bovina, 250 milioni di chili di pesce e frutti di mare e circa 200 milioni di bottiglie di vino - sottolinea la Coldiretti - non siano mai arrivati nell'ultimo anno sulle tavole dei locali costretti ad un logorante stop and go senza la possibilità di programmare gli acquisti anche per prodotti fortemente deperibili. Numeri dietro i quali - spiega la Coldiretti - ci sono decine di migliaia di agricoltori, allevatori, pescatori, viticoltori e casari che soffrono insieme ai ristoratori. Chiusure forzate, limitazioni negli orari di apertura, divieti agli spostamenti, drastico calo delle presenze turistiche e la diffusione capillare dello smart working hanno devastato i bilanci dei servizi di ristorazione e tagliato drammaticamente i livelli occupazionali ma le conseguenze si fanno anche sentire direttamente sui fornitori".

"In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo, la ristorazione - precisa la Coldiretti - rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato ma ad essere stati più colpiti sono i prodotti di alta gamma dal vino ai salumi, dai formaggi fino ai tartufi. Anche alla luce dell'avanzare della campagna di vaccinazione sarebbe importante consentire le aperture serali che valgono quasi l'80% del fatturato dei locali della ristorazione, che, con l'arrivo del bel tempo, - sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - le chiusure favoriscono paradossalmente gli assembramenti all'aperto sulle strade, nelle piazze e sul lungomare. Nei locali della ristorazione sono state invece adottate importanti misure di sicurezza, quali - conclude il presidente - il distanziamento dei posti a sedere facilmente verificabile, il numero strettamente limitato e controllabile di accessi, la registrazione dei nominativi di ogni singolo cliente ammesso".

"Nell'attività di ristorazione - evidenzia la Coldiretti - sono coinvolti circa 360mila tra bar, mense, ristoranti e agriturismi nella Penisola ma le difficoltà si trasferiscono a cascata sulle 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro. Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi pari al 25% del Pil nazionale ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e varietà a livello internazionale".






Questo è un articolo pubblicato il 23-02-2021 alle 16:10 sul giornale del 24 febbraio 2021 - 155 letture

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