Rintocco di Pace: entra in vigore il Trattato ONU sulla proibizione delle armi nucleari

4' di lettura Senigallia 20/01/2021 - Venerdì 22 gennaio 2021 sarà una data da celebrare per le donne e gli uomini di Pace: entrerà infatti in vigore, dopo la ratifica di 50 Paesi, il Trattato ONU sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW).

Un risultato storico, ottenuto con una campagna della società civile partita dal basso, denominata ICAN - International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, che nel 2017 ha ricevuto il significativo riconoscimento del Premio Nobel per la Pace, grazie “al suo impegno a portare l’attenzione alle conseguenze umanitarie catastrofiche di qualunque uso delle armi nucleari e per i suoi straordinari sforzi per ottenere un trattato che metta al bando queste armi”. Per la prima volta, la maggioranza dei Paesi ONU, tra i quali purtroppo non figura l’Italia, ha espresso la volontà di eliminare tutte le armi nucleari, considerando immorale il loro possesso. La mobilitazione di ICAN, di cui fanno parte quasi 600 organizzazioni di oltre 100 paesi in tutti i Continenti, ha portato nel marzo 2017 la maggioranza delle nazioni del mondo a lavorare su un trattato e alla sua approvazione da parte di 122 Stati nel luglio successivo: un risultato straordinario dopo due decenni di paralisi nei negoziati multilaterali sul disarmo.

Il nuovo accordo infatti riempie un rilevante vuoto nella normativa internazionale: proibisce agli Stati di sviluppare, testare, produrre, realizzare, trasferire, possedere, immagazzinare, usare o minacciare di usare gli armamenti nucleari, o anche permettere alle testate di stazionare sul proprio territorio. Inoltre, impedisce loro di assistere, incoraggiare o indurre altri Paesi ad essere coinvolti in tali attività proibite. Le Nazioni che possiedono armamenti nucleari devono, a seguito dell’adesione al Trattato, impegnarsi a distruggere i propri arsenali in accordo con un piano definito nel tempo e legalmente vincolante. Le Nazioni che ospitano armi nucleari alleate sul proprio territorio dovranno rimuoverle entro una data limite stabilita. Il Trattato obbliga gli Stati che lo hanno sottoscritto a fornire assistenza a coloro che hanno sofferto come risultato dell’uso e del test di armamenti nucleari, prendendo misure utili a risanare i territori contaminati. Questo nuovo strumento legale offre dunque una potente alternativa ad un mondo in cui si permette alle minacce delle armi di distruzione di massa di prevalere e fornisce un percorso positivo in un momento di allarmante crisi globale: mai come in questo tempo di pandemia appare evidente che occorre perseguire la sicurezza umana e non quella militare.

È vero che l’illegalità delle armi nucleari non è al momento vincolante per quegli Stati che non hanno aderito al TPNW, ma anche una norma che non sia vincolante per legge riesce a volte ad esercitare un forte potere dissuasivo. Gli Stati Uniti non hanno mai aderito alla Convenzione di Ottawa contro le mine antipersona ma hanno di fatto smesso di dispiegarle: questo esempio dimostra il potere fortissimo della condanna morale dell’opinione pubblica e nei prossimi anni sarà quindi necessario allargare il consenso nei confronti del Trattato a tutti i livelli. Testimone di questo impegno nel nostro Paese è l’attivista di ICAN Lisa Clark, che nel 2018 è venuta a Senigallia per promuovere la campagna Italia, ripensaci volta a ottenere l’adesione del governo italiano al Trattato ONU, per arrivare allo smantellamento delle testate atomiche oggi presenti sul nostro territorio. A questa campagna nel 2018 ha aderito anche il Comune di Senigallia che fa parte della rete Mayors for Peace, fondata dal sindaco di Hiroshima nel 1982. La Scuola di Pace “Vincenzo Buccelletti” del Comune di Senigallia, in linea con tante altre città del mondo che fanno parte della rete Mayors for Peace, ha invitato quanti riconoscono il valore della Pace e rifiutano la logica delle armi, comprese le comunità religiose presenti in città, a dare il benvenuto al Trattato ONU.

L’invito è stato volentieri accolto dalla Diocesi di Senigallia, dalla sezione di Senigallia della Comunità Ebraica di Ancona e dal Centro culturale islamico di Senigallia “Al Noor”, che promuoveranno preghiere di ringraziamento. Come gesto simbolico di accoglienza da parte della città, alle ore 18 di venerdì 22 gennaio le campane della Diocesi di Senigallia suoneranno a festa. Sarà un Rintocco di Pace. Nello stesso istante una delegazione della Scuola esporrà la bandiera della Pace in Piazza Roma.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-01-2021 alle 10:25 sul giornale del 21 gennaio 2021 - 381 letture

In questo articolo si parla di attualità, Scuola di pace V. Buccelletti, comunicato stampa

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