Trecastelli: allevamento sequestrato, Associazione Amici Animali, "Chi di dovere intervega presto"

2' di lettura 21/02/2021 - Sabato mattina siamo andati a fare una visita nell’allevamento di Trecastelli (AN) sequestrato oltre un mese fa e a cui abbiamo fornito finora 1.500,00 euro di crocchette per evitare che i cani soffrissero la fame.

La situazione non è cambiata di una virgola da allora, anzi possiamo sicuramente dire che, se possibile, è peggiorata a causa delle continue nascite di cuccioli, di cui molti positivi al batterio della Brucella canis, che si susseguono a causa della mancata sterilizzazione.

Nell’allevamento ormai manca di tutto, dalle crocchette ai prodotti per la pulizia, dai disinfettanti alla carta utilizzata come lettiera nei trasportini impilati l’uno sopra l’altro. La situazione per quanto riguarda la pulizia dei box esterni è ancora buona ma ormai le condizioni dei cani detenuti dentro la casa sono diventate inaccettabili, almeno per quanto riguarda le condizioni di detenzione.

Non riusciamo a capire che cosa stanno aspettando l’ASUR, il Ministero della Salute e la Regione Marche a procedere allo spostamento almeno di una parte dei cani in altra struttura, per poi procedere alle sterilizzazioni, ai test e quindi alle adozioni. Decongestionare l’allevamento è ormai diventato non solo urgente ma anche moralmente non procrastinabile, in un Paese in cui la detenzione incompatibile degli animali d’affezione è un reato che deve essere al più presto interrotto. E in questo momento non ci sembra che i soggetti che avrebbero dovuto provvedere alla soluzione di un così grave problema si stiano muovendo con la necessaria determinazione e rapidità.

Non riusciamo a capire perché ancora non si sia individuata una struttura per trasferire i cani, dopo che era stata proposta una semplice soluzione utilizzando i container già messi a disposizione dalla Protezione Civile della Regione Marche. Noi continueremo ad assicurare crocchette per i prossimi mesi, ed ora anche materiale di pulizia e sanificazione utilizzando le generose risorse messe a disposizione dai donatori, ma il nostro non può essere interpretato come un dovere che prosegue a tempo indeterminato. Le nostre risorse e la nostra pazienza non sono infinite e si stanno esaurendo in fretta.








Questo è un articolo pubblicato il 21-02-2021 alle 10:14 sul giornale del 22 febbraio 2021 - 1094 letture

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