Protesta #ioapro: non tutti i ristoratori erano "illegali". A Belvedere niente multe per "La Collina dei Cavalieri"

2' di lettura Senigallia 16/01/2021 - Non tutti i ristoratori che hanno aderito venerdì sera alla manifestazione di protesta #ioapro e che hanno tenuto aperto il ristorante a cena per i clienti sono stati multati. Ed ecco perchè.

A Senigallia le forze dell'ordine hanno interrotto la cena "illegale" organizzata dal ristorante "La Lanterna blu" di Marzocca, elevando multe al ristoratore e anche ai clienti e disponendo la chiusura del locale per 4 giorni. E' andata invece diversamente al ristorante "La collina dei Cavalieri di Belvedere Ostrense". Anche in questo la titolare aveva preannunciato sui social di aderire all'iniziativa di protesta per lei le cose sono andate diversamente. Il locale infatti oltre ad essere ristorante è anche agriturismo e dunque, al pari di alberghi e hotel, può serviere regolarmente la cena ai clienti che pernottano. Per venerdì infatti, tutti i clienti che sono stati controllati dai Carabinieri risultavano essere stati anche regolarmente registrati come ospiti dell'agriturismo. Dunque tutto "in regola" e nessuna multa nè per la ristoratrice nè per i clienti.

Uno "stratagemma", quello della prenotazione contestuale del tavolo per la cena e della camera, utilizzato da molti ristoranti che sono anche strutture ricettive. Luana Rocchi della Collina dei Cavalierie e il compagbo si dicono "soddisfatti della serata che è stata un successo, con clienti felici di sostenere la categoria e nessuno è stato multato". La coppia ha deciso di aprire il locale anche a cena come "segno di protesta gentile nei confronti delle restrizioni che stanno penalizzando tutta la categoria, messaggi di solidarietà sono arrivati anche da oltreoceano, dove amici dello stesso settore raccontano di riuscire a lavorare ed andare avanti grazie a numerosi ristori che invece in Italia stentano ad arrivare".

"Ringraziamo tutti i clienti e le tante persone che ci stanno sostenendo in questa battaglia -dichiara la titolare Recchi -abbiamo dimostrato di poter offrire il nostro servizio nel pieno rispetto delle norme anti Covid, chiediamo a chi ci governa di lasciarci lavorare per pagare bollette e tasse che continuano ad arrivare". "Un cliente mi ha detto "Sembra incredibile che mi nonno ha fatto la guerra, ha rischiato la vita, ed io sto facendo una rivoluzione oggi andando a mangiare fuori! -racconta il compagno Domenico -Questa cosa ci ha fatto sorridere ma al tempo stesso riflettere: la nostra guerra, oggi, è il coraggio di aprire il ristorante, di servire il cibo.. Per cosa? Per sopravvivere! Tutto questo è assurdo".








Questo è un articolo pubblicato il 16-01-2021 alle 15:12 sul giornale del 18 gennaio 2021 - 3566 letture

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