Covid e psiche: ne usciremo più fragili?

3' di lettura Senigallia 23/02/2021 - "Andrà tutto bene", ci dicevamo dai balconi un anno fa. In effetti, non è andato tutto bene: quando anche non avessimo perso, a causa della pandemia ma anche per circostanze a essa correlate, persone a noi care, senza poterle seguire a dovere, ecco che questo rintanarci in casa senza poter avere dei contatti normali con chi ci è più caro ci ha davvero minato.

Non solo questo, però: guardare agli altri come possibili vettori di un virus ci ha resi diffidenti, sempre all'erta, sospettosi di ogni loro movimento, brusco o meno che sia.
Di certo, questo non è il modo in cui desideriamo vivere. Possiamo aver messo in atto tanti stratagemmi per sopravvivere a questa situazione, non ultimo il cinismo: "Stavo sul divano a guardare Netflix da sol* ben prima che questa pandemia avesse inizio" è una frase che in tanti abbiamo letto o sentito, forse l'abbiamo pronunciata noi stessi, comunque consapevoli che non fare qualcosa per scelta e non poterla fare per obbligo siano cose diverse. "Il cinismo è illuminazione", diceva qualcuno, e forse è una frase che potete anche trovare su Frasipedia. Siamo però convinti che ne potretse trovare altre, ben più motivanti e utili per farsi forza in questo momento di profonda angoscia che, bene o male, attanaglia tutti. E non solo nel nostro Paese: forse, proprio il fatto che questa pandemia sia una questione globale la rende profondamente umana. Ma anche profondamente disumana.

Quali strumenti possiamo avere per trovare un po' di sollievo in mezzo a questo mare di fragilità? Proviamo a indagarle nelle prossime righe, concentrandoci su una che potrebbe sbaragliare tutte le altre.

LA FRAGILITÀ IN TEMPO DI PANDEMIA: QUALCHE STRUMENTO PER RENDERCI PIU' FORTI

Probabilmente non vi stupirà questo consiglio, ma è il migliore sulla piazza: affidarci a dei professionisti che possano aiutarci a superare l'"Ansia da pandemia e demotivazione". Psicologi che possano seguirci in un percorso di rafforzamento sistemico e aiutarci a stare un po' meglio, con noi stessi e con gli altri. Vi sono anche moltissime possibilità online, qualora non ci sentissimo pronti (o proprio non potessimo) uscire dal guscio di casa nostra. Abbiamo bisogno di uno spazio che ci tuteli e insieme ci dia un sostegno per vivere anche al di fuori da quello spazio.

Ovviamente sappiamo bene che questo genere di terapie sono molto costose, almeno di norma; ci sono però servizi, messi a disposizione dal sistema sanitario, che potrebbero fare al caso nostro, anche online: prezzi bassi e calmierati che possano essere accessibili, se non proprio a tutti (i tempi sono difficili, ci rendiamo conto), almeno a molti. Certamente molti di più rispetto a quegli onorari che spesso i medici psicologi hanno.

No, non stiamo attaccando dei professionisti per il loro tariffario, anche perché si tratta di una disciplina che ha richiesto loro moltissimi anni di studio e ancora richiede loro di essere costantemente aggiornati. È vero anche, però, che se questo genere di percorso non è accessibile anche a chi, pur avendone un disperato bisogno, non può permetterselo, ecco che vivremo sempre in una società poco equilibrata, perché "nessun uomo è un'isola" e il nostro benessere dipende anche dal benessere di chi ci circonda.

Speriamo di avervi dato un consiglio che possa avere senso: non pensate che le difficoltà mentali siano sciocchezze per deboli, non è mai stato così né mai lo sarà. Si tratta di un pregiudizio duro a morire, difficilissimo da sradicare, ma la normalizzazione, in prima istanza, passa da noi.






Questo è un articolo pubblicato il 23-02-2021 alle 16:02 sul giornale del 23 febbraio 2021 - 54 letture

In questo articolo si parla di redazione

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bPvu





logoEV
logoEV
logoEV