#ioapro: dopo le multe ristoratori e clienti pronti ai ricorsi

3' di lettura Senigallia 23/01/2021 - "Una battaglia di disobbedienza civile" così ha definito l'avvocato Roberto Paradisi la decisione di difendere i ristoratori sanzionati dopo l'iniziativa #ioapro. Le chiusure dei locali, sarebbero state imposte con atti amministrativi che, sono giudicate incostituzionali.

La protesta, promossa a livello nazionale, aveva visto lo scorso venerdì 15 gennaio, alcune centinaia di ristoratori che avevano tenuto aperto i propri locali in segno di protesta contro le chiusure imposte dai decreti sicurezza. Una protesta a cui sono seguite multe per ristoratori e clienti e ordinanze di chiusura. Ora però chi ha ricevuto la sanzione ha deciso di ribellarsi.

Nel senigalliese aveva aderito alla protesta Massimiliano Mancini, titolare del ristorante Statale 16 alla Lanterna, a Marzocca. Circa 25 i commensali seduti ai tavoli e che sono stati poi sanzionati a seguito del blitz delle forze dell'ordine.

A fianco dei ristoratori ha deciso di porsi l'avvocato Roberto Paradisi, pronto a coordinare un pool di avvocati. "Con il Covid 19 bisogna convivere - afferma l'avvocato - Non è un'influenza, come sostiene qualcuno. Ma chi non è garantito, come le partite Iva sta vivendo una situazione drammatica che va avanti da quasi un anno. Per questo ho deciso di difendere gratuitamente i ristoratori e i multati. Si tratta di una battaglia di disobbedienza civile e legale. Accanto a noi ACU (Associazione Consumatori e Utenti) e il Comitato "Ora Basta Italia". Ci troviamo di fronte ad una azione di governo che limita la libertà dei cittadini, con restrizione dei diritti costituzionali. Nella scelta delle chiusure non c'è una logica: a pranzo il locale può restare aperto a cena no, oltre alla disparità di trattamento e ai ristori ridicoli. Oggi si parte in questa battaglia dalle Marche, andiamo avanti senza paura."

"Ho deciso di aprire perché ci hanno "indottrinato" a certe regole che minano la libertà delle persone - spiega Massimiliano Mancini - lo stato continua a chiedere i soldi tra bollette, affitto, spese. I ristori non sono sufficienti e il rischio è quello di fallire. Non è una situazione accettabile".

"Da sempre siamo vicini alle battaglie delle partite Iva - spiega Marco Gambini Rossano di ACU - che ora sono abbandonate a sé stesse. Non comprendiamo l'uilità di queste misure totalmente arbitrarie. Ai ristoratori è impedito di lavorare, ma le imposte restano da pagare".

"Ora basta Italia - spiega Beatrice Marinelli referente dell'associazione - è nata da una manifestazione del 27 ottobre a Civitanova. La nostra è obbienza costituzionale. Siamo a fianco dei cittadini, contro provvedimenti illegittimi e incostituzionali. I ristoratori dopo essere stati costretti a fare investimenti di tasca propria, ora sono chiusi. Queste scelte non sono tecniche ma politiche".

Attualmente oltre al ristorante Statale 16 alla Lanterna, a Marzocca, anche il ristorante Villa Bianca di Montegranaro ha aderito alla protesta. Non si esclude che ad aderire alla protesta altre attività, tra cui palestre, attività legate a spettacoli e intrattenimento.








Questo è un articolo pubblicato il 23-01-2021 alle 19:41 sul giornale del 25 gennaio 2021 - 2780 letture

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